Hunger Games Vs Divergent

La mia recensione del film “Divergent” di Neil Burger.

(voto 3 su 5)

Unknown

Penso che questo film sia molto bene realizzato e il cast molto ben scelto.

Lo volevo vedere da molto tempo e non ha assolutamente deluso le mie aspettative.

Impossibile non fare un confronto tra «Divergent» e «Hunger Games» per certi versi figli di uno stesso genere cinematografico, poco importa se in Divergent siamo sulla terra in un futuro post bellico.

Il film anche in questo caso è ispirato ad una saga letteraria, non avendola letta posso basarmi solo su quello che ho visto. Benché il film mi sia piaciuto sono molti i punti che mi lasciano perplessa, rendendolo nel complesso inferiore alla saga degli «Hunger Games».

La suddivisione in fazioni, non è una grande novità. Il fatto che nel futuro si possa pensare ad un governo basato sulle caste risulta aberrante, dato che sarebbe la conferma che la storia dell’umanità fino ad oggi non ha insegnato nulla.

In Hunger Games il regime totalitario di Snow metteva gli abitanti dei vari distretti in condizioni tali da non potersi ribellare. Situazione differente in  Divergent dove tutti accettano l’ordine costituito del sistema in maniera convinta. La protagonista infatti lo comincia a mettere in discussione solo dopo aver scoperto di essere una Divergente.

Trovo riduttivo inserire solo cinque fazioni e molto strana l’esistenza degli esclusi, dato che tutti devono essere inquadrati in una fazione (da qui il problema dei divergenti) non è chiaro il perché esistano delle persone escluse, che dal mio modo di vedere le cose avrebbero potuto organizzarsi e decidere magari di cambiare un regime che li obbligava a vivere come dei mendicanti.

Se è la perfetta programmazione che viene cercata, l’escluso non dovrebbe esistere ma semplicemente andrebbe eliminato. Assurda la ricerca dei pochi divergenti o il preoccuparsi delle grandi minacce fuori dal muro, con un gruppo interno insoddisfatto, infelice ed emarginato. Povertà e disperazione portano a violenza e a criminalità, strano che questo non sia stato sfruttato.

Passiamo adesso agli «Intrepidi», la fazione protagonista del film. Ogni paese ha un suo esercito, sarebbe bello non fosse così, tuttavia sono felice che il nostro non se ne vada in giro per la città a saltellare su e giù da palazzi e da treni in corsa (ma il treno che prendono sempre dove va? sopratutto quanti ne passano a caso?). La paura è sicuramente il nemico più grande dell’uomo, ma la gentilezza e il rispetto sono dei valori importanti. Mantenere l’ordine con minacce e soprusi fisici a mio avviso non è un modo intelligente di gestire un esercito del futuro, possibile che in questa realtà l’evoluzione dell’umanità abbia avuto una botta d’arresto così radicale? Non ho capito  da quale minacce devo proteggere le altre caste gli intrepidi, visto che dopo il muro ci sono «i pacifici», felici agricoltori che coltivano la terra e allevano il bestiame. Se ci fossero delle minacce reali fuori dal muro, come farebbero i pacifici a vivere serenamente la loro vita?

Fino a qui ho messo in discussione tutto eppure il film mi è piaciuto. Gli attori sono stati determinanti in questo.

La bella e dolcissima Shailene Woodley nei panni di Tris, riesce a dare un’interpretazione molto più divertente e accattivante della Lawrence in Hunger Games. Allo stesso modo Theo James, a dispetto del nome del personaggio, Quattro (a rischio di un effetto Bonzo, come in Ender’s Games) riesce a renderlo molto interessante. A confronto Peeta e Gale (protagonisti maschili di Hunger Games) sembrano noiosi e privi di personalità, non saprei dire se dipende dal fatto che i ruoli sono diversi. Katniss anche nel libro non è trainante come protagonista e l’interpretazione della Lawrence è in linea con quella descritta dai romanzi, per i due ragazzi Theo James dimostra che si poteva fare di meglio, il suo profilo in fondo non è molto diverso da quello di Gale.

