Black Mirror una serie di Charlie Brooker

A pochi giorni dall’uscita della quarta stagione sulla piattaforma digitale Netflix, oggi parlerò di “Black Mirror” una serie inusuale ed anti – convenzionale. 

black-mirror.jpg

Un lavoro fuori dagli schemi, composto da pochissimi episodi articolati in 4 stagioni. Ogni episodio è totalmente scollegato da quello precedente, come unico filo conduttore un monito forte ed evidente contro lo sviluppo tecnologico e sugli effetti che lo stesso potrebbe avere in un futuro più o meno recente sulle nostre vite. Non è compito semplice fare una recensione generale della serie poiché come specificato ogni episodio è un micro mondo a sé spesso e volentieri un prodotto migliore di molti film visti sul grande schermo. Tuttavia ragionando nel complesso la serie risulta molto ben fatta, coinvolgente, visionaria, di certo non adatta a tutti, in molti episodi si trascende infatti sulla fantascienza in distopie parziali o totali. Sovente vengono proposti contenuti ad alta tensione ed il non sapere di cosa tratterà l’episodio successivo potrebbe creare inquietudine. Capita di trovarsi di fronte a storie pazzesche che in fondo sembrano più verosimili di quanto vorremo o potremmo desiderare fosse auspicabile.

1187146-bigthumbnail

PRIMA STAGIONE

Non è stato facile scegliere poiché ogni episodio ha un suo perché e a suo modo ha un significato nascosto. Dei tre della prima stagione quello che sicuramente mi ha colpita di più è stato il secondo, intitolato 15 milioni di celebrità“, sebbene anche Messaggio al Primo Ministro” per la sua inquietante plausibilità e “Ricordi pericolosi” per la tipologia di invenzione futuristica proposta, un chip celebrale capace di archiviare i ricordi delle persone e poi rivederli e analizzarli infinite volte, siano state delle visioni interessanti.

ricordipericolosi_jpg_351x0_crop_q85

15 milioni di celebrità

(Stagione 1, Episodio 2)

black-mirror-ep-2-visore.10846_big

Veniamo catapultati in mondo dispotico asettico, anonimo ed artificiale, in cui le persone sono impegnate a pedalare su cyclette tecnologiche al fine (si capirà strada facendo) di produrre energia elettrica. Ognuno ha un avatar virtuale, il solo a poter essere personalizzato o ad avere una propria identità. Sia gli uomini che le donne sono letteralmente bombardati giorno e notte da video pubblicitari delle più svariate nature, dall’erotico all’esilarante, la cui visione è evitabile pena il pagamento di pesanti sanzioni pecuniarie. Persino le minuscole e claustrofobie stanze che li ospitano sono tappezzate di monitor a scopo pubblicitario. Coloro che non riescono a sostenere i ritmi e diventano obesi vengono surclassati come cittadini di serie B, ghettizzati, bullizzati ed impegnati come spazzini, vittime di crudeli e degradanti show televisivi prontamente condivisi con la comunità. I sentimenti che vanno per la maggiore sono rabbia e crudeltà, l’amore ed il sesso sembrano oggetti fini a sé stessi (mai tangibili né tantomeno praticabili ma figli anch’essi di pubblicità spazzatura). Nella sostanza siamo in presenza di un mondo sterile, in cui i contatti umani sono pressoché nulli e l’unica via di salvezza ed ambizione sembra sia rappresentata dalla partecipazione ad uno show televisivo stile Italia’s Got Talent chiamato Hot Shots. Bingham “Bing” Madsen è un giovane ragazzo di colore che fa parte di questo sistema contorto e che a differenza di altri si sente in trappola, disgustato dall’evoluzione della sua esistenza. Quando Bing conosce la bellissima Abi, decide di fare il possibile per cambiare la vita della donna che ha illuminato il suo cuore, regalandole il costosissimo biglietto d’accesso al celebre programma la cui partecipazione è possibile solo grazie allo sborso di ingente quantità di “soldi” che le persone guadagnano nella loro attività di “atleti” pedalatori.  Le cose sembrano andare bene ma il perverso sistema ha in gioco per i due dolci sognatori un’evoluzione inaspettata ed alquanto amara…

Black-Mirror-3-2-ep-586x390

1187146-bigthumbnail

SECONDA STAGIONE

Gli episodi delle seconda stagione mi sono piaciuti meno di quelli della prima, ma sono risultati comunque interessanti nel loro complesso. Quello che mi ha colpito di più è stato “Torna da me”, mentre ho trovato eccessivamente violento e crudele l’episodio “Orso Bianco”. “Vota Waldo” mi è apparso oggi come oggi così plausibile da non risultare originale come gli altri. 

