Recensione di THE BATMAN

La storia dell’eroe mascherato è stata proposta in molti modi e se il regista aveva in mente di dare un taglio più realistico alle vicende ha fallito miseramente. Il tentativo di normalizzare i personaggi li ha solo appiattiti, snaturandoli e restituendone una copia sbiadita. Il primo ad essere penalizzato è stato proprio Batman, che della doppia identità ne mantiene a stento una: per creare un personaggio dark e introspettivo per me ci vuole di più che un pò di trucco nero e un copione ridotto all’osso. L’affascinante Bruce Wayne lascia il posto a un ragazzetto viziato e arrabbiato, alienato e neanche troppo sveglio, al centro di scene di combattimento tutto forchè realistcihe in cui il pipistrello è indenne a granate, esplosioni e muri di fuoco tanto da sembrare una versione poco riusciuta di Terminator. L’unico ad aver subito un restailist degno di nota è l’antagonista principale, divenuto per l’occasione una versione influencer di Saw l’enigmista, il solo personaggio tuttavia in grado di suscitare sgomento e creare tensione nello spettatore. Pessima anche la rivisitazione di Catwoman, una moderna donna oggetto che mal si incastra nella trama, una lontana parente della super cattiva vista nei film precedenti di cui rimane solo il lattice e qualche gattino qui mansueto e vagante. Nel complesso quindi, anche se in molti affermano l’esatto opposto, ho trovato in film pessimo e privo di orginalità, sconsigliato.

Recensione di “Messia di Dune”

Messia di Dune racconta l’evolversi delle vicende già viste in Dune e l’ascesa al potere di Paul, a 12 anni dai fatti narrati nel primo libro. Non voglio entrare nel merito della trama poichè rovinerei il bello della lettura, posso affermare però che per l’autore la saga di Dune è qualcosa di più che un romanzo di mero intrattenimento bensì un espediente per lanciare un messaggio. Per Herbert ciò che coincide con l’utopia umana è la fine della civiltà stessa, solo le popolazioni che vivono al limite della soppravvivenza riescono a coesistere in armonia con l’ambiente circostante e coglierne i delicati meccanismi ecologici. Per questo i Fremen sono evidentemente i prescelti e Paul sarà costretto ad affrontare il conflitto incocigliabile tra l’essere il giovane duca o Usul. Seppur non abbia compreso tutte le scelte dell’autore, trovandomi talvolta smarrita nella lettura e in altre circorstanze perfino annoiata, ho trovato fantasiosa seppur tardiva l’introduzione del Bene Tleilax. Per chiudere ritengo che Herbert abbia il raro dono di dipingere con le parole, le descrizioni sono puntuali e vivide e persino l’epilogo per quanto mi lasci sgomenta ha un che di profondamente poetico ed epico.

“Non è possibile far la politica con l’amore. Alla gente l’amore non interessa, porta con sé troppo disordine. Preferiscono il dispotismo. La troppa libertà genera il caos. E noi non possiamo permettere che ciò accada, non è vero? E come possiamo rendere piacevole il dispotismo? “

cit. Messia di Dune ~ Frank Patrick Herbert

“I cuori di tutti gli uomini vivono dell’identica solitudine” Cit. Messia di Dune

RECENSIONE DI GUIDA ASTROLOGICA PER CUORI INFRANTI (seconda stagione)

Mi ero già espressa in merito a questa serie Tv dopo la visione della prima stagione. Sono consapevole che si tratta di una storia leggera, con igenue e innocenti tinte di rosa, lontane dalla realtà, ma la fiction serve anche per sognare e sentirsi raccontare una bella normalità, fatta di amici e affetto sincero, a dispetto di liti e temporanee incomprensioni. La quotidianità in cui tutto diventa possibile è a tinte colorate come gli abiti sgarganti della protagonista. La definirei una serie della speranza, ho visto queste ultime puntate tutte d’un fiato. Ho adorato i costumi, le location e il cast che ha avuto un miglioramento complessivo. Ogni cosa mi è sembrata più fluida e genuina. Una serie che consiglio anche ai più diffidenti che snobbano le serie nostrane.

Recensione di Strappare lungo i bordi

I cartoni animati sono nell’immaginario comune rivolti ai più piccoli. Titoli come I Simpson, Futurama e I Griffin dovrebbero aver dimostrato che così non è ma le abitudini sono dure a morire. Strappare lungo i bordi è una miniserie irriverente, sboccata e spesso al limite del politicamente corretto ma allo stesso tempo originale, divertente ed esilarante. La storia descritta da Zerocalcare è a mio avviso un manifesto di una generazione che vive a bocce ferme, in una realtà in cui i protagonisti si sfidano a chi se la passa meno peggio, dove l’esenziale è mantenere le posizioni e non farsi condizonare troppo dai sentimenti. Risate che diventano amare, che fanno riflettere sulla direzione che ciascuno di noi sta prendendo. A dispetto delle apparenze che potrebbero far storcere il naso, credo che Strappare lungo i bordi andrebbe proiettato nelle scuole, poichè in fin dei conti la parolaccia fuori luogo potrebbe rappresentare il male minore in un mondo che si dipinge a colori ma che in realtà per alcuni è solo in bianco e nero.

Recensione Encanto

Encanto è un film d’animazione Disney diretto da Byron Howard e Jared Bush. Racconta la storia di Mirabel e della sua famiglia a cui il destino ha donato una casa magica e poteri straordinari. La Disney sta abbandonando il personaggio vetusto della principessa, per concentrarsi su figure sempre più indipendenti e resilienti, capaci malgrado le difficoltà non solo di salvarsi da sole ma di aiutare anche gli altri. In Encanto in particolare viene elogiata la straordinarietà dell’essere normali in una famiglia dove tutti sono un prodigio. Se il messaggio che vorrebbe portare con sè è meraviglioso e attuale, ho trovato mal organizzato l’assetto narrativo che prevede l’esposizione di punti cruciali della trama attraverso le canzoni. Solitamente le canzoni dei classici Disney sono un rafforzativo di qualcosa che si è già capito con chiarezza, procedendo in questo modo i personaggi secondari, troppi e privi d’introspezione, appaiono sfumati e marginali. Nel compesso quindi la trovo una fiaba carina, con interessanti e nuovi spunti di riflessione, ad esempio l’influenza negativa che può avere la famiglia d’origine o la necessità di essere utili al sistema per sentirsi in pace con se stessi, ma non posso dire che mi abbia appassionato o coinvolto come è capitato in pellicole come Coco od Oceania.