Black Mirror una serie di Charlie Brooker

A pochi giorni dall’uscita della quarta stagione sulla piattaforma digitale Netflix, oggi parlerò di “Black Mirror” una serie inusuale ed anti – convenzionale. 

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Un lavoro fuori dagli schemi, composto da pochissimi episodi articolati in 4 stagioni. Ogni episodio è totalmente scollegato da quello precedente, come unico filo conduttore un monito forte ed evidente contro lo sviluppo tecnologico e sugli effetti che lo stesso potrebbe avere in un futuro più o meno recente sulle nostre vite. Non è compito semplice fare una recensione generale della serie poiché come specificato ogni episodio è un micro mondo a sé spesso e volentieri un prodotto migliore di molti film visti sul grande schermo. Tuttavia ragionando nel complesso la serie risulta molto ben fatta, coinvolgente, visionaria, di certo non adatta a tutti, in molti episodi si trascende infatti sulla fantascienza in distopie parziali o totali. Sovente vengono proposti contenuti ad alta tensione ed il non sapere di cosa tratterà l’episodio successivo potrebbe creare inquietudine. Capita di trovarsi di fronte a storie pazzesche che in fondo sembrano più verosimili di quanto vorremo o potremmo desiderare fosse auspicabile.

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PRIMA STAGIONE

Non è stato facile scegliere poiché ogni episodio ha un suo perché e a suo modo ha un significato nascosto. Dei tre della prima stagione quello che sicuramente mi ha colpita di più è stato il secondo, intitolato 15 milioni di celebrità“, sebbene anche Messaggio al Primo Ministro” per la sua inquietante plausibilità e “Ricordi pericolosi” per la tipologia di invenzione futuristica proposta, un chip celebrale capace di archiviare i ricordi delle persone e poi rivederli e analizzarli infinite volte, siano state delle visioni interessanti.

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15 milioni di celebrità

(Stagione 1, Episodio 2)

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Veniamo catapultati in mondo dispotico asettico, anonimo ed artificiale, in cui le persone sono impegnate a pedalare su cyclette tecnologiche al fine (si capirà strada facendo) di produrre energia elettrica. Ognuno ha un avatar virtuale, il solo a poter essere personalizzato o ad avere una propria identità. Sia gli uomini che le donne sono letteralmente bombardati giorno e notte da video pubblicitari delle più svariate nature, dall’erotico all’esilarante, la cui visione è evitabile pena il pagamento di pesanti sanzioni pecuniarie. Persino le minuscole e claustrofobie stanze che li ospitano sono tappezzate di monitor a scopo pubblicitario. Coloro che non riescono a sostenere i ritmi e diventano obesi vengono surclassati come cittadini di serie B, ghettizzati, bullizzati ed impegnati come spazzini, vittime di crudeli e degradanti show televisivi prontamente condivisi con la comunità. I sentimenti che vanno per la maggiore sono rabbia e crudeltà, l’amore ed il sesso sembrano oggetti fini a sé stessi (mai tangibili né tantomeno praticabili ma figli anch’essi di pubblicità spazzatura). Nella sostanza siamo in presenza di un mondo sterile, in cui i contatti umani sono pressoché nulli e l’unica via di salvezza ed ambizione sembra sia rappresentata dalla partecipazione ad uno show televisivo stile Italia’s Got Talent chiamato Hot Shots. Bingham “Bing” Madsen è un giovane ragazzo di colore che fa parte di questo sistema contorto e che a differenza di altri si sente in trappola, disgustato dall’evoluzione della sua esistenza. Quando Bing conosce la bellissima Abi, decide di fare il possibile per cambiare la vita della donna che ha illuminato il suo cuore, regalandole il costosissimo biglietto d’accesso al celebre programma la cui partecipazione è possibile solo grazie allo sborso di ingente quantità di “soldi” che le persone guadagnano nella loro attività di “atleti” pedalatori.  Le cose sembrano andare bene ma il perverso sistema ha in gioco per i due dolci sognatori un’evoluzione inaspettata ed alquanto amara…

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SECONDA STAGIONE

Gli episodi delle seconda stagione mi sono piaciuti meno di quelli della prima, ma sono risultati comunque interessanti nel loro complesso. Quello che mi ha colpito di più è stato “Torna da me”, mentre ho trovato eccessivamente violento e crudele l’episodio “Orso Bianco”. “Vota Waldo” mi è apparso oggi come oggi così plausibile da non risultare originale come gli altri. 

