After un film di Jenny Gage

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Il film è ispirato all’omonimo romanzo scritto dall’autrice americana Anna Todd, fenomeno letterario sbocciato su Wattpad. Inutile dire che la storia in sé è davvero super banale e scontata. Sono conscia che si tratta di un teen movie alla stregua di Tre metri sopra il cielo, ma moltissimi film dello stesso genere come per esempio Kiss me o Dieci cose che odio di te, hanno un appeal differente. Il personaggio a mio avviso meno riuscito è Hardin Scott, che del classico ragazzaccio maledetto che porterà la povera e sprovveduta verginella alla perdizione ha ben poco se non i tatuaggi e le giacche di pelle nera: legge i classici femminili e fatta eccezione per scatti d’ira appena abbozzati è un bravissimo ragazzo. C’è da dire che molte storie di questo genere nella trasposizione cinematografica perdono moltissimo, poiché non è possibile leggere le emozioni dei protagonisti se non tramite l’interpretazione degli attori. Non avendo ancora letto il romanzo, non posso dire se questo è il caso, ma sicuramente il film non invoglia alla lettura. 

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Recensione Racconti di Follia di Patrick McGrath

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Il profilo di questo autore mi ha incuriosita molto e gli elogi per il suo romanzo Follia mi hanno indotta a scoprirne di più. Sfortunatamente causa quarantena mi è stato impossibile reperire una copia di quel testo a un prezzo ragionevole così ho ripiegato su questa raccolta. McGrath è molto puntiglioso sulle descrizioni, precise e accurate, sono tuttavia carenti i dialoghi e alcuni racconti sono a mio avviso senza senso. Non escludo che possa esserci un profondo e intricato messaggio nascosto, ma ahimè non sono riuscita a coglierlo. Dopo sei racconti ho sospeso la lettura. Il perdurare del raccontato senza mai rendere viva e dinamica la narrazione rende le storie spesso pesanti e noiose. Probabilmente mi sfugge qualcosa della visione di McGrath, ma del resto mai come in questa occasione sono curiosa di avere pareri in merito che mi illuminino sul fine dei suoi lavori. 

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Recensione di Freud una serie di Marvin Kren

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Avevo molte aspettative su questa serie poiché il tema si presta a sviluppi interessanti. Tuttavia Freud è stata una visione tra il goliardico e l’inconcludente. I personaggi sono confusi e l’evolversi della trama è grottesco ed esagerato per approdare in un finale piatto e irrealistico. Cercare di razionalizzare il comportamento dell’instabile Fleur Salomé  risulta sin dal principio ridicolo e in un telefilm che parla di analisi non comprendere la psicologia dei personaggi crea delusione. Marvin Kren mescola malamente scienza e profano, creando nel complesso alcuni episodi “interessanti” a livello di souspance e altri molto piatti. Il quinto episodio in particolare, intitolato “Desiderio”, porta nella sua assurdità a un certo livello di curiosità grazie ai colpi di scena che va a creare, dopo questo però la serie sprofonda in un buco nero come se il regista non sapesse bene dove andare a parare e avesse girato senza costruire una vera e propria trama. La missione dei coniugi Szápáry, fil rouge della prima stagione, è tirata per i capelli e i fantomatici poteri di Sophia von Szápáry appaiono inspiegabili. Una serie che sconsiglio!

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Recensione – La voce della morte di Andrea Del Castello

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Tutto comincia con una giovane vita interrotta, Roberto Desideri, viene trovato cadavere davanti a una discoteca. Un caso apparentemente banale, quasi da non menzionare nelle pagine di cronaca nera, eppure il commissario Giorgio Cani fiuta qualcosa d’inquietante. Quello di Desideri sarà solo il primo di una serie di efferati delitti e l’inizio di una lunga e intricata indagine. Nel complesso una storia ben articolata, dettagliate le descrizioni della cornice, Parma, testimone silenziosa dell’ordinaria follia di un pazzo o semplicemente della follia del genere umano. Dopo la lettura, pur trattandosi di narrativa, non ci si può esimere dal farsi alcune domande. E’ la società corrotta e priva di empatia che genera “mostri” avidi di potere, gloria, ricchezza e sangue? O essa stessa rispecchia la mostruosità della natura umana nella sua semplicità, mai paga di ciò che ha, che vive in bilico su una perenne inquietudine placata solo da vizi? 

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Ozark una serie ideata da Bill Dubuque e Mark Williams

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Ozark è una serie statunitense che racconta le vicende della famiglia Byrde. A un occhio poco attento, Martin e Wendy sembrerebbero l’ideale della classica famiglia bene americana. 

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Improvvisamente  qualcosa inizia a non funzionare e i Byrde decidono di trasferirsi in un remoto paesino del Missouri, Ozark. In questa fetta di pianeta, dai ritmi   placidi, come il lago che fa da scenario alla serie, i Byrde  iniziano a scoprire diversi scheletri nell’armadio, il primo tra tutti, che il metodico e controllato Martin si occupa in realtà di riciclaggio di denaro di un cartello Messicano. La serie si articola al momento su tre stagioni ed è distribuita dalla piattaforma Netflix. Benché moltissimi siano gli elementi irrealistici di Ozrak la trama è molto avvincente. Gli interpreti sono ben calati nei ruoli e a differenza di serie più strutturate, realistiche e profonde  qui si focalizza l’attenzione sulla vita familiare in contesti estremi in cui al minimo errore si rischia di far perdere tutto. 

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