

(Voto 4 su 10)
Da vedere? No
Non so se dipende da una grossolana e spartana trasposizione dai libri da cui la serie è tratta, ma in questo episodio si perde tutto ciò che di positivo avevo visto fino ad ora. Tris perde di carisma, magnetismo e fascino, diventando una sorta di collaborativo “cricetino” da laboratorio alla mercé di questo nuovo, insipido cattivo: David. Una pallida comparsa a raffronto dell’interpretazione data da Kate Winslet nei film precedenti.
La trama, che si era un filo ripresa nel secondo episodio, piomba nel caos: tra puri e danneggiati, un mondo radioattivo, soldati che rapiscono a caso bambini dalle loro famiglie e un finale ridicolo, quasi un dejavu parodia del primo capitolo con il solito fastidioso Peter, che sembra incapace addirittura di morire e liberarci della sua sgradita presenza.

Nemmeno Theo James, basta a migliorare le sorti del film. Sembra proprio che gli stessi attori, tanto convincenti nel primo episodio, abbiano perfino smesso di credere nei loro ruoli.



Fotografia di Pino Montisci
Volutamente a pochi giorni dalla tanta chiacchierata festa della donna, vi parlo dello spettacolo teatrale Dolores, opera di E. Baker, trasposta magistralmente in lingua italiana sotto la regia di Adriana Milani senza perdere di significato ed emozionalità. Nella pittoresca e quanto mai insolita “Isola casa teatro”, prendono vita le vicende di Sandra (Lisa Vampa) e Dolores (Margherita Remotti), due sorelle, due mondi apparentemente opposti ed inconciliabili. La prima, classica donna di casa, remissiva e premurosa verso la sua famiglia, tanto da essersene succube. La seconda, una mala femmina che non riesce a trovare il suo posto nel mondo, alla costante ricerca di una stabilità e di un equilibrio, reduce dall’ennesima catastrofe amorosa. L’apparente quiete domestica di Sandra viene interrotta nell’unico momento di pace e serenità dalla chiassosa ed irruente Dolores, perennemente vittima di situazioni surreali e latrice di sventure. Un’opera la cui trama si svolge nell’arco di poche ore tra le mura domestiche, un viaggio nei ricordi e in un passato di violenza ed ignoranza. Lisa Vampa e Margherita Remotti, uniche interpreti sul palco, regalano uno spettacolo intenso e realistico. Una storia forte senza troppi fronzoli che tuttavia non manca di ironia e sarcasmo, capace di illuminare la scena con vicende di celata normalità del tanto criticato sesso debole, dotato il più delle volte di una forza al di là del possibile.


(Voto 9 su 10)
Da verdere? Assolutamente SI
Giuseppe Tornatore, con questo film uscito nel 1989, riesce a creare un’opera di rara bellezza, un vero e proprio viaggio nel tempo e nella memoria. Un piccolo paese siciliano, arretrato e pittoresco, un mondo nel mondo, dove tutto è scandito dai consueti riti di una piccola comunità estranea alla realtà moderna. L’avvento del cinematografo tuttavia arriva ad allietare le ordinarie vite dei suo abitanti, con la sua innovativa trasgressione, parroco permettendo. Per Totò, piccolo monello del paese, il cinema è qualcosa di più che un semplice passatempo, rappresenta infatti un richiamo magnetico e viscerale verso un mondo fantastico che gli permette di sognare. Lottando contro le avversità ed il rischio che l’uso del proiettore comportava all’epoca di ambientazione, Totò riesce a conquistare il proiezionista del cinema locale, il saggio e paterno Alfredo, prendendone il posto. La situazione tende tuttavia a cambiare in fretta ed Alfredo è visionariamente consapevole che il piccolo Totò può diventare di più che un semplice proiezionista. Lo esorta così a lasciare il paese natale per scoprire il mondo.Un film delicato, che tocca tutti i luoghi comuni dell’epoca in cui è ambientato, con grandi e piccoli drammi, lasciando tuttavia spazio ai sentimenti cordiali, romantici ed impossibili di un’epoca ormai lontana.


Nera metalizzata con inserti psichedelici”, è così che fa il suo ingresso Skeggia, l’aeromobile futuristica che dà il nome al romanzo. La protagonista è Didi Reynolds, una cacciatrice di taglie con la passione per le corse e per il suo collega Ethan. Il libro è ricco di personaggi e di azione. L’autrice è talmente brava che le scene sembra di vederle scorrere sulla pellicola come se fosse un film. Confesso di avere un debole per Dalton, personaggio controverso con cui Didi ha una relazione e mi piacerebbe sapere cosa succederà nel prossimo capitolo. Complimenti per trama e stile entrambi a cinque stelle.
