Recensione Interstellar

“Interstellar” è un film del 2014 diretto da Christopher Nolan. Il film si destreggia tra il surreale e l’emotivo, trascinando lo spettatore in un viaggio che è tanto un’esplorazione dello spazio quanto dell’animo umano. Il regista fa leva su un cast eccezionalmente appassionato, che riesce a catturare e trasmettere il profondo senso di angoscia derivante dall’abbandono della famiglia e la determinazione nel portare avanti una missione potenzialmente senza ritorno. Nolan mette in luce quanto questa scelta, presentata come innaturale e astratta, si scontri con la necessità umana di affetti e punti di riferimento, fondamentali per non perdere la propria sanità mentale. Tuttavia, nonostante l’indubbia maestria tecnica e narrativa, il film non è esente da critiche. Alcuni elementi della storia possono apparire eccessivamente surreali, sfidando la sospensione dell’incredulità dello spettatore. Ma è proprio in questa sfida che “Interstellar” trova la sua forza: nella capacità di spingere oltre i limiti della realtà per esplorare cosa significhi essere umani. Il messaggio che emerge con forza è che, forse, le emozioni e i sentimenti, spesso sottovalutati se non addirittura denigrati, rappresentino in realtà la forza più potente dell’universo, sovrastando tempo, spazio e gravità. Inoltre, il film riflette sull’idea che il futuro sia inestricabilmente legato al passato, sottolineando l’importanza della prudenza nelle scelte che modelleranno le generazioni a venire. In conclusione, “Interstellar” è un film che riesce a toccare corde profonde, esplorando temi universali come il sacrificio, l’amore e la ricerca di un futuro per l’umanità. Un viaggio cinematografico che, come la stessa esplorazione dello spazio, invita a riflettere sulla nostra essenza più profonda.

Recensione Oppenheimer

Trattandosi di un film di Christopher Nolan e avendo al timone un interprete come Cillian Murphy non si può che parlare di grande cinema, impegnato e ben girato. Devo ammettere però che le mie aspettative erano elevate e nel complesso sono rimasta un pò delusa. Troppi nomi, troppi tecnicismi e soprattuto esagerata la durata per i contenuti proposti, la pesantezza si percepisce dalle prime battute. Il film è un manifesto della stupitidtà umana e di come Dante forse si sbagliasse nell’esaltare la spasmodica ricerca della conoscenza poichè in mano alle persone sbagliate la stessa può diventare pericolosa. Una specie la nostra che raduna le menti più brillanti per creare una bomba, per distruggere, uccidere e non per costruire ed esaltare la bellezza di un pianeta vitale come il nostro. Vi sono 8,7 milioni di specie viventi sulla Terra e ci si concentra a cercarle altrove piuttosto che preservarle qui dove già sapiamo che ci sono. Una lotta per una supremazia idiota e dannosa, il potere in mano sempre alle persone sbagliate prive di empatia e umanità. La stessa storia che si ripete in un loop di continuità ancora attuale in cui chi muove i fili lo fa nel peggiore dei modi. Ciò che vale la visone? Quell’unica battuta degna di nota proposta nel finale.