Mune – Il guardiano della luna un film di Alexandre Heboyan

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Onirico & Originale

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Finalmente una trama che spezza tutto ciò che si è visto sino ad oggi, nata in territorio Europeo e più precisamente in Francia. Il regista Alexandre Heboyan e lo scrittore Benoît Philippot ci regalano una visione onirica ed originale malgrado alcune scene possano ricordare le atmosfere di Avatar  di James Cameron. La prima nota a mio avviso a favore di questo film d’animazione è l’assenza della struttura musical che Disney inserisce ormai fino alla noia in ogni produzione. La storia può apparire tra l’assurdo e il contorto, un mondo che vive diviso tra il dualismo del giorno e della notte, letteralmente diviso a metà. Il guardiano del sole ed il guardiano della luna hanno l’importante compito di sorvegliare i templi ambulanti dei rispettivi astri al fine di mantenere l’equilibrio del pianeta. Come spesso capita per gli incarichi davvero importanti, arriva un momento in cui lo spirito della missione si perde, diventando qualcosa di superficiale e di scontato. Ambizione, sete di potere, paura e senso di inadeguatezza mineranno la stabilità del pianeta ma il coraggio, l’amore e lo spirito di collaborazione tra esseri diversi ma complementari riporteranno l’equilibrio e la dedizione originale al compito più importante. I personaggi sono grotteschi e caricaturali, difficili i nomi che si perdono nella memoria fatta eccezione per quello del protagonista e superflua e forzosa la storia d’amore, che tuttavia sfugge alle consuete storie di sacrifico a cui si deve solitamente sottoporre l’eroe. Particolare la scelta dell’uso del cartoon più tradizionale per descrivere la dimensione del sogno e del ricordo, in contrapposizione alla moderna grafica computerizzata. Un film animato che non mi è dispiaciuto vedere e che ha appassionato anche il mio bambino. 

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Recensione di Albino Monteduro

Nuova recensione per #comeilghiacciodestate
Contiene Spoiler (cioè anticipazioni della trama e del finale)
Ma veramente molto bella
passione
 
“Milano vista come una piccola New York è lo sfondo fosco e inquietante delle vicende raccontate dell’Autrice.
 
Leggero, leggerissimo il linguaggio: un volo zigzagato di farfalla; i personaggi dialogano fitto fitto, si compenetrano, si corteggiano, si stuzzicano e ne viene fuori un campionario che riporta il lettore tra i vicoli contorti di una modernità che non sembra contenere grandi valori umani e che, soprattutto, si manifesta su un registro di malinconia, se non proprio di tristezza.
 
La palestra, la moto, i muscoli scolpiti, la musica hard rock. Manuel ci appare come il prototipo di questa umanità vuota e neppure quando si apprenderà della sua missione di tutore dell’ordine si cancellerà in noi il ricordo delle sue malefatte (come l’inganno con cui ha circuito la debole Camilla solo per possederla, senza esserne innamorato); forse il riscatto giungerà nel momento in cui egli sacrificherà la vita per salvarla.
 
Anche Camilla ha le sue colpe: umilia Dario, non si cura della piccola Rebecca (sempre in penombra nel racconto!), dissimula, mentisce spudoratamente… si può giustificare tutto con l’amore?
 
“Come il ghiaccio d’estate” è un libro utile: ci fa comprendere i pericoli della vanità e dell’inganno; ci mette in guardia dalle tentazioni facili che hanno come guida più la pancia che la testa.”
Albino Monteduro

Barely Lethal un film di Kyle Newman

CAST STELLARE PER UN TEEN MOVIE DEL POMERIGGIO

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Un’organizzazione segretissima recluta piccole orfane per addestrarle ad essere dei killer senza identità ne appartenenza. L’agente 83, nonostante il suo saper essere brillante e di spicco, non accetta di essere privata della sua infanzia e al termine di una missione decide di farsi passare per morta ed iniziare così una vera vita da teenager. Un film banale, scontato ed infantile, adatto ad un pubblico molto giovane e non sicuramente ad una prima serata. A trarre in inganno e a lasciare perplessi la presenza nel cast di attori dal calibro e fama di Jessica Alba e Samuel L. Jackson, senza contare l’astro nascente Sophie Turner che nel suo momento di ascesa nell’olimpo delle star potrebbe ambire a ruoli decisamente migliori. Detto questo un film che sicuramente non consiglio. 

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Recensione di Fabrizio Biondi

UNA DOPPIA VITA

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“La protagonista di questa storia è Camilla, nata dalla penna e dall’inventiva dell’Autrice. Dal  suo carattere, dal modo di essere e di comportarsi, si capisce subito il profondo interesse che può suscitare nel lettore questa figura, già dalla presentazione del libro. Sposata ma allo stesso tempo invischiata in una relazione con un suo ex compagno di scuola. L’alternanza delle situazioni e del modo di vivere, tra la monotonia del marito e l’amante, che rappresenta in pieno la trasgressione, porteranno la trama del romanzo a percorrere l’impronta giallo-noir, con tutti gli elementi che ne conseguono. Un’ottima scrittura, veloce, scorrevole, che coinvolge il lettore e lo tiene incollato all’evolversi delle vicende. Un libro avvincente, che merita di essere letto.”