Recensione Quello che tu non vedi

Quello che tu non vedi è un romanzo scritto da Julia Walton che racconta la storia di Adam, un adolescente affetto da schizofrenia. Il romanzo è strutturato come un diario medico, utilizzato da Adam per comunicare con il suo psicologo durante una sperimentazione di un nuovo farmaco volto a curare la sua malattia. Il merito della Walton è quello di parlare di una patologia psichiatrica, una condizione che ancora oggi suscita reazioni di diffidenza, paura e incomprensione. Il romanzo è ben scritto, ma soprattutto incarna molto bene il profilo di un adolescente medio, sarcastico e saccente. La condizione clinica di Adam tuttavia rende il ragazzo diverso dagli altri, e molte delle osservazioni che fa durante la sua narrazione sono realistiche e rivelano una grande verità su chi è affetto da patologie psichiatriche. Adam parla di come solo le condizioni mediche terminali ed evidenti suscitino compassione da parte delle persone, mentre patologie come la sua diventano quasi una colpa del malato e motivo di scherno e isolamento. Adam tuttavia, nella sua sfortuna, riesce a cavarsela. Sua madre è una figura quasi mitologica: dolce, comprensiva e forte, pronta a lottare per la serenità di suo figlio. Il romanzo mi ha ricordato il racconto Fiori per Algernon, pur virando verso la fiaba moderna. Ho delle perplessità sulla lucidità di Adam nel parlare della sua condizione, ma nel complesso credo che sia giusto alle volte che la speranza superi la verità, poiché i grandi ideali e i buoni sentimenti possano sopravvivere almeno nei romanzi.

Recensione geek girl

“Geek Girl” è una serie britannico-canadese per ragazzi basata sull’omonimo romanzo della scrittrice Holly Smale. La protagonista, Harriet Manners, è la tipica secchiona che cerca di emanciparsi da questa etichetta e diventare amata e popolare. Grazie alla sua migliore amica e all’agente di moda Wilbur, la ragazza viene scelta come modella di punta per un importante stilista e notata anche dal modello più quotato dell’agenzia, Nick. La trama è obiettivamente semplice e poco verosimile; tuttavia, resta una sorta di fiaba moderna che dona, seppur false, speranze alle giovani spettatrici. Harriet si rivela essere una sorta di improbabile Cenerentola nel mondo della moda. L’attrice è simpatica; tuttavia, se l’obiettivo era quello di combattere gli stereotipi del mondo della moda, scegliere Emily Carey come Harriet non è stata una scelta così azzeccata, poiché l’attrice ha tutte le caratteristiche che oggi piacciono a quella realtà e ad eccezione della forzata goffaggine, Emily è magrissima come richiesto dallo standard contemporaneo del modeling. L’unico elemento di rottura è che le ragazze non sono così alte e, come ormai è prassi, vi è il rispetto della pluralità etnica in modo fluido e naturale, come dovrebbe essere.