Recensione di Oggi sarò tempesta

Oggi sarò tempesta è un romanzo di Silvia Ciompi, e racconta la storia di Greta, Lidia e Simon.
Personaggi diversi tra loro, ma che condividono una cosa: il dolore di sentirsi soli tra gli ultimi.
La cornice narrativa, diventa essa stessa un personaggio: la fabbrica. Una sorta di inferno meccanico ma anche l’unica via per raggiungere il sostentamento economico per molti. La Ciompi descrive con spietata precisione e realismo il lavoro degli operai, e ci porta dentro la realtà dei poveri contemporanei: studenti universitari, immigrati di diverse etnie e italiani rimasti fuori da qualsiasi altro sistema. In questo contesto, non sono solo i ritmi e le mansioni disumane a colpire, ma anche la guerra tra miserabili: fatta di pettegolezzi, giudizi, maldicenze e alienazione. Le tematiche trattate sono tante: dai rapporti disfunzionali con i genitori, al razzismo, all’omofobia, fino alla violenza latente che nasce dove regnano l’odio e la frustrazione .La cosa bella, però, è che amicizia e amore possono nascere nei luoghi più impensabili. Una lettura che consiglio: una sorta di fiaba contemporanea che fa bene al cuore.

Recensione One Day

One Day è un film del 2011 diretto da Lone Scherfig, che vede come protagonisti Emma e Dexter, interpretati rispettivamente da Anne Hathaway e Jim Sturgess. I due sono molto diversi: Emma è intelligente, sveglia e sagace, ma non particolarmente attraente, mentre Dexter è un bel ragazzo cresciuto in una famiglia abbiente a cui sembra venire facile ogni cosa senza il minimo sforzo. Emma aveva già notato il ragazzo in giro per il campus ma non voleva essere l’ennesima conquista usa e getta poiché per lui provava sin dal principio dei sentimenti. Dexter, dal canto suo, si stupisce che la ragazza non si conceda a lui come hanno sempre fatto tutte le altre e trova la cosa bizzarra e curiosa. I due conseguono entrambi una laurea umanistica che non garantirà a nessuno uno sbocco lavorativo. Dexter non sembra minimamente preoccuparsene e inizia la sua vita da adulto con dei viaggi in Europa. Emma, invece, si scontra subito con la durezza della realtà non avendo le spalle coperte dalla sua famiglia e si ritrova a lavorare in uno squallido fast food messicano. Nonostante le loro differenze, tra i due nasce una sincera amicizia benché entrambi provino una forte attrazione reciproca. Dexter, tuttavia, non è pronto per una relazione seria; essendo un narcisista patologico, lui ama solo se stesso e la sua vita esagerata. A dispetto delle scelte sbagliate, le cose sembrano andare meglio a lui, mentre Emma consegue risultati mediocri. La durezza della vita, però, inizia a trapelare anche nella realtà dorata di Dexter e le cose inizieranno a ribaltarsi. Ho trovato questo film particolare e romantico, ma anche molto triste. Ricorda che la vita non è eterna, che certe scelte sbagliate si pagano ma che si può sempre ricominciare, anche se il destino può essere crudele e che in certe situazioni sembra impossibile trovare la forza per andare avanti.

Recensione Ci vediamo un giorno di questi

Ci vediamo un giorno di questi è un romanzo scritto da Federica Bosco che racconta la profonda amicizia tra Ludovica e Cate. La storia, narrata in prima persona, inizia con alcuni punti contraddittori che sono sfuggiti all’editing di Garzanti, al di là di questo però il testo è scorrevole e lo stile di scrittura della Bosco risulta frizzante e piacevolmente sarcastico. Sebbene la storia sembri inizialmente orientata su temi femministi, evidenziando la possibilità di essere felici al di fuori di una famiglia “tradizionale”, si trasforma successivamente in una fiaba romantica. L’inserire la malattia oncologica inizialmente mi ha impressionato, tuttavia essendo stata trattata con tatto e distacco, con l’aiuto del risvolto romantico ha tinto di rosa anche ciò che a priori sarebbe stato impensabile. Detto questo non ho apprezzato molto i personaggi, trovando Ludovica troppo succube di Cate e quest’ultima troppo perfetta a dispetto delle sue azioni. Il clima di pace e amore che si crea sembra più un’utopia che una realtà; sarebbe bello vedere famiglie così aperte anche dove non ci sono legami di sangue e l’ epilogo del romanzo sembra una fiaba moderna. Federica Bosco mi ha comunque colpito positivamente e sono curiosa di leggere altri suoi romanzi, poiché, sebbene la realtà sia molto più cruda di quanto descritto qui, è bello poter sognare.