Torna da me

(Stagione 2, Episodio 1)

Martha e Ash sono una giovane coppia innamorata. La loro vita sembra scorrere serenamente fino a quando Ash muore in un incidente stradale. Subito dopo l’incidente Martha scopre di essere incinta ed è costretta a subire il dolore della perdita con la consapevolezza che sarà una mamma sola. In uno stato di depressione ed agonia la giovane cede al consiglio di una sua conoscente, usa quindi una specifica applicazione in grado di simulare la personalità di una persona defunta basandosi esclusivamente sui contenuti che quest’ultima ha condiviso sui social network. Dopo una plausibile diffidenza iniziale, Martha si affeziona al nuovo Ash e diventa ossessionata e dipendente da questa relazione artificiale…

hayleyatwell9.jpg

1187146-bigthumbnail

Bianco Natale

black-mirror-2

Bianco Natale è un episodio fuori serie, nei fatti è un vero e proprio film sia in termini di durata che di complessità della trama. E’ il giorno di Natale, Matt Trent e Joe Potter si ritrovano soli in una casetta di campagna lontani dalla civiltà. Sembra siano lì per fare un lavoro di cui però non fanno menzione e che quello sia il loro primo giorno libero da diverso tempo. Matt sin da subito socievole e spigliato cerca di instaurare una conversazione con l’introverso e chiuso Joe, raccontandogli la sua vita e di come sia finito lì con lui. La civiltà dei due apparentemente non è molto più moderna della nostra, eccezion fatta per la diversa concezione del “Blocco social” esteso qui alla vita reale fino all’impossibilità di vedere e colloquiare con chi subisce il blocco. Mat racconta di essere stato in una vita passata una sorta di Romantic Coach, impegnato a guidare in remoto ed in tempo reale i ragazzi timidi, bruttini ed insicuri negli approcci romantici. Dichiara inoltre di essere uno psicologo di coscienze, nuova portentosa invenzione della scienza moderna che offre la possibilità di imprigionare una copia virtuale di sé stessi in un minuscolo uovo iper tecnologico con l’obbiettivo di trasformarla in un valido ed efficiente aiutante di supporto in tutte le attività quotidiane. Joe trova aberrante questa invenzione e spronato dal collega inizia a raccontare la sua di storia, verso un epilogo a mio avviso prevedibile ma comunque dai tratti interessanti.

toastAI

1187146-bigthumbnail

TERZA  STAGIONE

La terza stagione è formata da 6 episodi, quelli che mi hanno colpito di più sono stati “Caduta libera”, “Zitto e balla” e “San Junipero”. 

Caduta libera

(Stagione 3, Episodio 1)

nosedive-score-1

Una realtà apparentemente utopistica, in cui la giovane e bella Lacie Pound vive alla ricerca di consensi positivi. In questo mondo infatti le persone al pari di hotel, ristoranti e prodotti sono soggette a costanti recensioni e valutazioni da 1 a 5 stelle, un vero e proprio rating di amazon finito fuori controllo. Tutto questo crea una società apparentemente perfetta, gentile, elegante in cui la fanno da padrone cortesia e gentilezza. Lacie ha un’ottima posizione ma essendo una donna ambiziosa brama a qualcosa di più ed è disposta a tutto pur di innalzare il suo punteggio e trasferissi in un esclusivo quartiere abitato dalle persone che contano. Cade a fagiolo un incredibile opportunità, quello di essere stata scelta come damigella d’onore di una vecchia conoscente di Lacie, ampiamente quotata e con un punteggio che sfiora le 5 stelle. Lacie organizza tutto per bene ma un imprevisto sul suo volo aereo sarà solo l’inizio di una lunga serie di disavventure e di un viaggio verso i limiti e l’ipocrisia di quella realtà… 

