Recensione di Marina

Marina è un romanzo pubblicato da Carlos Ruiz Zafón nel 1999. Il testo racconta le vicende dello studente Oscar Drai e della sua amica Marina. I due verrano coinvolti a loro malgrado in una vicenda pericolosa, strana e misteriosa. Durante la lettura sono stata molto presa della storia tuttavia al termine ne sono rimasta delusa. Troppo non viene spiegato e tutto è perennemente ammantato dall’ombra del vero e non vero, scelta azzardata essendo il romanzo al limite del credibile. Un’altra nota negativa è che sin dal principio s’intuisce quale sarà l’epilogo della storia. Il romanzo può essere considerato una trasposizone moderna di Frankenstein di Mary Shelley e del suo concetto cardine, ossia la non accetazione della morte delle persone care. Il tentativo dell’essere umano di sostituirsi alla voltà divina, porterà solo più dolore, sofferenza e follia. Benchè non consideri il testo un capolavoro non sono pentita di averlo letto poichè regala tra le pieghe delle fantasia, spunti di riflessione su come siano effimere la natura della vita, della belezza e della felicità. Un altro grande merito di Zafón è quello di rendere merito a Barcellona, trasformando i suoi testi in una vera e propria lettera d’amore per la sua città.

I PASSAGGI PIÙ BELLI DI CARLOS RUIZ ZAFÓN – Lo specchio deformante

“È la vecchia storia del dimmi di cosa ti vanti e ti dirò di cosa sei privo. Pane quotidiano. L’incompetente si presenta sempre come esperto, il crudele come misericordioso, il peccatore come baciapile, l’usuraio come benefattore, il meschino come patriota, l’arrogante come umile, il volgare come elegante e lo stupido come intellettuale.”

Da “ Il gioco dell’angelo” 

29257647_10215911991182024_3993525291509780239_n.jpg

I passaggi più belli di Carlos Ruiz Zafón – Il talento non basta …

29313936_10215902842833321_7399424450976658376_n

“Credo che tu abbia talento ed entusiasmo, Isabella. Più di quanto credi e meno di quello che ti aspetti. Ma ci sono tante persone che hanno talento ed entusiasmo, e molte di loro non arrivano mai a nulla. Questo è solo l’inizio per combinare qualcosa nella vita. Il talento naturale è come la forza di un atleta. Si può nascere con maggiori o minori capacità, però nessuno diventa un atleta perché è nato alto o forte o veloce. A fare l’atleta, o l’artista, è il lavoro, il mestiere e la tecnica. L’intelligenza con cui nasci è solo una dotazione di munizioni. Per riuscire a farci qualcosa è necessario trasformare la tua mente in un’arma di precisione.»

da “Il gioco dell’angelo”