Recensione Wish

Wish è un film d’animazione della Disney del 2023 diretto da Chris Buck e Fawn Veerasunthorn. La pellicola è il 62º classico Disney e celebra il 100º anniversario dei Walt Disney Animation Studios.  Racconta la storia di Asha, leale cittadina del regno di Rosas, un reame speciale governato da un mago capace di realizzare i sogni. La storia poteva avere del potenziale, ma sfortunatamente non è stato sfruttato. Innanzitutto i personaggi sono un copia e incolla di alcune delle 62 pellicole Disney: Asha è il clone di Isabella di Encanto, Re Magnifico quello di Jafar e la stellina dello sfavillotto di super Mario. Inoltre la trama è confusa, non si capisce perchè Magnifico “ruba” i sogni delle persone e il senso di tutta la faccenda visto che ognuno può avere tanti sogni potenzialmente “pericolosi” e non uno solo. Nel complesso il regno di Rosas è bello e felice, a prescindere dalla realizzazione dei sogni, che diciamolo, il più delle volte sono ridicoli e inattuabili. In uno scenario del genere non vedo proprio l’eroismo della protagonista e dei suoi amici, alcuni buffi sul momento ma del tutto superflui e non memorabili. Il trailer sembrava promettente, ma il film mi ha delusa moltissimo, può piacere giusto a bambini molto piccoli, incantati dalla capra parlante o dal tenero sfavilotto. Sempre più spesso ho la sensazione che la Disney tenda a tirare i remi in barca e abbia più interesse nel vendere gadget che produrre film degni di questo nome.

Recensione La Sirenetta

Non vado pazza per i live action, ma in qualche modo suscitano in me una certa curiostà. In questo caso si è puntato molto sul fatto che la sirenetta fosse di colore e che venisse rispettato l’ormai dogmatico principio dell’inclusività e della moderna sensibilità. Benchè Halle Bailey sia tenera e dolce avrei preferito vedere un’attrice più in linea con il personaggio classico del film d’animazione e non condivido l’idea del regista che la Bailey fosse l’unica scelta possibile. Per dare spazio al multietnismo avrebbero potuto mettere un attore di colore nei panni di Eric. A mio modo di vedere, per portare un esempio, Regé-Jean Page sarebbe stato molto meglio di Jonah-Hauer King. Le variazioni apportate alla pellicola sono quasi del tutto irrilevanti, persino peggiorative. Mi è spiaciuto vedere il castello di Re Tritone trasformato in una conference room subacquea, avrei voluto assistere allo spettacolo sonoro delle sorelle di Ariel trattate qui invece al pari di comparse. Inoltre, benchè sia favorevole ai cast multietnici, sono contraria a forme superficiali di sfruttamento dell’inclusività: nella fattispecie le stesse sorelle di Ariel son messe lì con entnie diverse e condividono gli stessi genitori sfidando la genetica e creando persino confusione nei piccoli spettatori. Deludono gli effeti speciali, non sempre sono bene fatti, l’emblema sono i sirenetti costruiti digitalmente in maniera fin troppo palese. Terribili le nuove canzoni così come la voce del doppiatore italiano del granchio Sebastian. Ho apprezzato il taglio della canzone le Les Poissons e del cuoco che però non è stata sostituita con qualcosa di significativo. Un nonsense cambiare il sesso a Scuttle al pari dell’introduzione del personaggio della regina madre. L’unico ruolo a mio avviso ben assegnato è quello di Melissa McCarthy nei panni di Ursula, che da sola fa acquistare molti punti a una pellicola che fa acqua da tutte le parti. Bella la ricostruzione della scena tra Eric e Ariel sulla barca al chiaro di luna e l’animazione della celebre canzone In fondo al mar. Per alcuni il film può sembrare noioso ma nel complesso, rispetto ad altri live action, merita di essere visto.

Coco un film di Lee Unkrich

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Il prezzo del successo

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Miguel ha un sogno nel cuore, un richiamo irrefrenabile verso la musica. La sua numerosa famiglia tuttavia ha bandito quest’arte da generazioni. Nel giorno dei morti, molto sentito nei paesi messicani, Miguel decide a dispetto di tutto di esibirsi in un contest musicale nella piazza principale del suo paese. Le cose tuttavia non vanno come pianificato e Miguel rimasto senza strumento musicale decide di trafugare la chitarra del celebre musicista e suo idolo, Ernesto de la Cruz, attivando così una maledizione che lo porta nel regno dei morti. Un film d’animazione come non se ne vedono da tempo, divertente, originale e magnetico. Una storia che parla di valori e di sentimenti importanti, del peso ma anche dell’importanza della famiglia, di rancori, di sogni e di amori infranti, del legame profondo tra arte ed amore, della vera passione che non nasce dal mero consumismo ma da sentimenti puri come il profondo affetto tra un padre e una figlia. Un film sulla famiglia e per la famiglia in un epoca dove certi legami affettivi spesso si perdono sulla vanesia strada per il successo, che può rivelarsi triste, solitaria, ipocrita, sterile e crudele.

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Big Hero 6 un film di Don Hall & Chris Williams

Magici supereroi

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(Voto 8 su 10)

Da vedere? Si

Inaugurata la serata cinema con il mio piccolino e devo dire che non potevo scegliere cartone migliore. Una storia moderna, dolce, ricca d’azione e di buoni sentimenti, capace di emozionare e far nascere la voglia di diventare tu stesso un supereroe, pronto a salvare il mondo. Una trama che segue il classico filone della fiaba ma che non manca di brillanti colpi di scena e che tratta tematiche importanti in modo delicato ed accattivante. La ferma condanna della malvagità ed il vuoto appagamento della vendetta che non può ridarti ciò che non c’è più. La salvezza è data invece dalla speranza che il ricordo mantenga sempre con te chi hai amato. Non ho mai visto mio figlio tanto entusiasta per un cartone animato. Da vedere!

bighero62

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