Recensione Chiamatemi Anna

Chiamatemi Anna” è una serie TV canadese distribuita dalla piattaforma Netflix, ispirata al romanzo di Lucy Maud Montgomery “Anna dai capelli rossi”, sotto la regia di Moira Walley-Beckett. Attualmente sono disponibili tre stagioni che raccontano la storia di Anna, orfanella singolare, con una fervida immaginazione e molto chiacchierona. Nel pilot, Anna è finalmente in viaggio verso una famiglia che la vorrebbe prendere con sé, ma le cose iniziano nel peggiore dei modi. I suoi nuovi genitori, i fratelli Matthew e Marilla Cuthbert, avevano fatto richiesta per un maschio. La spumeggiante Anna, però, con i suoi modi drammatici e plateali, è una ventata di novità nella realtà dei Cuthbert e, a suo modo, conquista dapprima Matthew e poi Marilla. Nella serie vengono trattate in maniera delicata ma convincente tantissime tematiche: la questione del bullismo e della discriminazione che colpisce orfani, poveri, donne nubili, persone di etnie e culture diverse. Benché la storia di per sé sia molto edulcorata, le tematiche sono ben discusse e i personaggi ben delineati. Magistrale è la ricostruzione dei luoghi e dei costumi. Guardando questa serie si può immaginare un mondo più buono, dove la speranza ha ancora un senso e benché parecchie cose siano irrealistiche, va bene così poiché ogni tanto è bello lasciarsi andare all’immaginazione, come direbbe anche Anna.