Si potrebbe parlare delle profonde filosofie della natura umana, postulate dalla Matthews (aspirante leader del nuovo mondo) ma trovando un regime così costituito profondamente arretrato e irrealistico, penso che «Gli eruditi» (fazione in lotta per il potere) hanno ben poco da stare allegri, perché tutta questa grande intelligenza proprio non la vedo.

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I successi

Non sapevo che tipo di impatto potesse avere il mio romanzo una volta reso noto.

Devo dire che se scrivere un libro non è semplice, ancora più complesso è spingere le persone a leggerlo.

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L’auto pubblicazione ha grossi limiti in termini di pubblicità, sopratutto per un esordiente.  Sto comunque avendo le mie soddisfazioni e vorrei ringraziare  tutti coloro che hanno dedicato il proprio tempo alla mia opera!

Mi piacerebbe che questa pagina potesse crescere sempre di piu’ e sapere cosa ne pensate! 

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Vito 
Vita di Rossana, una ragazza di trenta anni che è costretta scontrarsi con la sciocchezza e l’ipocrisia di tanta gente che la circonda. Cerca punti di riferimento che non trova. L’autrice scrive con tono morbido, lasciando ampi spazi alla riflessione e ai ricordi, dimostrando, nel contempo, di avere una profonda conoscenza della psiche umana, specie di quella femminile. Bella la copertina. Complimenti, davvero, a Eleonora Panzeri.
Unknown
Cliente Amazon
“Un male immenso” è un romanzo breve da leggere d’un fiato. Una scrittura scorrevole, aggiunta a una storia coinvolgente, rende questo piccolo libro una lettura molto più che piacevole. La trama è ben sviluppata e per trovare quel male immenso bisogna scavare un po’ più in profondità, senza fermarsi alla superficie. Ma è anche questo il bello del libro, consigliassimo!
Unknown
Massimo 
Ci siamo, il racconto appare crudo e cristallino , l’ho letto in un fiato, mi sembra di vedere dall’alto una Milano che pulsa con i tuoi personaggi e le loro vite piene di disperazione e gioia. Ripeto per me hai fatto centro.
Unknown
Raffaella Verga
Storia di donna, grande protagonista che cerca la sua strada, che lotta per trovare punti di riferimento, verità, certezza, solidità… Che vorrebbe un mondo diverso… Sognatrice? Idealista? Vera? Tutto questo nella protagonista… Bella! Una bella storia!!

Unknown

Di Monica 

Letto in un pomeriggio di noia ……me l’ha risolta …..e mi ha dato delle speranze …scritto in maniera scorrevole ,piacevole ,apre le porte su un mondo oscuro con leggerezza…ottima prima prova ,da leggere ……

Unknown

ECCELLENTE
Bellissima storia scorrevole e coinvolgente. La scrittrice ha un modo molto fresco e diretto di raccontare lo svolgersi delle situazioni. Se volete un racconto breve da leggere in un soffio, ve lo consiglio
Unknown
Una storia coinvolgente 
L’ho letto tutto d’un fiato. Scorrevole, ben scritto, coinvolgente, con personaggi psicologicamente ben caratterizzati e dialoghi realistici.
Mi è piaciuta l’ambientazione, perché sono milanese d’adozione e mi sono sentita a casa. Finale un po’ scontato, secondo il cliché Cenerentola – Principe azzurro, ma in fondo a tutti piace sognare un po’ per esorcizzare la grigia realtà che viviamo, anche se in questo caso la conclusione zuccherosa mi è sembrata in contrasto con la tragicità del titolo.

UnknownVeronica L.

Finito di leggere in questo momento, esser bloccati a letto dopo un infortunio non è piacevole e questo libro mi ha strappato più di qualche sorriso.

Fluido e scorrevole, un bel romanzo breve.

Unknown

Maria

Brava …hai raggiunto il tuo obiettivo :la tua storia e’arrivata al mio cuore
Letto tutto d’un fiato
E non leggo romanzi rosa e lascio subito ciò che non mi attrae !!
Quindi sei stata doppiamente brava ….
E ‘bello sapere che hai una famiglia che ti sta accanto e ti aiuta ..
Ti auguro tutto ciò che desideri !!! La piccola la hai chiamata Speranza
Le tue parole danno speranza ed i lieto fine ti riconciliano con la vita

Unknown

Federica

Storia avvincente, ma anche realistica; una storia in grado di farti realizzare quanto imprevedibile possa essere la nostra esistenza; ma anche quanto, un grande amore, sia in grado di farti rinascere e farti vedere uno sprazzo di luce in quello stesso punto in cui, poco prima, vedevi solo il buio.

