IL VEGETALE un film di Gennaro Nunziante

Biologicamente per bene

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Fabio, giovane ventenne, dopo una laurea umanistica che non lo porta da nessuna parte, si ritrova ai primi approcci con un disarmante mondo del lavoro. Al termine di un colloquio all’apparenza serio e pretenzioso il giovane rimedia un lavoro di volantinaggio, la ragazza lo lascia ed il padre, che non vede da 5 anni, finisce in coma. Fabio si ritrova così a doversi prendere cura della sua sorellina, la piccola Nives che a differenza di lui è cresciuta nell’opulenza più assoluta, nata da una nuova relazione del padre dopo la morte della madre. Il padre di Fabio negli anni di distacco sembra aver fatto uno stellare successo, che si rivela ben presto apparente e basato su attività prevalentemente illecite. Fabio che a dispetto di tutto cerca di mantenere saldi i suoi ideali inizia a fare le cose legalmente e porta l’azienda del padre al fallimento. La società che lo aveva assunto per il volantinaggio gli propone uno stage in un caratteristico paesino fuori Milano e Fabio dovrà ancora una volta rimboccarsi le maniche e superare nuove sfide.

Una commedia che si fa guardare, satirica e ironica. Un ottimo approdo sul grande schermo per il fenomeno del momento, l’originale Rovazzi, che senza un aspetto avvenente e pubblicizzando i buoni valori riesce ad accaparrarsi l’attenzione del pubblico. Nel complesso la trama rimane comunque poco credibile e l’evoluzione della stessa fa troppo fiaba metropolitana. Al giorno d’oggi il mondo del lavoro appare come una landa desolata popolata da sciacalli, non può quindi che far bene al cuore il lieto fine regalato dalla pellicola. Meravigliosa Rosy Franzese nel ruolo della piccola Nives.

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Quo Vado? un film di Gennaro Nunziante

NON FIRMARE CHECCO!

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( Voto 6,5 su 10)

Da vedere? Si

Tutte le volte sono diffidente e mi faccio pregare per vedere i suoi film, ma poi mi tocca ricredermi. Di Quo Vado? ne parlano tutti in questo periodo e per una volta posso dire che non è solo una trovata pubblicitaria. La comicità è un’arte, dunque l’apprezzamento o meno di questo film è molto soggettivo. A me è piaciuto a tratti più dei precedenti, forse perché si è ironizzato su temi che mi stanno a cuore. La stabilità lavorativa è un  elemento cruciale nella vita di molti italiani che si trovano oggi a vedere ciò che era certo e scontato per i nostri genitori come qualcosa di eccezionale e straordinario. Fa amaramente ridere l’idea di persone che vengono pagate per non far nulla, ma stringe il cuore pensare che intere generazioni siano cresciute con un’idea di stabilità che oggi non esiste più. Magari è vero che si può vivere facendone a meno e che  il nostro modo di pensare è sbagliato, tuttavia la modernità di oggi con le sue regole di tolleranza e civiltà arriva a proporci situazioni non meno paradossali. Una satira nuova e divertente  che si prende gioco dei nostri  luoghi comuni, delle certezze ed incertezze del nostro bel paese.

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