black-mirror-foto-2.png

Zitto e balla

(Stagione 3, Episodio 3)

shut-up-and-dance

Zitto e balla è uno degli episodi più plausibili  della serie poiché si basa su tecnologie già esistenti e probabilmente è quello che ha creato ad ora più suspance ed adrenalina. Kenny è un ragazzo introverso ed emarginato, un giorno sua sorella gli sottrae senza permesso il suo portatile ed accidentalmente scarica un virus. Il ragazzo tenta di rimuoverlo ma ormai il danno è fatto e mediante la videocamera presente sul monitor qualcuno che l’ha filmato durante atti privati inizia a ricattarlo. Inizia così una lunga serie di “missioni” che coinvolgono altre persone al fine di scongiurare la pubblicazione delle informazioni scottanti. Innegabile l’angoscia alla fine della visione dell’episodio…

San Junipero

(Stagione 3, Episodio 4)

landscape-1475841115-black-mirror-san-junipero-1

Questo episodio è l’unico a non essere adrenalinico, ma lento e romantico, a mio avviso il solo a dare una visione positiva dell’avvento tecnologico in una realtà come la nostra in cui sono state potenziate le realtà virtuali. Molto avvenente e magnetica l’attrice che interpreta la giovane Kelly (Guru Mbatha-Raw).

 

Vikings

vikings-cast

Vikings è l’ennesima riprova di come i produttori scelgano di investire sempre di più sul piccolo schermo. Una serie di ispirazione storica, scritta e creata da Michael Hirstnarra l’ascesa al potere dell’audace e visionario Ragnar LoðbrókUn telefilm sensazionale, ben realizzato che riesce fino a metà della quarta stagione a regalare episodi avvincenti e ricchi di colpi di scena. Vi è un calo di magnetismo quando la storia vira sulle vicende che vedono come protagonisti i figli di Ragnar, ma è la prima volta che una serie riesce ad essere così accattivante per tanti episodi di seguito. Le vicende e le story line che vengono sviluppate sono interessanti e coinvolgenti, il cast è strepitoso e ben assortito. A differenza di serie dello stesso genere come ad esempio Black Sails, non ci si perde in monologhi altisonanti e fuori tema, molto è lo spazio dedicato all’azione, alla rude e cruda realtà di quella che doveva essere la vita degli antichi popoli nordici pagani. Poco viene lasciato all’immaginazione e vengono proposte spesso scene forti e violente. Limitata anche la censura sessuale, tante sono le scene erotiche e gli intrighi sentimentali che coinvolgono i protagonisti. Una serie a mio avviso che merita assolutamente di essere vista, fermo restando una buona tolleranza per le scene crude e violente. Grandiosa rivelazione è stata la riscoperta di Travis Filman, che in Vikings mostra valenti doti interpretative e non solo. Va da sé che i personaggi restando molto romanzati sono spesso protagonisti di impossibili imprese eroiche. Tra tutte mi colpiscono le conquiste della protagonista femminile, Lagertha, bellissima donna guerriera, che attrae e conquista ma che a mio avviso regala nel lungo periodo un prototipo femminile esagerato ed inarrivabile.

vik08

I PROTAGONISTI 

Travis Filman, è Ragnar Loðbrók, protagonista della serie che racconta la sua ascesa verso fama, gloria e potere.

e1a83b258d54a83916745f55a5f4f400--travis-fimmel-vikings-king-ragnar

images

Kathryn Winnick è Lagertha, prima moglie di Ragnar e donna guerriera. 

Vikings-Katheryn-Winnick-as-Lagertha-13

images

Clive Stanne è Rollo, fratello di Ragnar, valente ed ambizioso guerriero. 

970cad1789aee31254312abe47a9aa62

images

Gustaf Skarsgård è Floki, abile falegname e costruttore di navi. Folle ed eccentrico ed abile anche in battaglia. Fortemente devoto alla sua fede pagana aiuterà Ragnar nelle sue folli imprese. 

Unknown

images

George Blagden è Athelstan, monaco cristiano che durante la prima razia nell’ovest viene rapito ed accolto da Ragnar inizialmente come schiavo. Nel tempo tuttavia nascerà tra i due una profonda amicizia.