Unknown
Fabiana 
Letto praticamente d’un fiato!! Mi piace tantissimo il tuo modo di scrivere fluido ma ricco di particolari e grazie grazie grazie per il lieto fine (scelta audace di questi tempi)!!! Vorrei leggere anche Sofia ma lo farò domani perché ora voglio crogiolarmi nelle belle sensazioni che il tuo libro mi ha regalato!!! Davvero complimenti!!!!!
Unknown
Sergio Zabaglia
voto 5 su 5
Storia giovanile raccontata molto bene, in modo scorrevole e con dialoghi realistici. Le descrizioni sono essenziali e la storia è molto accattivante catturando la curiosità del lettore. Si legge tutto d\’un fiato. Romanzo attuale, piacevole con innamoramenti e delusioni tipici dell\’età adolescenziale. Auguri alla molto promettente Autrice.
Unknown
Di Maria Grazia Caverni
Che dire di questa storia? Il linguaggio è apprezzabile, corretto, appropriato. Le vicende sono ben raccontate. Solo non mi piace il personaggio Rossana. Una donna che, sì, ha sofferto, ma è arrivata a una vita felice. “Il male immenso” iniziale si è risolto. Perché, dunque, si rivela così priva di umana pietà verso un infelice che per giunta è morto? Forse sono una donna d’altri tempi e di stampo buonista? Che giudichino i lettori.
Unknown
di ednerg
Un male immenso
lettura scorrevole e piacevole. Complimenti

Unknown Susanna Positivo, bella la trama attuale, scrittura sciolta si legge tutto d’un fiato , aspetto il secondo libro. Unknown

Sanapomichelangelo1
Un male Immenso
coinvolgente, ben scritto, porta il lettore fine dentro il racconto quasi ad immedesimarsi con i protagonisti.

Unknown Francesca  “Ho letto il libro . Il vissuto di una ragazza che diventa donna attraversando piccole e grandi esperienze di vita , provando disincanto e delusione per poi riappacificarsi con la vita e l’amore anche quello verso se’ stessa’. Scrittura fluida leggera ma coinvolgente. Primo .di una ragazza in evoluzione…” Unknown

Giulio Sacchetti
Un male immenso
E’ un libro profondo, piacevole ed intenso. Complimenti.
Unknown
Mariano Lo Proto
Un male immenso
Lungo quanta basta, il resoconto del primo incontro tra la protagonista, Rosanna, (una giovane segretaria presso uno studio d’avvocati) e Flavio, il suo futuro ragazzo, aspirante scrittore. L’anterpima scorre veloce, e cattura l’attenzione del lettore. Le descrizioni degli ambienti sono essenziali, senza inutili lungaggini, e così i dialoghi. Scritto proprio bene. Congratulazioni alla giovane autrice.
Unknown
Selene Rossi 
Un male immenso
Molto bella e dolce la dedica iniziale. Ho letto le pagine a disposizione, la storia inizia con l’incontro tra la protagonista Rossana e Flavio il suo futuro ragazzo, aspirante scrittore, si incontrano spesso e lui le racconta le idee per i suoi libri, lasciando Rossana affascinata. Trovo che la Scrittrice/Autrice Eleonora Panzeri scriva davvero molto bene! La narrazione parte veloce con dialoghi ben fatti, descrizioni di ambienti e personaggi sono essenziali, senza tanti fronzoli inutili. La narrazione ci porta subito nel vivo della storia, catturando immediatamente la curiosità del lettore. Per quel che ho letto, un romanzo perfetto, come perfetta è l’impaginazione. Una Lode a questa giovane Autrice Eleonora Panzeri, alla quale faccio i miei più sinceri complimenti! Selene
Unknown
 
Alessandro Zampini
Buona prova dell’esordiente Nora che, a mio parere, nella prefazione di basso profilo è fin troppo modesta. La brevissima anteprima dimostra le qualità di questa autrice. I dialoghi contribuiscono ad alleggerire la lettura senza togliere nulla alla qualità narrativa. Bene.
Unknown
Domenico rega
DELICATO
Un romanzo breve e delicato! Brava la giovane scrittrice che in questo romanzo, con qualche sfumatura, ha saputo dare un proprio stile personale alla scrittura.
Unknown

