Recensione l’Isola delle Rose un film di Sydney Sibilia

Il film s’ispira alla storia vera di Giorgio Rosa, un ingegnere romagnolo che per riconquistare la sua ex fidanzata, decide di costruire al largo delle coste di Rimini un’isola di metallo con l’ambizioso progetto di renderla uno stato indipendente, non soggetto alle leggi italiane. Ho visto il film diverse settimane fa pertanto molti dettagli mi sono sfuggiti, tuttavia ci tengo a parlare di questa pellicola poiché l’ho apprezzata molto. Sydney Sibilia ha fatto un egregio lavoro, curando i dettagli del periodo storico con maestria e imbastendo una storia ironica, divertente e coinvolgente. Il cast molto ben assortito con Elio Germano al timone, ormai un vero esponente del buon cinema italiano. Bello inoltre vedere finalmente approdare sulla piattaforma internazionale Netflix produzioni nostrane che se fatte con questa attenzione non hanno nulla da invidiare a quelle di altri paesi.

Perfetti sconosciuti un film di Paolo Genovese

NON FIDARSI È MEGLIO

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Una storia semplice, quotidiana, quasi ordinaria. Un gruppo di amici di vecchia data si ritrova per una cena di gruppo. Ormai oltre la trentina sono quasi tutti sposati, fidanzati o con figli. Si percepisce sin dall’inizio che dietro ai sorrisi tirati, ogni famiglia nasconde i suoi problemi, tuttavia  nessuno ne parla. Ogni cosa resterebbe così immutata, in bilico su un precipizio di verità dette e non dette se non fosse che Eva (casuale il richiamo biblico?) propone una sorta di gioco della verità “evoluto”: ogni commensale avrebbe dovuto condividere con il gruppo messaggi e chiamate ricevuti durante la cena. La trama è molto interessante, tuttavia il suo sviluppo appare surreale, non tanto per le verità nascoste che verranno a galla, ma più per la concomitanza degli eventi. Gioiellieri, tecnici di PC, amanti e parenti tutti a telefonare o a scrivere dopo le 22.00 di sera, molto improbabile se non impossibile. A parte questo, con l’evolversi della cena, le vite dei protagonisti si rivelano tra l’apatia e la noia della vita coniugale o genitoriale, mostrando come ogni equilibrio sia maledettamente instabile e coloro i quali ricoprono i ruoli di migliore amico o compagno di vita si possano rivelare in pochi attimi dei perfetti sconosciuti.

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