“Un uomo non può possedere più di quanto il suo cuore possa amare”
Cit. Educazione Siberiana
(Voto 4 su 10)
Da vedere? No
Un film che non lascia emozioni con una trama confusa e improbabile. Gli attori caricano in maniera esasperata i personaggi non sentendoli e rendendoli fasulli e artificiosi. La protagonista, una tettonica attivista politica di sinistra, si proclama dedita ai suoi ideali con slogan superficiali che neanche a Miss America e il resto dei personaggi non regala performance migliori a partire dalla soubrette veramente oca fino ad arrivare allo scrittore fedifrago. I rapporti sono privi di emotività, tanto che anche il tradimento su cui si basa buona parte del film passa come un evento ilare e di poco conto. Sinceramente si poteva fare di meglio e articolare la trama in maniera più logica e scorrevole.
Unica nota positiva è la presenza di Valentina Lodovini, un’attrice finalmente con le forme e non tutta pelle e ossa.

Volevo spendere qualche parola nei confronti dei critici, o meglio dei grandi esperti che così di punto in bianco diventano detentori di misteriose regole della lingua italiana e decidono che siamo tutti analfabeti. Il mondo è grande e vario, pieno di tante persone diverse, con gusti diversi e sono sicura che per un complimento riceverò almeno tre critiche, o forse anche se riceverò 100 complimenti il giudizio negativo farà sempre e comunque più male.
Ciò accade perché scrivere ci mette in gioco, ci espone alle critiche, ci rende vulnerabili e ci tocca nel profondo considerando che anche nelle storie più fantasiose l’autore mette qualcosa di intimamente suo.
Le critiche tuttavia, se costruttive, possono essere d’aiuto più che un non sentito “Brava, complimenti”, ma quelle GRATUITE fanno semplicemente ARRABBIARE.
Ho deciso così di creare questo articolo dove raggruppare le recensioni più cattive e insensate fatte a libri che o letto o ai miei primi lavori, perché a volte il non aver diritto di replica proprio non va giù!
Si accettano segnalazioni!
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Almeno l’italiano
“Quando uno non sa scrivere c’è poco da dire… grezzo e sconclusionato, gli avrei perdonato i refusi e le poche conoscenze di base dell’editing, ma la storia non regge e manca la consecutio temporum (spero di aver scritto bene, non ho mai studiato latino, solo italiano).” commento a SOFIA
Quindi chiedo scusa a chi mi ha letto, perché addirittura ho inventato un’altra lingua, grezza e sconclusionata e chiedo scusa se la storia non regge, ma mi è uscita così! Certo quindi tutti i quasi 1000 download di questo racconto sono state fatti da grandi interpreti del mio nuovo linguaggio. Siete fantastici!
To be Continued …
Titolo: "Lacrime D'Ametista" Autrice: Donatella Perullo Casa Editrice: Butterfly Editori Genere: Fantasy Numero Pagine: 284 Costo versione cartacea: 11.90euro Link per l'acquisto: http://www.amazon.it/fato-degli-dei-Lacrime-dametista/dp/8897810438
SINOSSI: Ognuno nasce con un fato, quello di Roswita è essere l’unica in grado di fermare la malefica Dea Irmin. Roswita è un’adolescente volitiva, cresciuta in un bosco, nascosta al mondo da Iosò, una misteriosa anziana che chiama nonna. Trascorre le sue giornate a studiare e a giocare nella natura insieme all’inseparabile Lupa; e non sospetta il perché del suo isolamento. Fin quando un giorno un incontro inaspettato la stravolge… ma lui è il principe Fredric dei Noctiluca, figlio della malefica Irmin. In un susseguirsi di eventi, intrighi e misteri, Roswita dovrà combattere per il proprio amore e per la salvezza del mondo rinunciando per sempre alla propria innocenza. Un romanzo dalla prosa delicata ma incisiva, scritto con maestria, che conduce in luoghi incantati e al contempo infernali.


Immaginare è la capacità più bella e insieme complicata insita in ognuno di noi. Chi come me nasce con la passione per la scrittura e per le storie sa come non sia possibile liberarsene. L’autrice di questo romanzo ha in sé un mondo magico e misterioso, che sono convinta ha dovuto celare per anni nella sua mente, plasmandone i personaggi e gli eventi magari infinite volte. Il suo mondo ora è qui per tutti noi che abbiamo voglia di scoprirlo e farci trasportare in esso. Il genere fantasy può non piacere a tutti, può essere considerato infantile tuttavia a mio avviso la fantasia non è un difetto ma un dono che ci svincola da una realtà limitata alla nostra sola esistenza. In questo modo possiamo volare lontano in un mondo fatato, in tre regni così diversi dal nostro mondo e in un certo senso non così distanti. Possiamo rivivere come in un film la freschezza dell’amore adolescenziale, raccontato in maniera poetica e magistrale, usando le parole per uno scopo più grande di loro, creare una realtà che prima non esisteva e adesso c’è. Posso sentire il profumo della casa nel bosco, sentire la solitudine e la paura dei personaggi e lo svariato ventaglio di emozioni che hanno provato nel corso della storia. Rammentare i bellissimi nomi dei suoi protagonisti e le magiche creature che lo popolano e temerne la ferocia. Posso sentirmi incompleta tra gli incompleti e timorosa del futuro che verrà. Gli elementi per una bellissima trilogia ci sono tutti e ringrazio Donatella per aver vinto la paura di esporsi, la sua grande umiltà e mi dico commossa per i suoi ringraziamenti rivolti a tutti noi che la leggiamo. Spero un giorno anche io di poter come lei dar vita alle molte storie che ho in testa e di trovare una casa editrice come la Butterfly Edizioni, capace di realizzare una copertina così ipnotica ed accattivante che spicca come un fuoco d’artificio nell’oscurità dando la giusta attenzione ad un romanzo che merita di essere letto. In Donatella mi rivedo molto, anch’io sono mamma e so quanto possa essere difficile avere del tempo per sé, quanta concentrazione richieda dar vita ad un opera come questa, quindi sono io a ringraziarla per aver trovato il tempo per noi e per aver condiviso Roswita e le sue avventure con chi ha il cuore di viverle.


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( Voto 5 su 10)
Il film inizia la notte di capodanno in una grande città, quattro sconosciuti decidono di suicidarsi buttandosi dalla cima dello stesso palazzo. Una coincidenza improbabile come irrealistica l’amicizia che nasce tra i quattro: un presentatore televisivo in declino a causa di un accusa di abuso sessuale, la figlia stravagante di un uomo politico, una povera donna madre di un figlio disabile e un giovane ragazzo ammalato di tumore. Nulla in comune se non la voglia di lasciare questo mondo. Un film che non si lascia vedere, che banalizza qualcosa di reale e serio senza il minimo tatto, ero tentata di sospendere la visione ma poi qualcosa cambia. Non vi è infatti una ragione giusta per morire ma tutto dipende da cosa è importante per noi, questo ci rende diversi. Nessuno dei protagonisti ha la forza di Moreen che dedica la vita a suo figlio malato, uno spaccato di vita struggente, uno spiraglio di realtà in un turbinio di frivolezza. Non per questo però gli altri personaggi sono da considerarsi superficiali, il messaggio del film per me non è tanto cosa li abbia spinti a volerla far finita ma la ragione che li spinge ad andare avanti.