#VOLACONME – Anna Grieco & Federica Leva

QUESTA SETTIMANA LE PROTAGONISTE DI #volaconme sono

Anna Greco & Federica Leva autrici del romanzo  “Un principe da (odiare) amare

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 LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO:

La storia è nata dalla mia penna e da quella di Anna Grieco, coautrice del romanzo. E quando dico penna, non uso una forma astratta, perché Anna scrive davvero a mano, durante la prima stesura, mentre io scribacchio qualcosa quando prendo appunti. La trama è semplice e ariosa, pensata per una lettura d’evasione. È la prima volta che mi dedico a un romance e mi sono divertita a scriverlo. Spero che anche le lettrici si divertano a leggerlo, distese sul divano o sulla spiaggia. Di che cosa tratta, il romanzo? Kathryn, abbandonata dal fidanzato prima del matrimonio, parte ugualmente per il viaggio di nozze, dove incontra un principe arabo, con cui vive una storia passionale. All’improvviso, però, fugge. Lui cerca un pretesto per rivederla e per chiederle spiegazioni, ma lei non può parlare. Perché ha avuto un figlio da lui, e se il motivo per cui è scappata è reale, teme di perderlo. Lui non si arrende, nemmeno quando entrano in gioco la sua fidanzata e l’avvenente sceriffo della città… E qui mi fermo, per non dire troppo.

SINOSSI:

Lasciata dal fidanzato a poche settimane dal matrimonio, Kathryn parte ugualmente per quello che avrebbe dovuto essere il suo viaggio di nozze, in Marocco. Pessima idea, visto che tutte quelle coppiette felici non fanno altro che ricordarle quello che ha perduto. Fino a quando non incontra il principe Hassan. Basta una sola occhiata per infiammarla di passione, ma lei non vuole cedere all’istinto, temendo di soffrire di nuovo. Peccato che Hassan non la pensi allo stesso modo e, incapace di resisterle, la fa rapire dai suoi uomini. A quel punto Kathryn non può fare altro che arrendersi. Sembrerebbe l’inizio di una bella favola d’amore, ma un giorno Kathryn fa una brutta scoperta e il suo mondo crolla. Di nuovo. Fugge in America, augurandosi di dimenticare, ma non le sarà possibile, perché aspetta un bambino. Il figlio di Hassan.
Il destino farà rincontrare i due amanti nove anni dopo. Hassan pretende spiegazioni, ma Kat ricorre a uno stratagemma per tenere lontano il suo principe del deserto, che non ha mai dimenticato ma che crede perduto per sempre.
Tra incomprensioni, desideri e triangoli amorosi, una storia d’amore passionale che vi resterà nel cuore.

ESTRATTO:
“A quel ricordo, il cuore le batté più forte. Era stato là che avevano concepito Kaden, sotto i palmeti, mentre le prime stelle si affacciavano nel blu cobalto della sera. Quella volta, Hassan l’aveva fatta sua fino a stordirla e lei aveva gridato cinque volte di piacere, incurante che qualcuno la potesse sentire. Lui aveva goduto una volta sola, ancheggiando contro lei come se non avesse più voluto separarsi dal suo corpo. Quando si era ripreso aveva ansimato, al suo orecchio: «Giura che sarà così per tutta la vita. Non voglio altre che te, mia piccola dea di fuoco. Giura!» E lei, travolta dagli orgasmi e dall’amore, aveva giurato. In quel momento aveva davvero creduto d’aver raccolto la felicità fra le mani. E lui? Possibile che le avesse mentito, mentre la succhiava, là dove era più calda, giurandole rapito che era la più bella fra le belle e che avrebbe immolato la propria vita alla sua gioia?”