910016_636x357

images

Alexander Ludwig è Björn Ragnarsson, il primo figlio di Ragnar, nato dalla sua unione con Lagertha. Alexander inizia ad interpretare il ruolo poco più che ragazzino e cresce con l’evoluzione della storia. 

images

Alyssa Sutherland è Aslaug. Principessa di celebri natali diviene la seconda moglie di Ragnar e gli darà ben quattro figli maschi. 

2d9cb6f49ebed345b312aa38077896eb

images

Linus Roache è Re Egbert, sovrano del Wessex. Diventerà per Ragnar un importante antagonista. 

vikings_linusroache_652

images

Jessamyn Gilsig è Siggy, moglie del conte locale a cui Ragnar ruberà il titolo e successivamente moglie di Rollo.

Vikings-Jessalyn-Gilsig-Siggy-600x399

images

John Kavanagh è l’indovino, un personaggio grottesco ed inquietante, portavoce del disegno degli dei. 

2016-02-18-vikings

images

Maude Hirst è Helga, moglie e compagna di Floki. 

Helga_bride_in_2-07.jpg

images

vikings1280jpg-652840_400w

Ubbe (Jordan Patrick Smith)Hvtitserk (Marco Ilsø), Sigurd serpe nell’occhio (David Lidström) e Ivar il senz’ossa (Alex Høgh Andersen), sono i quattro  figli che Ragnar avrà con Aslaug e che assieme a Björn porteranno avanti la dinastia dei Loðbrók. I figli piccoli fino a metà della quarta stagione diventano uomini nella metà della quarta stagione. Nonostante a mio modesto avviso la serie sia scaduta con il cambio di testimone tra padre e figli, la quinta serie è stata confermata e si concentrerà sulle loro imprese. L’unico dei quattro attori a cui riconosco talento e carisma è Alex Høgh Andersen, che si ritrova in un ruolo non facile, quello di “storpio“, in una realtà dove la prestanza fisica era tutto. Il temperamento del personaggio, la follia ed il sadismo con cui viene interpretato lo rendono interessante. Nel cast della quinta stagione vi sarà una new entry d’eccezione, Jonathan Rhys-Meyers. Non escludo dunque che la serie continui ad emozionare e stupire come in passato…

JRM.jpg

Recensione di “House of Cards” una serie di Beau Willimon

cover.jpg

House of Cards è una serie televisiva statunitense concepita e prodotta da Beau Willimon, basata sull’omonimo romanzo di Michael Dobbs. La prima stagione è stata lanciata nel febbraio 2013 sulla rete streaming Netfilix. Il principale effetto speciale di House of Card è il talento degli interpreti, assistiamo infatti ad un’inversione di tendenza, in cui big del grande schermo del calibro di Kevin Spacey e Robin Wright si prestano ad apparizioni sul piccolo schermo, usanza sempre più comune ed in contrasto con ciò che accedeva in passato in cui le serie fungevano da rampa di lancio verso fama, successo e cinema. L’inversione di tendenza penso dipenda dal fatto che i produttori si siano resi conto che le serie tv, avendo a disposizione più tempo per sviluppare storia e personaggi, hanno il merito di creare una connessione potente con lo spettatore ed abbiano quindi deciso di investire denaro per raggiungere un certo target di qualità.

House of Cards immerge lo spettatore nella torbida esistenza degli ambiziosi coniugi Underwood, alla costante ricerca di prestigio e potere. Un viaggio nel lato oscuro della politica, in cui un immaginario deputato del Partito Democratico, Frank Underwood, ordisce machiavelliche e crudeli strategie per raggiungere i vertici del potere. Una regia globale d’effetto, claustrofobica e ferrata che mantiene coerenza ed appeal a dispetto del costante cambio di regia sui singoli episodi, che parte con il botto grazie alla collaborazione del geniale David Fincher, noto regista di film come SevenZodiaco e Amore Bugiardo. D’effetto e sconcertante la scelta di creare un canale diretto tra Frank Underwood e lo spettatore, possibile mediante le riprese in prima persona in cui il deputato si confessa direttamente con chi lo sta guardano. Mai come in questo caso risulta interessante un’analisi dei personaggi, che prendono vita in maniera profondatamene controversa, tra dubbi ed incertezze, cinismo e disincanto. Un mondo, quello di House of Cards, in cui il fine giustifica i mezzi e l’illecito diventa uno strumento di sopravvivenza in una giungla di metaforici lupi senza pelliccia ma dotati di affilati artigli.

