UNA FIABA MODERNA


Elisa è una giovane donna muta che lavora come inserviente in un laboratorio scientifico di Baltimora ai tempi della guerra fredda. I suoi migliori amici sono Zelda, una collega afroamericana molto chiacchierona (interpretata dalla solita Octavia Spencer) e il suo vicino di casa Giles, pittore omosessuale. Trova il suo anfitrione nell’America di quegli anni il cinico e sadico Richard Strickland. La vita dei protagonisti verrà condizionata dall’arrivo in laboratorio di una cavia molto particolare, un essere in parte uomo e in parte pesce. Elisa attratta dalla creatura cerca di stabilire un contatto e con gentilezza scopre che la bestialità di quest’ultimo è solo apparente. Il film è molto lento, per certi versi mi ricorda le oniriche atmosfere del “Favoloso mondo di Amélie” di Jean-Pierre Jeunet. Ogni vicenda è trattata con delicatezza e ingenuità, come se si trattasse di una fiaba. Benché la morale anti razziale sia palese in tutte le sue forme viene giocata la solita carta della vittima che diventa eroe, un po’ stucchevole e fin troppo commerciale. Nel complesso resta comunque una visione piacevole benché non lo reputi il capolavoro che decanta la critica.