 CHI LO HA LETTO HA DETTO

  • Molto piacevole, pregno di emozioni e sentimenti, e ben scritto. L’ho letto d’un fiato. Essendo passionale, ho adorato la parte in cui Kat aggredisce Adila e ho esultato nella scena successiva, quando Hassan pensa a Kat mentre Adila si da da fare. Chi ha letto il romanzo sa a che cosa mi sto riferendo. E poi mi sono commossa quando il bambino è stato male… anche qui, mi può capire solo chi ha letto il libro.
    Il colore di questa storia è sicuramente un bel rosa caldo, con qualche sfumatura rossa, ed è adatto anche a lettrici di giovane età.
    Consigliato a chi ama l’amore e vuole sognare.
  • Ho divorato il romanzo in poche ore. Pur conoscendo lo stile di entrambe le autrici e riconoscendo i diversi passaggi, ho apprezzato l’uniformità che sono riuscite a creare. La narrazione è scorrevole, grammaticalmente corretta, e riesce a mantenere sempre viva una fiamma di tensione. Le emozioni sono coinvolgenti, pregne di sentimento. Un pizzico di erotismo condisce il tutto senza sfociare in scene troppo spinte, quasi pornografiche, che invece compaiono in altri romanzi. Confesso che ho pianto, in un paio di occasioni.
    L’ho trovata una buona lettura e la consiglio a tutte le amanti del genere.

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BLOG AUTORE: http://federicaleva.altervista.org/

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La rubrica è ospite sui blog degli scrittori Aurelio AndrianiMaria Donata Tranquilli Federica Amalfitano

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Recensione di “L’uomo nel labirinto” di Robert Silverberg


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Titolo: "L'uomo nel labirinto"
Autore: Robert Silverberg
Casa Editrice: self-publishing
Genere: Fazi
Numero Pagine: 282
Costo versione cartacea: 13,60 euro
Link per l'acquisto: 
http://amzn.to/1OWc90d

SINOSSI: Dick Muller è un uomo solo, la cui vita è stata stravolta da un incontro con gli alieni avvenuto durante uno sfortunato viaggio spaziale: la permanenza di un anno sul loro pianeta gli ha lasciato una strana malattia, l’impossibilità, fisica e morale, di sopportare quella che per lui dovrebbe essere la più “normale” delle presenze, quella degli altri uomini. Dotato di poteri telepatici che non può governare, incapace ormai di interagire con gli altri esseri umani, di trasmettere loro i propri sentimenti migliori, e troppo permeabile a quelli degli altri, la sua vicinanza mette i suoi simili a disagio, lo rende una presenza indesiderata, repellente, tanto da spingerlo a scegliere l’esilio sul pianeta disabitato di Lemnos, sede di un millenario labirinto, luogo ideale per tenersi lontano da tutti. Fino a quando la sua presenza sulla Terra diventa indispensabile per salvare l’umanità dal pericolo dell’estinzione; due vecchi compagni andranno così a riprenderlo, sfidando il labirinto e i suoi pericoli mortali, e lo stesso Muller, ancora memore delle antiche offese e in cerca di vendetta.

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RECENSIONE:  FILOSOFIA & FANTASCIENZA 

