Recensione La libreria dei gatti neri

“La libreria dei gatti neri” è un romanzo di Piergiorgio Pulixi, scrittore sardo noto soprattutto per la stesura di numerose saghe noir. Nel panorama letterario contemporaneo, più che in passato, per restare sulla cresta dell’onda e vivere di scrittura, bisogna pubblicare molto e spesso. In questo meccanismo produttivo, può capitare che la fantasia vacilli e che i testi perdano in sostanza e profondità. Questo è il secondo libro che leggo di Pulixi, e mi è parso evidente che, prima ancora di essere autore, sia un grande lettore. Una qualità che gli ha reso facile ideare il personaggio di Marzio, burbero eroe dal cuore tenero, una sorta di cioccolatino tosto con un ripieno morbido e succulento che pochissimi riescono ad assaporare davvero. Ho colto anche una sottile vena di arroganza – forse involontaria – tipica di certa cultura autocompiaciuta: un atteggiamento comune a molti autori del genere, che a parole sembrano appartenere a un’élite, ma poi nei fatti cadono in errori banali e grossolani. Il romanzo parte in modo aggressivo: il primo capitolo ti scaraventa subito davanti a un dilemma crudele, un “gioco delle torri” che nessuno vorrebbe affrontare. Ma col lo scorrere del testo , la storia perde di plausibilità. Per quanto lo stile sia scorrevole, la narrazione scivola via come una valanga di banalità e incongruenze. L’unica speranza, a questo punto, è che nella realtà le indagini non vengano mai svolte come in questo romanzo, altrimenti si spiegherebbero le miriadi di errori giudiziari. I colpi di scena sono deboli, e il finale corre troppo in fretta. Non posso ovviamente soffermarmi troppo sui dettagli, per evitare spoiler, ma nel complesso non l’ho trovato né zuppa né pan bagnato: o sei un thriller, o non lo sei. Una partita a Cluedo, forse, avrebbe avuto maggiore coerenza. Detto questo, ci sono anche aspetti che ho apprezzato: lo spazio dato al romanticismo, e la caratterizzazione di alcuni personaggi.

Recensione di “I figli dell’ombra” di Cassandra GREEN

1
Titolo: "I figli dell'ombra"
Autrice: Cassandra Green
Casa Editrice: self-publishing
Genere: Gialli e Thriller
Numero Pagine: 415
Costo versione e-book: 0.99euro
Costo versione cartacea: 18.98euro
Link per l'acquisto: 
http://amzn.to/1VMFx0o
Blog Autrice: 
http://www.mariadonata.net
Intervista all'autrice per la rubrica
"A tu per tu con l'autore":
http://wp.me/p5nCov-1BU

SINOSSI: Quando durante una corsa mattutina un giocatore di football, si imbatte nel cadavere della piccola Flo Gomez scomparsa il giorno prima, Victor Bell teme che quello sarà l’inizio di una serie di macabri delitti. Il suo intuito di poliziotto non sbaglia e il ritrovamento di altri corpi sarà per lui un’ulteriore conferma che quanto raccontatogli da suo padre era vero. Intanto la vita degli abitanti di Whitesouls scorre come da copione. Ognuno impegnato a svolgere i proprio doveri, così come il reverendo Morales ha imposto loro di fare per essere un bravo cristiano, per entrare nelle grazie di Dio. Quello che nessuno immagina è che un’oscura e antica presenza da sempre attratta dalla loro ipocrisia e falsità è tornata per spingere sette anime scelte per l’occasione alla dannazione eterna. Bell dovrà dare prova di grande fede per riuscire a scacciare i demoni che abilmente stanno contaminando i cuori dei suoi compaesani e quando tutto sembrerà ormai perduto tre portatori di luce accorreranno in soccorso dei “Giusti”. Ma tutto ciò basterà ad estirpare il male dall’apparente tranquilla cittadina di Whitesouls?

1

RECENSIONEL’ACCATTIVANTE FASCINO DEL MALE

Whitesouls, piccola e gretta cittadina di provincia, diventa teatro di una serie di efferati crimini che sembrano sconvolgere l’apparente quiete della comunità. Un romanzo articolato, che analizza molto bene le bieche e fastidiose dinamiche tipiche dei paesini di provincia. Mi sono tornate alla mente le cupe e retrograde atmosfere del romanzo Carrie di Stephen King, pensando nel dettaglio al personaggio di Euphemia Morales, capace di trasformare la religione in una spaventosa ed ipocrita prigione più che in un uno strumento di speranza. Nella prime fasi la trama richiama i tratti del realismo e del possibile: i misteriosi fatti accaduti in passato nel luogo in cui la vicenda è narrata appaiono come lontane leggende. Tutto cambia con l’arrivo in città dei fratelli Bailey: si inizia così a virare sul soprannaturale e si ha la sensazione di avere per le mani un romanzo spaventoso e perverso ma allo stesso tempo avvincente ed eccitante. I dialoghi e le circostanze diventano più crude, volgari e spinte, allo scopo di sottolineare la depravazione dell’eccesso. Sullo sviluppo delle vicende e sulla risoluzione tra l’eterno conflitto tra bene e male preferisco non addentrarmi per non rovinare l’effetto sorpresa, importante in ogni thriller degno di questo nome. 

Nel complesso I figli dell’ombra è un romanzo ricco di dettagli, al punto da essere quasi filmografico. La lettura delle 415 pagine non mi è personalmente pesata e benché vi siano dei refusi qua e là bisogna tenere presente che stiamo parlando di un romanzo lungo, complesso e per di più auto pubblicato. L’incredibile numero di personaggi richiede una buona dose di concentrazione da parte del lettore per poter seguire proficuamente le vicende, elemento tuttavia tipico di romanzi caratterizzati da fitti intrecci relazionali. L’unico appunto che mi sento di fare all’autrice riguarda la sinossi: non rende merito alla storia come dovrebbe. Per gli amanti del genere, senza dubbio da leggere.

Vc5su5

1

Torna all’indice RECENSIONI LIBRI

Torna alla HOME del blog