Re di spade e sangue: luci e ombre di un successo BookTok

Ho letto Re di spade e sangue, fantasy romance dell’autrice Scarlett St. Clair, scrittrice statunitense appartenente alla Muscogee Nation, diventata celebre a livello internazionale grazie al successo delle sue opere su BookTok.

Purtroppo il romanzo non mi ha convinta quanto speravo. Il suo limite principale, a mio avviso, è l’incipit. Credo che le prime pagine siano fondamentali per conquistare il lettore e, in questo caso, ho avuto più volte la tentazione di interrompere la lettura. I primi capitoli soffrono sia di info dumping sia di overwriting: l’autrice concentra una quantità enorme di informazioni sul mondo narrativo e tende a spiegare e ribadire concetti che il lettore ha già assimilato. Inoltre prevale il telling sul showing: invece di lasciare emergere personaggi e ambientazione attraverso azioni e dialoghi, il romanzo preferisce raccontarci continuamente chi siano i protagonisti e come dovremmo percepirli.

La storia comincia davvero a ingranare soltanto quando Isolde lascia il suo regno e raggiunge la nuova dimora. L’ingresso di nuovi personaggi rende il ritmo più vivace e la narrazione finalmente dinamica, ma ho avuto la sensazione che questo cambiamento arrivi troppo tardi.

Devo poi ammettere che la protagonista mi è risultata decisamente antipatica. Il problema, però, non è tanto il suo carattere, quanto il modo in cui viene costruita. Il romanzo insiste nel dirci che Isolde è una donna forte, altruista e pronta al sacrificio, ma le sue azioni mi hanno spesso trasmesso l’impressione opposta. Ho percepito una distanza evidente tra ciò che il testo afferma sul personaggio e ciò che il personaggio dimostra realmente. Parla continuamente del proprio sacrificio, ma, nei fatti, questo consiste nel ritrovarsi accanto a un re vampiro che, nonostante la terribile fama che lo precede, con lei si dimostra fin da subito sorprendentemente gentile, paziente e protettivo.

Anche il modo in cui la cosiddetta golden couple amministra la giustizia mi ha lasciata perplessa. Le loro decisioni sembrano dipendere soprattutto da ciò che conviene ai protagonisti e questo, ai miei occhi, finisce per renderli poco diversi dai tiranni che dichiarano di voler combattere.

Non ho trovato nemmeno un vero triangolo amoroso, perché Killian non suscita mai un autentico interesse nella protagonista e il suo ruolo rimane piuttosto marginale sotto questo aspetto.

Anche il worldbuilding mi ha lasciato qualche perplessità. Oltre ai vampiri vengono introdotte numerose creature, ma le loro caratteristiche rimangono poco chiare. Lo stesso vale per il funzionamento della Bruma Rossa, che non sono mai riuscita a comprendere fino in fondo.

Ci sono però anche aspetti che ho apprezzato. Scarlett St. Clair dimostra una notevole capacità descrittiva: le scene passionali, le battaglie, gli ambienti e gli abiti risultano vividi e facili da immaginare. Inoltre il finale mi ha piacevolmente sorpresa. Ho trovato alcune analogie con il mio romanzo Oltre la magia, soprattutto nella direzione presa dagli eventi conclusivi e in alcune dinamiche narrative, e questo mi ha colpita. L’epilogo è ben costruito, chiude il primo volume in modo soddisfacente e lascia aperti gli sviluppi successivi senza dare l’impressione di essere stato forzato.

Per il momento, però, non credo che proseguirò la saga. Per quanto il finale sia riuscito, non sono mai riuscita ad affezionarmi alla protagonista e, per me, questo è un elemento troppo importante per desiderare di continuare la lettura.

Recensione di A Teacher una serie di Hannah Fidell

A Teacher è una mini serie statunitense disponibile sulla piattaforma Star di Disney Plus. La trama di per sé non ha nulla di originale, tuttavia la regista riesce a realizzare un lavoro interessante e in un’ultima analisi affatto scontato. La serie inizia lenta, trasmettendo una certa spensierata leggerezza. Lui è il tipico bravo studente americano alla soglia della maggiore età, avvenente e con una sviluppata intelligenza emotiva se messo a confronto con i suoi coetanei. Lei è una trentenne non particolarmente bella, di professione insegnante, frustrata dal non essere divenuta mamma. Tra i due scatta la scintilla e una passione difficile da controllare, il tutto appare come un sogno, una bolla magica di passione e desiderio. Le cose cambiano quando la relazione diventa di dominio pubblico facendo venire tutti i nodi al pettine. Non è facile prendere una posizione, poiché quello dell’insegnante è un ruolo delicato per la formazione dei ragazzi, tuttavia non si usa dire che l’amore non ha età? Supponendo che i due si fossero conosciuti anche solo un anno più tardi con dodici anni di differenza qualcuno avrebbe potuto al limite storcere il naso, ma nulla di più. In A Teacher emerge prepotentemente il peso della morale sociale, capace di distorcere la realtà, di creare vittime e carnefici dove non ce ne sono e di condizionare la vita delle persone plasmandone ambizioni e desideri, in un mondo dove il libero arbitrio resta un miraggio. La consiglio assolutamente, una serie che fa riflettere per il suo epilogo.

