Jumanji: The Next Level un film di Jake Kasdan

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Il fratello di Alex trova un vecchio e misterioso gioco in scatola sulla spiaggia, lo porta a casa e chiede al fratello di giocarci. Siamo alla fine degli anni ’90 e ormai le console hanno con prepotenza abbattuto la concorrenza di ogni altro tipo di gioco. Jumanji decide così di cambiare e di trasformasi in un gioco per console. Alex risvegliato dal sonoro rullo di tamburi che caratterizza il gioco decide di provarlo e sparisce all’interno del gioco. Molti anni dopo un gruppo di ragazzi tra loro molto diversi si troverà in punizione in un’angusta aula piena di cose vecchie e troverà il mistico gioco. Inizia così una nuova avventura, questa volta in modalità video game. Ovviamente il primo Jumanji  diretto da Joe Johnston, con al timone Robin Williams, è stato un capolavoro e un cult del cinema. L’idea di base del primo film fu  originalissima, molteplici e di grande impatto i momenti di tensione. Questo secondo capitolo pertanto pare quasi una parodia del primo, tuttavia per chi è cresciuto nell’era delle console, un pò fa sorridere e non è una visione del tutto da evitare. Permane la morale della squadra e del viaggio dell’eroe, che nel gioco riscopre sé stesso e le proprie qualità, senza prescindere dall’unione di squadra. Quasi assenti i momenti di tensione, ogni evento in questo contesto pare del tutto plausibile e prevedibile, trattandosi di realtà virtuale. 

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Ex Machina un film di Alex Garland

Penso dunque sono?

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voto 7,5 su 10

Da vedere? Si 

La trama del film ha tradito le mie aspettative discostandosi da pellicole dello stesso genere come Io Robot, Lei Trascendent  in cui l’atteggiamento positivo verso l’intelligenza artificiale viene rimarcato a più riprese. Qui ci troviamo ad assistere ad un imprevedibile thriller psicologico che sebbene d’impatto mi abbia lasciata insoddisfatta con il senno di poi mi ha regalato diversi spunti di riflessione. La trama è semplice: Caleb è un programmatore timido, solo ed insicuro che viene all’apparenza sorteggiato per visitare la dimora del suo datore di lavoro Nathan, ricchissimo genio informatico e padre del più formidabile motore di ricerca, un uomo eccentrico, arrogante, misogino e vizioso. Ben presto verrà rivelato a Caleb il vero scopo del suo soggiorno: testare l’ultima invenzione di Nathan, la prima intelligenza artificiale creata dall’uomo.  E’ così che il giovane conosce l’enigmatica Ava. Inizia un gioco perverso, in cui non è chiaro chi sia la vittima e chi il carnefice. Teatro delle vicende è una bellissima ed inquietante villa ultramoderna piena di confort e di congegni elettronici, che si sviluppa nel sottosuolo all’insegna di una costante sensazione di claustrofobia. Un film che scorre piano, in cui a conti fatti succede ben poco ma che riesce a mantenere alta l’inquietudine dello spettatore. In Ex Machina non vengono approfonditi né gli aspetti tecnologici né tantomeno quelli psicologi dei personaggi che restano superficiali, fatta eccezione per il povero Caleb in cerca presumibilmente di qualcuno da amare. Un film che si presta a diverse interpretazioni, in cui si può riconoscere un mix fra un moderno dottor Frankenstein e un malvagio sociopatico incapace di relazionarsi con l’altro sesso. La trama nel complesso ed in particolar modo il finale lasciano sgomenti e fanno riflettere sull’essenza stessa dell’umanità.

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Amore bugiardo un film di David Fincher

L’amarezza della perfezione

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(Voto 8 su 10)

Da vedere? Si

Un film che lascia scossi, sorpresi e stupiti. Un thriller ben fatto, che centra in pieno il suo obbiettivo: inquietare e stupire allo stesso tempo. Una coppia interessante, al di sopra delle grette ed ordinarie coppie di città. Nic e Amy, bellissimi, intelligenti ed innamorati, vivono una realtà distante dallo stereotipo del sogno americano. La perdita del lavoro, la malattia di un parente e la necessità di lasciare la metropoli per una vita ben più piatta e modesta, si assiste ad una storia vissuta a ritroso, raccontata dalle pagine di un diario che spiega e confonde. Dura la critica al sistema giudiziario/mediatico americano, in cui è il pubblico a decidere chi è innocente e chi colpevole. Un macabro ed inasperato reality, in cui non emergono veri vincitori, ma solo bravi attori. Fincher riesce ancora una volta a inscenare una raccapricciante caccia al tesoro, capace di creare angoscia e sgomento. D’effetto l’uso delle inquadrature: ampi spazi in forte contrasto con l’opprimente colonna sonora, claustrofobica ed ansiogena. A posteriori un po’ deludente l’epilogo, troppo aperto e caratterizzato da elementi poco chiari. Un lavoro che non può essere paragonato a Seven ma che fa comunque la sua figura.

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Byzantium un film di Neil Jordan

L’eterno amore di una madre

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(Voto 8 su 10)

Da vedere? Si

Ho voluto fortemente vedere questo film incuriosita dal binomio Gemma Arterton/Saoirse Ronan. Sono felice che le mie aspettative non siano state disattese. Neil Jordan ha fatto un ottimo lavoro, in principio la storia scorre lenta, ma a mio avviso questo serve a mettere l’accento sul fatto che il tempo per le protagoniste ha un’importanza relativa. Mi sembra superfluo sottolineare come la bellezza, la sensualità ed il talento di Gemma spicchino in questa pellicola dolce/amara. Il film si focalizza molto sugli aspetti psicologici ed introspettivi pertanto a parte qualche raro momento d’azione non risulta mai splatter o adrenalinico. Ho molte riserve sull’espediente usato  per la mutazione, che tuttavia è molto scenografico. Credo sia uno dei migliori film sui vampiri che abbia visto, secondo solo ad “Intervista col Vampiro”.

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