Recensione Furiosa : A Mad Max Saga

“Furiosa: A Mad Max Saga” è il prequel del film uscito nel 2015, “Mad Max: Fury Road“, diretto anch’esso da George Miller. Questi film fanno parte di una saga iniziata nel 1979. Tuttavia, essendo trascorsi molti anni tra i primi capitoli e il resto della saga, forse non tutti hanno visto i primi tre film. Il film del 2015, che fece molto parlare di sé grazie alla sua eccellente realizzazione, sembra un’opera autonoma piuttosto che parte di un progetto più ampio. Il prequel racconta la storia di Furiosa (protagonista anche del film successivo) dalla sua infanzia fino all’età adulta. Premetto che parlare di questo film senza fare spoiler è difficile, tuttavia non voglio esimermi poiché la delusione nella visione di questa pellicola è stata notevole. Non capisco come possa esserci la mano dello stesso regista. La fantascienza non è fare le cose a casaccio. Il film è ambientato sulla Terra dopo una serie di eventi catastrofici che hanno portato alla desertificazione del pianeta, un dettaglio che si conosce solo avendo visto “Fury Road”. È assurdo dover dare senso a un prequel solo perché si conosce il sequel. Qui avrebbero dovuto spiegare bene cosa era successo e cosa aveva portato alla situazione attuale. Ad ogni modo, questa è solo la punta dell’iceberg. La storia è ridicola, a partire dalla bambina ninja fino alla ciurma di Dementus che, prima della presa di Gas Town, sembra sopravvivere nel deserto senza acqua, cibo e benzina (considerando che sono motociclisti). Dementus stesso non appare in condizioni fisiche critiche e non sembra esserci un problema di natalità, visto che spuntano motociclisti da ogni parte del deserto. La straordinarietà di Furiosa di essere cresciuta in una “terra di abbondanza” non sembra essere così visibile, visto che, una volta fuggita, nessuno si accorge di lei. Teoricamente tutta la popolazione dovrebbe essere malata o mutilata, ma a parte i membri del consiglio di Immortal Joe e pochi membri del gruppo di Dementus, gli altri sembrano in condizioni fisiche normali. La storia d’amore avrebbe potuto essere molto più sviluppata e non solo accennata. Inoltre, i personaggi sono tutti piatti, non si parla del loro passato e spesso sono confusi nella moltitudine di inutili comparse. Per quanto riguarda il cast, l’unico che ha dato una performance significativa è stato Chris Hemsworth nel ruolo di Dementus. Credibile benché non memorabile Tom Burke nel ruolo di Praetorian Jack. Invisibile Anya Taylor-Joy nel ruolo di Furiosa che non assomiglia neanche lontanamente a Charlize Theron, che interpreta il medesimo personaggio nel capitolo successivo. In sintesi, un film che non serviva, che non aggiunge nulla al sequel, anzi, se mai fa sorgere dubbi sulla coerenza interna dell’intera saga.

Mad Max: Fury Road un film di George Miller

L’AMORE PER LA VITA IN OGNI TEMPO

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Il trailer di questo film non mi convinceva e ho approcciato alla visione in modo scettico e prevenuto, mai mi sono sbagliata così tanto. Mad Max è una distopia fantascientifica pura che ipotizza un mondo ormai al collasso, arido di sentimenti e di umanità. Un pessimismo quello di Miller che spaventa, sgomenta e angoscia, in un film dove ogni singolo particolare è studiato e curato in maniera maniacale. Una sorta di Apocalypto del futuro, dove il mondo subisce una raccapricciante regressione allo stato bestiale, in cui anni di evoluzione hanno solo portato a devastazione e miseria e la domanda che riecheggia come un mantra è: CHI HA DISTRUTTO IL MONDO?

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In un deserto globale il mostruoso Immortal Joe fonda un impero assoluto accaparrandosi il controllo di tutte le risorse, tra cui la più importante, l’acqua, dando vita ad un regno di miseria e terrore. Una corte degli orrori quella di Joe, composta da sub umani, malati e invasati. Quello che l’anima cela in Mad Max l’aspetto mostra, senza trucchi o inganni. L’accanimento terapeutico portato all’estremo, destinato chiaramente alla sola elitè ed il resto della popolazione schiava e disperata. Le donne tornano ad essere bestie da macello e da riproduzione, come una mandria di giumente da monta. Sembra impossibile ribellarsi o fuggire, oltre alla cittadella vi è solo morte e sabbia. Una bellissima e combattiva donna, Furiosa, raggiunta una posizione di prestigio ha in mente un piano, salvare le povere e bellissime mogli di Immortal Joe, conducendole in un fantomatico luogo sicuro, il posto verde, la casa delle molte madri. Inizia così una corsa contro il tempo, in un mondo in cui resta ben poco se non quella poca tecnologia fredda e meccanica.  Aiuterà Furiosa il sensuale e solitario Max, che porta sulla coscienza i fallimenti del suo lavoro e le anime delle persone che non è riuscito a salvare. Adrenalinico, emozionante, ironico e raccapricciante. Un film studiato nel minimo dettaglio, a partire dai nomi dei personaggi fino alla fotografia ed allo struggente binomio tra osceno e sublime. Impeccabile il cast, i costumi e la colonna sonora. Una trama che non si incarta mai e un epilogo equo e struggente in un mondo dove l’amore può essere solo provato intensamente e non vissuto poiché troppi sono i peccati da scontare.

SOLO FANTASCIENZA?

Può darsi, ma ditemi… secondo voi

chi ha distrutto il mondo o lo sta facendo proprio ora?