house-of-cards.jpg

I PERSONAGGI D’IMPATTO DELLA PRIMA STAGIONE

Kevin Spacey (classe 1959) è il deputato Frank Underwood

Underwood.jpg

Un personaggio ambiguo, freddo, perverso e manipolatore, incapace di amare null’altro che il potere e mosso da un ego e un’ambizione senza confini. Un protagonista inconsueto, che non vuole assolutamente essere un eroe e che mostra la sua meschinità con disinvoltura e cinica eleganza. Underwood è disposto a travolgere tutto e tutti nella sua ascesa al potere, al di là di etica, morale ed umanità. Pare essere nei fatti, il concentrato del peggio che offre l’umanità e la dimostrazione di come l’apparire non ha nei fatti nulla a che vedere con l’essere. Sfortunatamente non tutti i predatori hanno zanne visibili: Underwood ed il suo entourage sembrano esserne l’esempio. L’interpretazione di Spacey è spettacolare.

Robin Wright (classe 1966) è Claire Underwood

robin .jpg

Moglie di Frank, donna bellissima, elegante e di successo. Nasconde dietro ad una facciata di umanità e perbenismo ambizioni di fama e potere paragonabili a quelle del suo compagno, con cui mantiene un rapporto inquietante di disarmante sincerità e privo di passionalità. Claire pare a tratti una donna determinata, pratica e pericolosa al pari del marito, lasciando tuttavia trasparire barlumi di emozionalità, confusione e dubbio. L’interpretazione della Robin è favolosa ma non stimo molto il suo personaggio e la  tipologia di donna che rappresenta.

Kate Mara (classe 1983) è Zoe Barnes

zoe

Giovanissima reporter del Washington Herald, viene notata dal machiavellico Underwood ed abilmente manipolata. Zoe pare in principio una piccola e determinata arrampicatrice sociale disposta a tutto pur di fare carriera, persino ad avere una relazione con un uomo sposato e molto più grande di lei. Zoe comincia tuttavia a tentennare e a soffrire il fatto di  far parte di un progetto più perverso e grande di lei.

Corey Stoll (classe 1976) è Peter Russo

peter

Giovane deputato, con grandi ambizioni ma schiavo dei vizzi della vita: sesso, alcool e droga. Russo rappresenta dal mio punto di vista l’essenza della politica, il classico esempio dell’uomo politico che una volta raggiunta la posizione di prestigio si crogiola negli agi dell’élite di governo, dimenticando le promesse fatte agli elettori che gli hanno dato fiducia. Russo vive nell’arco della serie fasi altalenanti cercando di superare invano le sue dipendenze, incapace di mostrare la determinazione e la vigilanza necessarie per la via del potere. La scelta di un cognome di origini italiane per questo personaggio sarà solo una coincidenza? Ma…

Michael Kelly (classe 1969) è Doug Stamper

 doug stamper.jpg

Fidato assistente di Underwood, aiuterà il deputato nella sua ascesa al potere senza  titubanze. Privo di una vita privata e dedito alla missione, sembra nascondere un triste ed oscuro passato di cui non vengono messi in luce i dettagli.

Greca_Film_Telefilm

Home – Indice Recensioni Telefilm

 

The Shannara Chronicles di Austin Butler Chronicles di Alfred Gough e Miles Millar

1

C’era una volta un mondo fatato popolato da mistiche creature: elfi, maghi, troll e nomadi. In questo reame si trovava una pianta magica chiamata Eterea che aveva il potere di imprigionare il Dagda Mor e i suoi malvagi demoni che un tempo popolavano la terra.

1

In questo regno, tutto sembrava andare per il meglio fino a quando la giovane Amberle Elessedil decise di partecipare al guanto di ferro, cerimonia per diventare guardiano dell’Eterea, a cui mai nessuna donna aveva partecipato. Fino a qui gli elementi per un bel fantasy ci sono tutti, soprattutto se mettiamo sul piatto un mezzo elfo carino, un testosteronico druido e una subdola ed intrigante nomade.

