Il perché di Sofia

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Il racconto che ho pubblicato ha per me un grande significato. Amo da sempre i libri sui vampiri, prima ancora di Twilight e Vampire Diaries.

Ho amato “Intervista con il vampiro” e cercato di leggere Anne Rice, che tuttavia non ho apprezzato. Ho letto Carmilla di Le Fanue trovandolo più intrigante e interessante del Dracula di Bram Stocker, l’intera collana dei libri di Charlaine Harris, (da cui è tratta la nota serie Tv True Blood) e parte della saga di Anita Blake di Laurell K. Hamilton.

Una cultura un po’ macabra e inutile lo ammetto, ma nulla di ciò che ho letto mi convince . Così in tutti questi anni mi sono  figurata una mia storia, senza licantropi, sparatorie e persone luccicanti, UNA STORIA COME LA VORREI.

Non ho mai avuto il coraggio di scrivere questo romanzo perché molto complesso in base all’idea che ho in mente, spero che un giorno riuscirò a farlo, magari sarete proprio VOI a darmi la scintilla apprezzando il mio racconto.

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I PROTAGONISTI DI SOFIA

Sofia nasce per essere un personaggio enigmatico in questo racconto, “presequel” del romanzo che mi piacerebbe scrivere. Una ragazza schiva e misteriosa, dall’aria pericolosa ma al contempo ancora ragazzina destinata a suo dire a non morire mai.

Erick è un ragazzo comune che come tutti noi si adopera per vivere in una realtà con poche prospettive, finendo a lavorare in un obitorio, con gli orrori che questo comporta. Padre divorziato e non preparato alla vita coniugale.  Apparentemente cinico ma che custodisce un segreto, un dono che trova inutile, addirittura fastidioso.

Recensione di “Lo specchio del tempo” di Silvia Devitofrancesco

Lo specchio del tempo - Cover

Titolo: "Lo specchio del tempo"
Autrice: Silvia Devitofrancesco
Casa Editrice: Self-publishing
Genere: Fantasy Medioevale
Numero Pagine: 172
Costo versione e-book: 1.99euro
Link per l'acquisto: 
http://amzn.to/1VRsta8
Blog autrice:
www.ragazzainrosso.wordpress.com

SINOSSI: «Avvertivo strane sensazioni. Avevo paura di ciò che sarebbe potuto accadere e avevo paura per me.» 
Due donne diverse dai destini intrecciati, l’una lo specchio dell’altra. Un manoscritto le farà incontrare mettendo così a confronto due epoche diverse e due donne simili, vittime di un padre padrone, ancorate a un amore romantico, capaci di lottare per la vita. 
Due storie legate dallo specchio del tempo, dove il passato incontra il presente e in cui due donne lontane eppure vicine, lottano per rivendicare il diritto di scegliere il proprio destino e il loro sogno d’amore. 
Silvia Devitofrancesco è nata a Bari nel 1990. È laureata in Lettere (curriculum “Editoria e Giornalismo”) e ama scrivere e leggere sin da piccola. Gestisce un blog nel quale propone recensioni, blogtour e interviste. E’ autrice dell’umoristico “Ultimo accesso alle…”

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RECENSIONE: CODICI & FANTASIA

Non ho mai fatto la recensione di un libro, di solito amo parlare principalmente di film. In questo caso farò un eccezione, dato che ho avuto modo di parlare attraverso i social network con l’autrice, tramite un gioco libro su FB che purtroppo non ha avuto successo (ossia adesso scrivi tu, inventa il finale del mio romanzo). Devo dire che ho letto molto velocemente questo romanzo, si percepisce se un autore ci mette il cuore in quello che scrive, Silvia per me lo ha fatto. La storia di Erminia & Herminia, crea un magnifico parallelismo tra la vita di due donne tra passato e presente. Ho amato molto la seconda (Herminia), mentre ho trovato a tratti vigliacca la prima (Erminia). Non è facile essere sole in un mondo che non ti capisce, ci vuole molto coraggio; è semplice invece  nascondersi dietro il lavoro per non affrontare le vere sfide della vita. È comune che chi non ha scelte per colpa dell’epoca o della società in cui vive, abbia nel cuore un coraggio infinito, coraggio che spesso invece manca a coloro che hanno un’infinità di opzioni e possibilità davanti a sé. Un libro che ho letto con piacere e sento di consigliare.

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Tutti preferiscono i battesimi

Recensione del film “La mafia uccide solo d’estate” di PIF

(VOTO 10 su 10) 

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Vedo come giusto che sia che questo film ha totalizzato un numero incredibile di recensioni, la mia non servirebbe, però non posso far a meno di scrivere, non mi capita spesso di piangere così dopo la fine di un film. La mafia uccide solo d’estate è uno dei film che mancava al nostro paese, dato che parla di un problema gravissimo in un modo semplice e compressibile per tutti, anche a un bambino, un po’ come fece Benigni con «La vita è bella». La storia benché triste e amara, dice una cosa molto importante che tutti preferiscono i battesimi, perché certi funerali non dovrebbero proprio esserci, nessuno dovrebbe morire in nome della verità. Amo scrivere, ma non vorrei mai fare la giornalista, in un mondo come il nostro ci vuole troppo coraggio. Non bisognerebbe scegliere di mettere in pericolo la propria famiglia in nome di un ideale, che è semplicemente dovuto, ossia la nostra libertà di parola e di pensiero. Non mi sono mai interessata di politica e questo perché non mi sembra che al potere qualcuno si sia mai interessato veramente di noi, troppo sangue ha macchiato le strade del nostro bel paese. Non mi voglio dilungare perché questo film parala da solo, penso che dovrebbe essere candidato all’Oscar, senza nulla togliere «Alla grande bellezza», che ho provato a vedere senza riuscire, che sarà forse un film di elevato contenuto intellettuale ma a mio modesto parere un film per essere bello deve arrivare al cuore delle persone, all’anima. Il film di Pif con me lo ha fatto! Spero che non sia come diceva un commento che ho letto, «Non ne farà molti, questo resterà il migliore» sembra quasi una minaccia, perché se qualcuno deve fare il regista, quel qualcuno è proprio Pif.

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