Recensione di Animali fantastici – I segreti di Silente

Animali fantastici – I segreti di Silente è il terzo film della saga. Newt Scamander, timido e schivo zoologo magico è nuovamente al centro delle vicende. In questa pellicola si andranno a mettere in ordine i tasselli lasciati in sospeso nei film precedenti, tra cui l’identità di Credence e la natura del rapporto che lega silente al famigerato Grindelwald. Questa saga, spin-off della serie di Harry Potter e dunque dichiaratamente destinata ai bambini, impiega tuttavia un cast di soli adulti, non è così chiaro il segmento di pubblico a cui è rivolta e quando si sta nel mezzo si può dire e non dire, pertanto i sentimenti sono sempre mostrati in maniera accennata e casta, quasi platonica. Il protagonista è fin troppo sotto tono, non riesce ad appasionare il pubblico, lasciando ovviamente la scena a personaggi più carismatici come Silente, che tuttavia è brillante ma imperscutabile. Si soffre la grande assenza di Johnny Depp nel ruolo di Grindelwald che Mads Mikkelsen interpreta bene se si matura l’idea di assistere a una strana versione di House of Cards. Il regista David Yates punta molto sugli effetti speciali e sui duelli spettacolari per ravvivare una trama sterile, confusa e priva di originalità. I personaggi più vincenti a questo punto sono gli animali, in particolare Pickett l’insetto stecco e Teddy, lo “snaso”. Nel complesso ovviamente una pellicola che si fa guardare, fosse solo per sindrome astinenza dal mondo magico della Rowling.

Recensione The Legend of Tarzan

Questo è quello che definisco il classico film da incassi, fatto solo per tirare su qualcosa al botteghino, cast con attori sulla cresta dell’onda, uno scorcio di trama ed effetti speciali (usati pure male). Oltre alla prestanza fisica di Alexander Skarsgård e alla bellezza di Margot Robbie, non c’è nulla da vedere. Tutto inverosimile, prevedibile e scontato. Effetti speciali super digitalizzati che vanno a snaturare anche le fattezze dei protagonisti che in alcune scene paiono dei putti asessuati. C’era d’aspettarselo pensando al trailer ma David Yates poteva fare decisamente meglio. Sconsigliato, la sola avvenenza della coppia protagonista non vale i 110 minuti di durata della pellicola.