La moglie che dorme: una lenta discesa nell’abisso

La moglie che dorme di Catherine Dunne è arrivato a me quasi per caso, attraverso un punto di bookcrossing a Imperia, forse proprio per questo non ero affatto preparata a quello che avrei trovato tra queste pagine.Sono ancora abbastanza scossa da questa lettura, perché l’ho trovata profondamente disturbante, viscerale e introspettiva. È un romanzo psicologico estremamente cupo, che accompagna lentamente ma inesorabilmente il lettore verso un abisso senza ritorno. L’oscurità interiore del protagonista non esplode all’improvviso: emerge poco alla volta, pagina dopo pagina, mentre ciò che inizialmente sembra sotto controllo comincia progressivamente a sgretolarsi. Catherine Dunne affronta temi spinosi e, purtroppo, ancora molto attuali, scavando nelle dinamiche del possesso, del controllo e nelle zone più oscure dei rapporti affettivi.Una lettura potente e sicuramente riuscita, ma che secondo me non è per tutti. Soprattutto, non la consiglierei in un periodo di particolare vulnerabilità emotiva. È uno di quei romanzi che, una volta chiusi, non finiscono davvero con l’ultima pagina.