La vita bugiarda degli adulti: il peso delle verità non dette

 

La vita bugiarda degli adulti è un romanzo scorrevole e introspettivo, che esplora il passaggio dall’adolescenza all’età adulta con grande attenzione alle dinamiche emotive. La scrittura di Elena Ferrante è ben costruita, ma a tratti la narrazione appare fin troppo puntuale e analitica perfino per un adulto. Uno dei temi centrali del romanzo è il forte potere dell’ossessione che influenza le scelte di Giovanna e il modo in cui percepisce le persone che la circondano. L’autrice indaga con profondità questi aspetti, ma lo fa con una visione piuttosto semplificata, soprattutto nella rappresentazione dei personaggi maschili, che appaiono spesso monodimensionali, guidati soltanto da desideri carnali. Nonostante ciò, il libro riesce comunque a far riflettere, soprattutto per chi apprezza i romanzi che scandagliano la crescita interiore e i rapporti familiari.

Gail Honeyman e il suo esordio: Eleanor Oliphant

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Eleanor Oliphant sta benissimo è l’esordio letterario dell’autrice scozzese Gail Honeyman, pubblicato nel 2017. Il romanzo ha ricevuto un’accoglienza straordinaria, vendendo milioni di copie ed essendo tradotto in numerose lingue. Il successo di un romanzo, soprattutto se si tratta di un esordio, è sempre un po’ misterioso, ma in questo caso credo sia meritato. Ho molto apprezzato il lavoro di Gail Honeyman, in particolare l’attenzione verso coloro che, senza colpa o responsabilità, non hanno avuto un’infanzia normale. Il romanzo sottolinea come, sebbene i bisogni primari siano essenziali, non siano sufficienti per vivere serenamente la propria realtà. Il personaggio di Eleanor è singolare: rigida e ferma nelle sue posizioni, vive in una routine perpetua tra lavoro e solitudine, una condizione molto attuale nella nostra società. Molti possono riconoscersi in lei. Inoltre, il fatto che il romanzo tratti così apertamente il tema degli abusi fisici e psicologici può offrire un sostegno a chi ha vissuto esperienze simili. Tuttavia, sono rimasta un po’ delusa dal finale, che appare eccessivamente fiabesco. Il passato di Eleanor è oscuro, ma meno inquietante di quanto l’autrice sembri suggerire durante la narrazione. Per questo motivo, pur trovandola una lettura godibile e utile, non lo considero un capolavoro. Il finale mi ha ricordato un dipinto ad acquarello che inizia con colori forti e intensi, per poi dissolversi in toni chiari e tenui, lasciando la sensazione che si voglia regalare la “rinascita” a tutti i costi.