Recensione Pam & Tommy

Anche i ricchi piangono sarebbe il riassunto perfetto in poche parole della mini serie Pam & Tommy. Il cast è molto ben congeniato, Lily James interpreta bene Pamela e il suo partner Sebastian Stan è molto credibile nei panni di Tommy Lee, gli altri membri del cast non sono da meno. Viene ancora una volta confermata la tesi che nè la fama nè la richezza hanno il potere di proteggere dai colpi bassi della vita, tuttavia in questo caso si hanno più opportunità di rialzarsi e ricominciare. Rode sempre parecchio vedere al vertice persone evidentemente problematiche come l’arrogante e prepotente Tommy, che testimonia come il karma agisca per vie davvero misteriose. La vera rivelazione è l’impotenza di una donna con mezzi e possibilità economiche al cospetto di uno star system diabolicamente maschilista, in cui se sei un attrice sexy e provocante nei fatti resti una prostituta di lusso senza diritto a tutelare la propria dignità.

Recensione di Animali fantastici – I segreti di Silente

Animali fantastici – I segreti di Silente è il terzo film della saga. Newt Scamander, timido e schivo zoologo magico è nuovamente al centro delle vicende. In questa pellicola si andranno a mettere in ordine i tasselli lasciati in sospeso nei film precedenti, tra cui l’identità di Credence e la natura del rapporto che lega silente al famigerato Grindelwald. Questa saga, spin-off della serie di Harry Potter e dunque dichiaratamente destinata ai bambini, impiega tuttavia un cast di soli adulti, non è così chiaro il segmento di pubblico a cui è rivolta e quando si sta nel mezzo si può dire e non dire, pertanto i sentimenti sono sempre mostrati in maniera accennata e casta, quasi platonica. Il protagonista è fin troppo sotto tono, non riesce ad appasionare il pubblico, lasciando ovviamente la scena a personaggi più carismatici come Silente, che tuttavia è brillante ma imperscutabile. Si soffre la grande assenza di Johnny Depp nel ruolo di Grindelwald che Mads Mikkelsen interpreta bene se si matura l’idea di assistere a una strana versione di House of Cards. Il regista David Yates punta molto sugli effetti speciali e sui duelli spettacolari per ravvivare una trama sterile, confusa e priva di originalità. I personaggi più vincenti a questo punto sono gli animali, in particolare Pickett l’insetto stecco e Teddy, lo “snaso”. Nel complesso ovviamente una pellicola che si fa guardare, fosse solo per sindrome astinenza dal mondo magico della Rowling.

Recensione di Le colpe della notte

Le colpe della notte è il romanzo conclusivo della trilogia dello Sciacallo. La trama si sviluppa intorno al nuovo personaggio Cristian, un ragazzino che dopo una tragica vicenda viene affidato alle cure di Flavio. Nel complesso il romanzo è ben scritto, tuttavia ho trovato alti e bassi nella trama e ho ravvisato il maldestro tentativo di replicare le vicende del primo romanzo (Il buio dentro). Le colpe della notte non aggiunge molto alla storia principale, la trama è debole come i colpi di scena fatti a mero beneficio della souspance. A tratti diventa un teen romance con argomenti un po’ troppo forti per ragazzi ma non abbastanza forti da impressionare un adulto, in questo limbo l’autore accenna a cose o fatti lasciandoli in sospeso, come se avesse il freno a mano tirato. Trovo inoltre che i personaggi siano eccessivamente introspettivi, penalizzando così la loro caratterizazione. Nonostante l’autore abbia uno stile narrativo elegante questo romanzo non mi ha convinta fino in fondo, ho preferito di gran lunga il primo capitolo della trilogia.

Recensione Bridgerton (Seconda stagione)

Bridgerton ha fatto parlare molto di sè, pertanto come ogni gentil donna che si rispetti non posso esimermi dal parlare della seconda stagione di questa serie nata sotto una buona stella. Sfortunatamente è venuto meno l’effetto sorpresa e anche l’ improbabile universo che vede l’abbattimento di ogni tipo di steoreotipo raziale ormai è assodato, quindi non ci stupisce minimamente che il diamante della stagione sia una bellissima ragazza indiana. La trama tuttavia è una copia sbiadita della prima serie e benchè il fascino del tormentato amor cortese, i meravigliosi abiti e le incantevoli location riescano a incantare e ipnotizzare, il visconte non è paragonabile al duca. Arrogante, bachettone e tignoso, al punto da tirare la vicende troppo per le lunghe dando spazio a eventi secondari di dubbio interesse. Lamentarsi dell’assenza di sospensione di credibilità nel caso di Bridgerton è un pò come lagnarsi degli animali parlanti in un cartone animato, tuttavia l’introduzione delle sorelle Sharma lascia moltissimo a desiderare, in un mondo in cui le origini dinastiche dovrebbero essere centrali. Nel complesso dunque bene ma non benissimo, con la speranza che le prossime stagioni regalino più eros e veri colpi di scena.

Recensione Black Panther

Black Panther è una pellicola targata Marvel. Non conoscevo questo personaggio, mi aspettavo l’enessima cavolata tutta effetti speciali priva di ogni sostanza, invece il film mi ha stupita in positivo. La trama vede al centro dell’azione T’Challa, erede al trono di un’antica famiglia reale africana, che ha ereditato dai suoi antenati i poteri della Pantera Nera. Il regno di  T’Challa, il Wakanda, è stato nascosto per secoli poichè bacino naturale di un metallo portentoso ma pericoloso se utilizzato malamente, il Vibranio. Tutto sembra precipitare quando T’Challa perde suo padre in un attentato e dovendo ascendere al trono si trova ad affrontare le prime sfide da monarca. Il film tratta, alla maniera Marvel, il tema della lotta antiraziale con un cast composto quasi integralmente da attori di colore così come la fine della visione idealizzata delle figure genitoriali, anch’esse umane e fallibili.