Recensione di “I figli del male” un romanzo di Antonio Lanzetta

I figli del male è il sequel del Buio dentro. Flavio, Damiano e Stefano si ritrovano ancora in prima linea contro intollerabili atrocità difficili d’accettare. Questo testo conferma l’abilita narrativa dell’autore, molto curato nelle descrizioni soprattutto nelle situazioni di lotta e azione. La storia nel suo complesso è molto forte, poiché nel susseguirsi dei capitoli tutto diventa sempre più angosciante e sinistro, come una macabra matriosca che cela nel suo profondo pura cattiveria, malvagità, perversione e follia. Su tutto aleggia una strana maledizione che sembra perseguitare eroi e carnefici, in situazioni dove la linea tra giusto e sbagliato diventa sottile. Forte la denuncia contro l’inefficienza della giustizia ordinaria, incapace di tutelare le classi più povere favorendo il proliferare di soprusi di ogni sorta perpetuate da chi ha i soldi o da chi ricopre posizioni di prestigio. Questa volta la storia resta sospesa probabilmente per dar spazio all’ultimo romanzo della saga, Le colpe della notte. Una lettura che appare cruenta in modo elegante e che necessita un po’ di tempo per essere digerita.

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