Recensione di Dracula “L’amore perduto”

Non avevo nessuna aspettativa riguardo a questo film, ma le poche note che lo accusavano di essere più romantico che horror hanno stimolato la mia curiosità.
L’incipit della storia è noto e, sebbene scontato, risulta tutto sommato accettabile (fatta eccezione per il conte, che viene trasportato a forza in giro dal suo staff).
L’evolversi della trama, però, pare allucinato: un incubo a metà tra il comico e il grottesco.
In questa pellicola Dracula vive in un castello domotico che sembra uscito da La Bella e la Bestia, dotato dei poteri di un Jedi e circondato, chissà perché, dai gargoyle animati del Gobbo di Notre Dame. Il personaggio che nel celebre film di Coppola fu interpretato da Keanu Reeves è qui affidato al sosia di uno dei Soliti idioti.
Il cacciatore-prete-detective, invece, sembra uscito direttamente da una parodia de Il nome della rosa, e prende il posto del personaggio che fu di Anthony Hopkins.
Dracula — che, va detto, non recita nemmeno così male — si diletta in tentativi di suicidio goffi e in soluzioni davvero discutibili per ritrovare la reincarnazione della sua amata.
L’unico personaggio forse riuscito, anche se un po’ sopra le righe, è quello di Maria, interpretata da Matilda De Angelis. Gli spostamenti da un luogo all’altro sono improbabili, plausibili solo se si prendessero in prestito le magie di Harry Potter. Ma già che ci siamo, in questo Frankenstein cinematografico tutto fa brodo, comprese le scene di lotta a metà tra John Wick, Prince of Persia e Il corvo. L’epilogo è uno dei più insensati e, sinceramente, amareggianti: più che una scelta d’amore, sembra una scelta di vendetta.
Per me è decisamente un no.

VALERIAN E LA CITTÀ DEI MILLE PIANETI UN FILM DI LUC BESSON

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QUANDO UN MONDO NON BASTA 

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Ispirandosi al fumetto francese Valerian (Valerian et Laureline) scritto da Pierre Christin e illustrato da Jean-Claude Mézières, Besson dà vita ad un mondo fantastico ed affascinate. I protagonisti sono gli agenti intergalattici Valerian e Laureline, tra i quali c’è attrazione ma essendo il primo un noto rubacuori, Laureline non vuole cedere alle sue avance. I due si troveranno coinvolti in un’intricata situazione ai danni di una specie pacifica a cui gli umani hanno portato via molto. Al di là della trama il film colpisce in prima battuta per la cura dei dettagli e per la stupefacente riproduzione del mondo immaginato dall’autore, un mondo complesso con tantissime specie viventi diverse, bizzarre, curiose e talvolta raccapriccianti. Ho trovato molta originalità tanta ironia in questo nuovo universo e benché la specie bistrattata dagli umani assomigli molto ai Na’vi di Avatar, vi sono moltissimi altri elementi originali ed affascinanti a partire dal piccolo replicatore fino alla stupida e truculenta specie che rapisce Laureline.  La presenza di Rihanna è d’impatto così come il personaggio da lei interpretato. Curatissima la scelta dei costumi e degli scenari. Non ho provato grande simpatia per i protagonisti che appaiano sin da subito arroganti e spocchiosi ed a mio avviso hanno tratti somatici troppo adolescenziali che li rendono poco credibili ed artificiosi nel loro ruolo. Pessima l’interpretazione di Clive Owen, quasi una caricatura venuta male del colonnello Quaritch di Avatar. Un po’ delusa dal finale, confuso e tipico del colossal americano in grado di far perdere punti ad un lavoro che resta comunque di grande rilievo per gli amanti del genere.

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