Recensione Un mondo a parte

Un mondo a parte è un film italiano diretto da Riccardo Milani, che vede come protagonisti principali Antonio Albanese e Virginia Raffaele. L’intento del regista è quello di dare visibilità alla realtà dei piccoli paesi dell’entroterra, in particolare del sud, che a causa di svariati fattori vengono abbandonati diventando città fantasma. Il protagonista è un insegnante, che stanco di lavorare in una grande città come Roma chiede il trasferimento con ingenuità e leggerezza sperando che questo cambiamento possa rianimare la passione per il suo lavoro. L’inizio sembra la brutta copia di “Benvenuti al Sud” e il resto non va certo a migliorare, fatta eccezione di qualche battuta divertente, il film mi ha deluso. Artificioso e irrealistico, tratta temi importanti più per fare tendenza che per esplorarli. C’è ironia, ma paradossalmente indica come punti di forza ciò che non va e che ci facciamo andare bene. Lo scomodare anche la questione rifugiati, in una storia raccontata così, mi è sembrato di cattivo gusto, ma del resto è anche il fulcro del film. Per me non vale il costo del biglietto per andare a vederlo.

Recensione di Grazie Ragazzi

Grazie Ragazzi è una commedia italiana girata dal regista Riccardo Milani. La storia è un remake nostrano di un film francese che attinge alle vicende di un’esperienza reale vissuta nelle carceri svedesi. Al centro della scena troviamo il bravo e capace Antonio Albanese che nel film interpreta un attore teatrale fallito che per tirare a fine mese fa il doppiatore di film pornografici. Un suo amico attore più affermato e conosciuto lo incastra in un progetto statale, un mini corso di teatro in un penitenziario. All’iniziativa aderiscono solo in pochi ma Antonio intravede in questi ragazzi gli interpreti perfetti dell’opera di Samuel Beckett, Aspettando Godot. Il cast, fatta eccezione per Sonia Bergamasco, mi è piaciuto moltissimo, in particolare l’interpretazione di Giacomo Ferrara che si dimostra un promettente attore teatrale a dispetto dell’età anagrafica. Questo per me è un aspetto molto importante poichè solitamente gli attori italiani hanno una formazione strana che li rende spesso poco fluidi e convincenti (ne è palese esempio, anche qui, Sonia Bergamasco). La storia tuttavia, benchè tocchi la pesante realtà carceraria, è un pò all’acqua di rose, troppe delle vicende raccontate appaiono poco realistiche e romanzate. Nel complesso una commedia carina ma non un capolavoro.

L’abbiamo fatta grossa un film di Carlo Verdone

Un accoppiata vincente 

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Un film che si discosta dalle classiche commedie di Verdone: due protagonisti, un attore in crisi per la fine del suo matrimonio ed un detective pasticcione che amerebbe fare lo scrittore. L’incontro tra i due artisti scapestrati darà il via ad una serie di mirabolanti vicende che li porterà a ritrovare ciò che si erano persi per strada,  nonostante la velenosa ipocrisia del nostro paese che mette alla gogna i poveracci e lascia i veri criminali nelle loro ville lussuose a bere champagne. Un quadro ancora una volta non lusinghiero del luogo in cui viviamo, fatto di uomini non più giovani senza famiglia o con famiglia interrotta, che danno vita ad una nuova generazione di poveri in in lotta per la sopravvivenza. Non bisogna pensare a “L’abbiamo fatta grossa” come ad  un film con una morale profonda, tuttavia a differenza di molte commedie nostrane ha una trama ed è capace di far divertire lo spettatore. Sfortunatamente sul finale la storia perde di verosimiglianza, rimane comunque l’ideale per una serata rilassante in famiglia o con gli amici.

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