365 giorni un film di Barbara Białowąs e Tomasz Mandes

Film erotico polacco distribuito con grande clamore sulla piattaforma Netflix. Racconta la storia di un boss mafioso italiano che rapisce una ragazza allo scopo di farla innamorare di lui nell’arco di un anno. La storia è ispirata al romanzo erotico dell’autrice Blanka Lipińska.
Sebbene l’osare e ostentare è spesso sintomo di coraggio narrativo, il saper dosare è un’arte essenziale.
La trama è così banale e irrealistica che la parte predominante sono le esplicite e ridondanti scene di sesso, che fanno sembrare il film in tutto e per tutto un porno. I personaggi incarnano in maniera elementare i cliché del desiderio classico di genere. Per le donne un lui di potere, autoritario e avvenente. Per gli uomini, una lei piccola e graziosa, determinata e combattiva, ma che in fondo non aspetta altro che essere domata e accudita da un uomo di carattere. Che poi lui sia un boss mafioso ricade nel cliché che l’Italia sfortunatamente porta con sé all’estero. Ogni aspetto della trama è un tripudio di pregiudizi e di una visone molto superficiale e stereotipata del nostro paese, tipica di un film straniero ambientato nei nostri territori. Prepotente la marcata impronta maschilista, cosa che a parole dovrebbe indignare in qualche maniera il pubblico femminile, ma che probabilmente intimamente soddisfa desideri e pulsioni che è meglio non confessare apertamente. Il bello di essere desiderati tanto ardentemente sembra che nei fatti sfati ogni buon proposito d’indipendenza ed emancipazione. Gli unici aspetti degni di nota sono gli scenari e la sensuale presenza di Michele Morrone, nuovo sex symbol Italiano, per il resto una visone peggiore di 50 sfumature di grigio di cui 365 giorni sembra una versione semplificata e più esplicita. Detto questo non mi stupisce il successo ricevuto dalla pellicola, poiché ciò che è sconcio e sopra le righe attira sempre.

“Io & Glenda” il mio primo racconto erotico

P1050184

Una prova di immaginazione e di immedesimazione è stato per me questo racconto. Una storia non scontata, che tratta un argomento non semplice. L’essere donna e il vivere sentimenti ed emozioni non convenzionali, oggetto ancora oggi di scherno e incomprensione. Difficile poterlo immaginare e una grande soddisfazione per me essere riuscita a farlo. Scrivere permette di rompere gli schemi, inventare storie al di fuori di se stessi, dal propio vissuto, vivere nei propri personaggi emozioni uniche e diverse, farsi trasportare in mondi nuovi anche solo per un attimo, iniziare a immaginare una delle possibili vite non vissute ma che la mente può creare.

Il potere della scrittura è questo, magia e fantasia tra inchiostro e realtà.

07 - bacio alla francese

Le protagoniste 

 

MARA: una ragazza bellissima, a cui la natura ha dato tutto, ma anche qualcosa di diverso, qualcosa di non conforme alle regole della buona società. Una natura che Mara stessa non riesce ad accettare, con cui fatica a venire a patti abituata ad una vita fatta di etichette e di apparenze.

GLENDA: Splendida ragazza di colore, vittima di tutte quelle che possono essere le forme di discriminazione più diffuse: l’essere donna, essere di colore e lesbica. Costretta a combattere contro il bigottismo di sua madre e l’indifferenza e diffidenza delle persone. Una vita non facile, che la porterà a perdersi e poi ritrovarsi. Raggiungerà, seppur fugacemente, la felicità che si merita.

SERENA: Un personaggio vivo solo nel ricordo di Mara, ma a suo modo fondamentale e di ispirazione. Una ragazzina forte, che accetta il suo essere diversa e lo abbraccia con coraggio e passione, dando speranza e futuro a chi ha troppa paura di essere sé stessa.