

Mother Mary è un film diretto da David Lowery che vede come interpreti principali Anne Hathaway e Michaela Coel.
Il trailer sembrava intrigante e, avendo nel cast una superstar come Anne Hathaway, la vedevo come una garanzia. Viene presentato come un percorso visivo imponente e suggestivo. La realtà, però, è ben diversa, ed è stato triste assistere a un tale spreco di potenziale.
La trama è appena accennata, i personaggi risultano distanti e privi di una vera storia. Per tutto il film parlano di un passato comune senza mai entrare davvero nel dettaglio, rendendo impossibile creare un legame emotivo con loro, per quanto soffrano o sembrino tormentati.
A un certo punto inizi a pensare: “Probabilmente è un film allegorico”. Però, quando cominci a cercare il senso o il messaggio in modo meccanico e astratto, per me qualcosa è già fallito. Un film può voler dire tantissimo, ma se non riesce a trasmetterti nulla, il problema resta.
Mio marito si è addormentato in sala per tutto il primo tempo e, sinceramente, ho capito anche perché venga trasmesso in pochissimi cinema e a orari improbabili.
Il regista aveva tra le mani tutti gli ingredienti giusti, ma è riuscito comunque a bruciare la torta, un po’ come è successo anche con Joker: Folie à Deux di Todd Phillips o addirittura con Megalopolis di Francis Ford Coppola. L’estro creativo può osare fino a creare capolavori… oppure flop assoluti. Per me questo film appartiene decisamente alla seconda categoria.
Potrei improvvisare decine di interpretazioni profonde sul dolore che alimenta la creatività e sull’arte che nasce dalla sofferenza. Ma la verità è che questi personaggi mi sono rimasti estranei dall’inizio alla fine.
Per questo motivo, personalmente, lo sconsiglio caldamente.