Torna da me

(Stagione 2, Episodio 1)

Martha e Ash sono una giovane coppia innamorata. La loro vita sembra scorrere serenamente fino a quando Ash muore in un incidente stradale. Subito dopo l’incidente Martha scopre di essere incinta ed è costretta a subire il dolore della perdita con la consapevolezza che sarà una mamma sola. In uno stato di depressione ed agonia la giovane cede al consiglio di una sua conoscente, usa quindi una specifica applicazione in grado di simulare la personalità di una persona defunta basandosi esclusivamente sui contenuti che quest’ultima ha condiviso sui social network. Dopo una plausibile diffidenza iniziale, Martha si affeziona al nuovo Ash e diventa ossessionata e dipendente da questa relazione artificiale…

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Bianco Natale

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Bianco Natale è un episodio fuori serie, nei fatti è un vero e proprio film sia in termini di durata che di complessità della trama. E’ il giorno di Natale, Matt Trent e Joe Potter si ritrovano soli in una casetta di campagna lontani dalla civiltà. Sembra siano lì per fare un lavoro di cui però non fanno menzione e che quello sia il loro primo giorno libero da diverso tempo. Matt sin da subito socievole e spigliato cerca di instaurare una conversazione con l’introverso e chiuso Joe, raccontandogli la sua vita e di come sia finito lì con lui. La civiltà dei due apparentemente non è molto più moderna della nostra, eccezion fatta per la diversa concezione del “Blocco social” esteso qui alla vita reale fino all’impossibilità di vedere e colloquiare con chi subisce il blocco. Mat racconta di essere stato in una vita passata una sorta di Romantic Coach, impegnato a guidare in remoto ed in tempo reale i ragazzi timidi, bruttini ed insicuri negli approcci romantici. Dichiara inoltre di essere uno psicologo di coscienze, nuova portentosa invenzione della scienza moderna che offre la possibilità di imprigionare una copia virtuale di sé stessi in un minuscolo uovo iper tecnologico con l’obbiettivo di trasformarla in un valido ed efficiente aiutante di supporto in tutte le attività quotidiane. Joe trova aberrante questa invenzione e spronato dal collega inizia a raccontare la sua di storia, verso un epilogo a mio avviso prevedibile ma comunque dai tratti interessanti.

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TERZA  STAGIONE

La terza stagione è formata da 6 episodi, quelli che mi hanno colpito di più sono stati “Caduta libera”, “Zitto e balla” e “San Junipero”. 

Caduta libera

(Stagione 3, Episodio 1)

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Una realtà apparentemente utopistica, in cui la giovane e bella Lacie Pound vive alla ricerca di consensi positivi. In questo mondo infatti le persone al pari di hotel, ristoranti e prodotti sono soggette a costanti recensioni e valutazioni da 1 a 5 stelle, un vero e proprio rating di amazon finito fuori controllo. Tutto questo crea una società apparentemente perfetta, gentile, elegante in cui la fanno da padrone cortesia e gentilezza. Lacie ha un’ottima posizione ma essendo una donna ambiziosa brama a qualcosa di più ed è disposta a tutto pur di innalzare il suo punteggio e trasferissi in un esclusivo quartiere abitato dalle persone che contano. Cade a fagiolo un incredibile opportunità, quello di essere stata scelta come damigella d’onore di una vecchia conoscente di Lacie, ampiamente quotata e con un punteggio che sfiora le 5 stelle. Lacie organizza tutto per bene ma un imprevisto sul suo volo aereo sarà solo l’inizio di una lunga serie di disavventure e di un viaggio verso i limiti e l’ipocrisia di quella realtà… 

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Zitto e balla

(Stagione 3, Episodio 3)

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Zitto e balla è uno degli episodi più plausibili  della serie poiché si basa su tecnologie già esistenti e probabilmente è quello che ha creato ad ora più suspance ed adrenalina. Kenny è un ragazzo introverso ed emarginato, un giorno sua sorella gli sottrae senza permesso il suo portatile ed accidentalmente scarica un virus. Il ragazzo tenta di rimuoverlo ma ormai il danno è fatto e mediante la videocamera presente sul monitor qualcuno che l’ha filmato durante atti privati inizia a ricattarlo. Inizia così una lunga serie di “missioni” che coinvolgono altre persone al fine di scongiurare la pubblicazione delle informazioni scottanti. Innegabile l’angoscia alla fine della visione dell’episodio…

San Junipero

(Stagione 3, Episodio 4)

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Questo episodio è l’unico a non essere adrenalinico, ma lento e romantico, a mio avviso il solo a dare una visione positiva dell’avvento tecnologico in una realtà come la nostra in cui sono state potenziate le realtà virtuali. Molto avvenente e magnetica l’attrice che interpreta la giovane Kelly (Guru Mbatha-Raw).