Americo Di Gregorio

Profumo di giovinezza

Quando ricordiamo la nostra giovinezza soffriamo della nostalgia per quel ” meraviglioso ” mondo perduto per sempre. Meno male ! Verrebbe da esclamare perchè il libro di questa giovane scrittrice ci trasmette la realtà a volte piena di piccole o grandi sofferenze che attraversiamo da giovani . Scritto con una naturalezza rara , le prime pagine sono deliziose .Eleonora sa scrivere come se fosse la cosa più facile al mondo . I dialoghi che narra sono vivi e veri , sembra quasi di ascoltarne le voci , sentire i tremori e le emozioni . E\’ tutto così estemporaneo che , senza errori , con una grammatica perfetta,sembra la prima bozza scritta d\’istinto , invece è un miracolo di rara purezza letteraria. (Che emozione!) Unknown

 Matilde Marcuzzo
Lo specchio di ogni donna
ciao nora, grazie per l\’amicizia e complimenti! le parole che leggo sono uno squarcio di esistenza, uno specchio che rimanda l\’immagine di chiunque legga. brava. ti aspetto da me per uno tuo gradito commento. baci e auguri
Unknown
 Angelo Pulpito
Un male immenso
Un romanzo in cui attraverso una scrittura scorrevole e personale è narrata una storia di disillusione, di scontro tra sogno e realtà e che diviene patrimonio comune di ognuno soprattutto in un\’età come è quella dei trent\’anni.
Unknown
Ida Acerbo
Un male immenso
Il racconto è scritto in modo semplice, scorrevole e la trama è interessante. Gradevole alla lettura
Unknown
Pierangelo Colombo  (Il  primo acquirente della versione Ebook ) 
 Un male immenso
Mi sono ritrovato per caso a sfogliare queste prime pagine del romanzo. Devo ammettere di esserne rimasto piacevolmente sorpreso; una scrittura semplice ed efficace, che rende bene l’idea mostrandoci uno squarcio sulla realtà disincantata. Pagine fruibili che mi spingono all’acquisto dell’ebook così da soddisfare la voglia di scoprire il seguito. Complimenti.

Il perché di “Un male immenso”

Il romanzo nasce da una storia che porto con me da tanto tempo. Cosa mi sarebbe successo se la mia vita fosse stata diversa? Se al posto di trovare un ragazzo innamorato ne avessi trovato uno subdolo e meschino?

Rossana non sono io, non parliamo di un romanzo autobiografico, ma che trae ispirazione dalla vita di tutti i giorni spaziando un po’ nella fantasia. Devo ammettere però che c’è di mio più di quello che avrei voluto e tengo a precisare che ogni riferimento, a persone reali è puramente casuale ai fini della storia.

Il centro di Milano lo vivo e lo conosco, il caffè e il castello fanno parte della mia vita, la cornice dopotutto ci influenza. La mia nebbiosa città del nord non è come la Roma di molti romanzi. Ogni luogo condiziona i suoi personaggi, dicono infatti che noi qui siamo più freddi e dediti al lavoro. Vero, dopotutto al mare non ci possiamo andare, il naviglio è inquinato, in inverno fa freddo, siamo sempre di fretta e molto stressati. (Il milanese imbruttito)

Non può inoltre lasciare indifferente la situazione disastrosa dei non più giovanissimi trentenni, sempre più laureati, qualificati e con meno certezze di un tempo, divisi tra lavoro e famiglia, oramai scoraggiati da una realtà che offre solo disgrazie. L’assistere ad un Tg penso sia la tortura peggiore che possa esistere, per certi versi più agghiacciante delle rivelazioni di Adam Kadmon.

Come dice Elisa nella sua canzone “A modo tuo”, “sarà difficile chiedere scusa a mio figlio, per un mondo che è quel che è, io nel mio piccolo tento qualcosa ma cambiarlo è difficile”. Scrivere è un arma potente, poche parole possono ferire più di mille lame. Il mio libro è solo una goccia nel mare, ma anche lui come gli altri ha un suo ruolo e merita di esistere.