Recensione Il tesoro di pompei

Avvicinare i ragazzi alla lettura non è sempre facile, soprattutto in un epoca come la nostra in cui le alternative sono più accattivanti. Nel tesoro di Pompei, ben tenendo conto della modernità e della psicologia adolescenziale vediamo prendere vita a un avventura, dall’aria antica e misteriosa. Una storia semplice che tuttavia tocca il sentire realistico dei ragazzi e trasporta indietro nel tempo, in cui ogni cosa è possibile e i battiti del cuore sono unici e irripetibili. Notevole anche l’omaggio ai nostri territori, culla di innumerevoli ricchezze culturali, spesso dimenticate. Degna di nota la passione con cui l’autore vuole trasmettere il suo amore per l’arte e le materie umanistiche, talvolta ostiche ma con un fascino nascosto per chi le sa amare.

Recensione – La voce della morte di Andrea Del Castello

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Tutto comincia con una giovane vita interrotta, Roberto Desideri, viene trovato cadavere davanti a una discoteca. Un caso apparentemente banale, quasi da non menzionare nelle pagine di cronaca nera, eppure il commissario Giorgio Cani fiuta qualcosa d’inquietante. Quello di Desideri sarà solo il primo di una serie di efferati delitti e l’inizio di una lunga e intricata indagine. Nel complesso una storia ben articolata, dettagliate le descrizioni della cornice, Parma, testimone silenziosa dell’ordinaria follia di un pazzo o semplicemente della follia del genere umano. Dopo la lettura, pur trattandosi di narrativa, non ci si può esimere dal farsi alcune domande. E’ la società corrotta e priva di empatia che genera “mostri” avidi di potere, gloria, ricchezza e sangue? O essa stessa rispecchia la mostruosità della natura umana nella sua semplicità, mai paga di ciò che ha, che vive in bilico su una perenne inquietudine placata solo da vizi? 

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