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L’uomo nel labirinto (The Man in the Maze), scritto da Robert Silverberg è uno dei romanzi più letti e conosciuti del genere Sci Fi. Una lettura molto scorrevole, una vera e propria visione di un plausibile mondo del futuro. Grande punto di forza del romanzo sono le descrizioni di luoghi e personaggi, così precise ed accurate da lasciare sconcertati. Silverberg ha la grande abilità di immergere il lettore nel suo universo creando attraverso le parole immagini nitide e chiare della storia e dei personaggi. L’autore è visibilmente un uomo intriso di cultura classica e di profonde nozioni filosofiche. Il suo romanzo nel complesso potrebbe avere un fine diverso dal mero intrattenimento: essere un monito e un’analisi sulla natura umana. Il protagonista della storia è Richard Muller, diplomatico interplanetario di successo, che dopo aver contratto una malattia incurabile che gli rende impossibile la vita con i suoi simili, decide di esiliarsi volontariamente sul pianeta Lemnos. La particolarità di Lemnos è quella di custodire i resti di un’antica città aliena protetta da un diabolico ed affascinante labirinto. Nonostante dei costruttori della città non vi sia più traccia, l’efficiente macchina di distruzione e protezione da loro costruita sembra mantenere intatti i suoi diabolici ed insidiosi trabocchetti. Con grande abilità e scaltrezza, Muller è l’unico tra i terrestri a riuscire a penetrare fino al cuore della città dove stabilisce la sua nuova dimora. L’isolamento di Muller viene interrotto dopo nove anni dall’arrivo di una spedizione terrestre capeggiata da Charles Boardman, un anziano ed astuto diplomatico interplanetario che approda a Lemnos con il solo scopo di recuperare Muller ed impiegarlo in una nuova missione a beneficio dell’umanità. Nella realtà creata da Silverberg tantissimi sono stati i progressi in termini di espansione dei terrestri, in grado di spostarsi agevolmente tra tutti i pianeti del sistema solare ed oltre. L’aspettativa di vita è raddoppiata, le persone benestanti hanno a disposizione tecnologie strabilianti che permettono di mantenere bellezza e salute nel tempo. Lo stesso matrimonio, diventa legalmente un contratto a scadenza, decretando che in una società evoluta è da tenere presente che sarebbe ingenuo pensare al per sempre. Da notare l’introduzione dell’uso delle stampanti 3D capaci di riprodurre droni con facilità, l’ausilio e l’utilità dei droni stessi e delle masse di memoria portatili per immagazzinare i dati, dei dispositivi a sensore che nel 1968, quando il romanzo fu scritto, non erano tecnologie scontate come possono sembrare oggi. L’unico appunto che mi sento di fare all’autore di questo romanzo è l’opprimente spirito di cameratismo maschile, una mancanza di lungimiranza e fantasia che mi ha personalmente delusa: parliamo difatti di un mondo per uomini che parla di uomini, in cui le donne sono solo trastulli sessuali, sia che si parli del “Cubo di donne” o di ricordi. Questa mentalità non viaggia nel futuro come il resto della storia ma resta ancorata ad un passato già ora arretrato e non sfrutta quelle che avrebbero potuto essere opportunità narrative interessanti e rivoluzionarie. Spesso ho pensato che se al posso di Ned, Boardman avesse scelto una donna, la storia si sarebbe fatta ancora più interessante. Eccezion fatta per questo aspetto colpiscono le riflessioni sull’umanità e sulle sue ambizioni, che a furia di cercare “virtute e canoscenza” pecca di deliri di onnipotenza che Muller nel suo piccolo è costretto poi a pagare con il suo arcano ed inconsueto male.

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#VOLACONME – Marco Addati

Questa settimana il protagonista di #volaconme è Marco Addati autore di

La Strada Incantata” edito da Cavinato Editore International

La strada incantata

SINOSSI: Nella Foresta Arcobaleno la vita degli Elfi Senzatetto scorre serena se non ci fosse Lilly a mettere a soqquadro quel luogo incantevole. Dopo l’ennesima marachella e relativa ramanzina l’elfo si allontana nel cuore del bosco per sentirsi più indipendente. Inizia a pesarle la solitudine. Vorrebbe essere accettato dai suoi amici ma non ha il coraggio di tornare a casa e piangendo sotto un arbusto si chiede quale sia la soluzione da attuare. Lo Spirito dell’Albero commosso suggerisce a Lilly di cercare la Strada Incantata l’unica soluzione a tutti i suoi guai. L’elfo parte per il mondo alla ricerca di questa meravigliosa strada. Durante il viaggio attraversa posti meravigliosi e spaventosi incontrando tanti strambi personaggi. La Principessa dei Corvi, lo >Spirito dei Sogni, la Strega del Bosco e Kokkavallo. Quest’ultimo si rivelerà essere importante per lo svolgersi narrativo… ma non sveliamo troppo. Che ne dite di partire alla ricerca della Strada Incantata?