Il pilot della prima stagione incuriosisce, ma purtroppo il seguito non credo dia merito al libro (che purtroppo non ho letto) da cui la storia è tratta. Gli eventi sono mal articolati, i personaggi poco credibili fatta eccezione per la sola Eretria (Ivana Baquero). I registi si sono limitati a buttare lì i protagonisti, gli effetti speciali e i favolosi paesaggi senza spiegare nulla. Ci si aspetta dunque che la storia si racconti da sola, ma non accade nemmeno questo. Wil Ohmsford (Austin Butler) ci viene inizialmente presentato come un povero mezzo elfo sfigato, orfano, imbranato ed ingenuo, affranto per la prematura perdita della madre. Dopo aver incontrato il mistico Druido il giovane si trasforma magicamente in un saggio e valido condottiero nonchè seduttore di fanciulle, addirittura oggetto del duplice desiderio delle due protagonisti femminili, di cui lui è alternativamente innamorato a seconda della situazione più propizia. Magari sono una nostalgica del romanticismo vecchia scuola, ma il grande amore è uno o almeno uno alla volta.

Degli altri personaggi sarebbe meglio non parlare. Trovo fastidiosa, apatica ed eccessivamente magra l’attrice scelta per interpretare Amberle, Poppy Drayton. Non rende neanche lontanamente l’idea della principessa guerriera e sinceramente per una teen series come questa è discutibile proporre ancora una volta una fisicità così scheletrica.

5.jpg

Manu Bennett, nei panni di Allanon, si ritrova a fare il baby sitter di questi giovinastri confusi, in un ruolo tutt’altro che definito, in cui sembra far tutto e alla fine non combina nulla. Potrei andare avanti ma sinceramente mi si spegne l’entusiasmo se penso all’ultimo episodio che corona egregiamente il senso di smarrimento e caos di tutta la serie, che si è limitata a mettere in scena situazioni impossibili anche in un mondo impossibile. L’unico disappunto è che The Shannara avrà una seconda stagione, ennesima situazione tra l’irreale e il poco credibile che questa serie riesce a regalare.

Salem – La seconda stagione

Bruciarsi sul finale

cast-salem-season-2-wgn-america

Non potevo esimermi dal dare il mio parere sulla seconda serie di Salem andata in onda su Sky. Grandi sono l’impatto e la presenza scenica della ormai conosciuta Lucy Lawless nei panni della glaciale e spietata Contessa Von Marburg. La Lawless, nota ai più per l’interpretazione epocale della statuaria Xena, è riuscita a reinventarsi in maniera molto capace, regalando una performance di alto livello e confermando il talento e la versatilità già visti in Spartacus. L’attrice appare a sua agio nei ruoli subdoli e meschini, in netto contrasto con la sua immagine giovanile di amazzone ribelle in lotta per la libertà dei più deboli.

Salem_15-13-2054

Un personaggio degno di nota è quello di Mercy Lewis interpretato dalla giovanissima Elise Eberle,  protagonista di scene spaventose e raccapriccianti. Un ruolo né bello né tantomeno semplice, che la Eberle incarna fin troppo bene.

elise-eberle-salem-season-2-wgn-america.jpg

Interessante il personaggio di Sebastian Von Marburg  interpretato dal neofito del piccolo schermo Joe Doyle. Intrigante, affascinante  e misterioso, anche se a tratti un po’ effeminato.

254602.960x540

Deludente è inutile il personaggio del  Dr. Samuel Wainwright che al pari di John Alden e di Tituba appare spesso ridicolo e di secondo piano. Gli altri personaggi si difendo senza spiccare, anche il piccolo John per quanto bravo non mi ha convinto fino in fondo.

oliver-bell-salem-season-2-wgn-america.jpg

Sebbene la bella Janet Montgomery sia molto capace nel ruolo di Mary Sibley diventa nel lungo periodo noiosa, ripetitiva e meno letale di quello che avrebbe dovuto essere.

salem-movie-still-3

Nel complesso una serie  ben realizzata, con favolosi costumi, intriganti set e spaventosi effetti speciali, che tuttavia si brucia con un finale mediocre e scadente. La speranza è che possa ripartire con il piede giusto, dando vita ad una terza stagione fatta come si deve.