CHI LO HA LETTO HA DETTO… È rimasta dove l’abbiamo dimenticata, la Strada Incantata. Non si è spostata di un solo centimetro dal luogo in cui l’abbiamo stipata, crescendo. 
Ci basterà entrare nella nicchia del nostro bimbo interiore. Ritroveremo le immagini di un tempo, quelle belle, quelle bellissime, mai sbiadite, quelle che hanno poi determinato il processo evolutivo delle persone che siamo. E la Strada Incantata ci apparirà davanti, lastricata d’oro e d’argento, con le foglie che tintinnano come campanellini, i cespugli gravidi di lucciole e di smeraldi. Se vi considerate troppo grandi per rimettervi all’opera con i sogni, se siete troppo accecati da ciò che è soltanto monetaria apparenza, sappiate che la Strada Incantata non è fatta soltanto di parole in prosa e insetti in volo. 
E’ Musica. 
Musica viva. 
Musica a colori. 
Allontaniamoci dalle nostre metropoli caotiche, dai nostri continui sovraccarichi e restiamo in ascolto del Cuore. 
Pum Pum Pum. 
Il sangue nell’arteria pulsa, tamburella e suona. 
Seguiamo i suoi stornelli. Qualche ora al giorno, tutti i giorni. E sarà meraviglioso scoprire che siamo capaci di entrare in simbiosi con la magia, i frulli d’ala, con l’eternità, quasi fossero Cose di questo Mondo.

E’ questo il senso della favola “La Strada Incantata” scritta da Marco Addati che nel 2014 si classifica primo alla XXI edizione del “Premio Internazionale poesia e narrativa Città di Bitetto” nella categoria “Racconti e romanzi inediti”. Nel 2015 Cavinato Editore International di Brescia la pubblica in cartaceo mentre nel 2016 esce in versione ebook sempre cordata dalle illustrazioni di Veve Dada (Veronica Addati). Protagonista l’elfo Lilly, abitante della Foresta Arcobaleno che armatasi di coraggio e buona volontà parte alla ricerca della meravigliosa “strada” per tornare cambiata e con un amico in più…il Kokkavallo. Se siete pronti a tuffarvi tra le magiche pagine di questa storia seguite anche voi il sentiero che conduce alla Strada Incantata. E’ nascosta da qualche parte dentro di voi… ma non temete. A volte è più vicina di quanto pensiate.

Recensione di Marilena Frigiola (Alexandra Borgia)

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Adeline – L’eterna giovinezza un film di Lee Toland Krieger

Romanticismo d’altri tempi

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Un film che volevo vedere da tempo, in cui la divina Blake Lively spicca per bellezza, grazia ed eleganza. La trama non sta in piedi ed il tentativo registico di spiegare la bizzarra situazione di Adeline mediante una voce fuori campo stile documentario è pessima, dato che di scientifico e plausibile in questa storia non c’è nulla. In questo film tuttavia quello che mi ha colpito è l’aspetto romantico: in una società come la nostra il concetto di amore sta cambiando, virando verso una sorta di pigrizia sentimentale. Grazie ai social network e agli smartphone è semplicissimo tenersi in contatto eppure c’è chi fa fatica addirittura a rispondere ad un messaggio. Fa dunque emozionare vedere un uomo che ricorda con struggente nostalgia il suo primo amore o un giovane ragazzo che fa di tutto per conquistare la donna che gli ha rapito il cuore, poco importa se si tratta della stessa donna, intrappolata misteriosamente in un corpo eternamente giovane. In questo film assistiamo al compiersi del desiderio che in tanti maturano, quello di non invecchiare mai. Tuttavia questa bizzarra condizione diventa per la protagonista una sorta di maledizione che la obbliga ad una vita di solitudine e perenne fuga. Non viene tuttavia negato allo spettatore il lieto fine che questo genere di pellicole non guasta mai.

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