Recensione Racconti di Follia di Patrick McGrath

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Il profilo di questo autore mi ha incuriosita molto e gli elogi per il suo romanzo Follia mi hanno indotta a scoprirne di più. Sfortunatamente causa quarantena mi è stato impossibile reperire una copia di quel testo a un prezzo ragionevole così ho ripiegato su questa raccolta. McGrath è molto puntiglioso sulle descrizioni, precise e accurate, sono tuttavia carenti i dialoghi e alcuni racconti sono a mio avviso senza senso. Non escludo che possa esserci un profondo e intricato messaggio nascosto, ma ahimè non sono riuscita a coglierlo. Dopo sei racconti ho sospeso la lettura. Il perdurare del raccontato senza mai rendere viva e dinamica la narrazione rende le storie spesso pesanti e noiose. Probabilmente mi sfugge qualcosa della visione di McGrath, ma del resto mai come in questa occasione sono curiosa di avere pareri in merito che mi illuminino sul fine dei suoi lavori. 

scimpanzé+e+colore+rosso

Recensione – La voce della morte di Andrea Del Castello

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Tutto comincia con una giovane vita interrotta, Roberto Desideri, viene trovato cadavere davanti a una discoteca. Un caso apparentemente banale, quasi da non menzionare nelle pagine di cronaca nera, eppure il commissario Giorgio Cani fiuta qualcosa d’inquietante. Quello di Desideri sarà solo il primo di una serie di efferati delitti e l’inizio di una lunga e intricata indagine. Nel complesso una storia ben articolata, dettagliate le descrizioni della cornice, Parma, testimone silenziosa dell’ordinaria follia di un pazzo o semplicemente della follia del genere umano. Dopo la lettura, pur trattandosi di narrativa, non ci si può esimere dal farsi alcune domande. E’ la società corrotta e priva di empatia che genera “mostri” avidi di potere, gloria, ricchezza e sangue? O essa stessa rispecchia la mostruosità della natura umana nella sua semplicità, mai paga di ciò che ha, che vive in bilico su una perenne inquietudine placata solo da vizi? 

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Recensione “Ricordati di guardare la luna” di Nicholas Sparks

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Sparks non ha certo bisogno di nuove recensioni, ma sono i grandi autori ad alimentare l’amore per la narrativa. “Ricordati di guardare la luna” ha una trama semplice. Parla di un colpo di fulmine tra mare, surf, e cieli stellati. I protagonisti John Tyree e Savannah Lynn Curtis sono i classici modelli di un’America per bene. Lui ex ragazzaccio di un piccolo paese decide di redimersi e d’iniziare la carriera militare. Lei, bella e brava ragazza casa, scuola e chiesa. Personaggi praticamente perfetti, con piccole fragilità compensate da grandi valori, in cui è difficile immedesimarsi.  Nelle parole di Sparks tuttavia c’è un magico magnetismo. La cura dei dettagli del quotidiano é minuziosa, tanto da rendere un personaggio di base poco interessante come il padre di Jhon, con le sue routine e le sua ossessione per le monete, speciale e amabile. Questo è il secondo testo di Sparks che leggo e ho la conferma che per l’autore il vero amore debba essere struggente, qualcosa di molto diverso da una banale infatuazione o dal desiderio fisico. Un sentimento che va al di là della logica e del benessere per sé stessi, anzi più l’amore è impossibile più diventa puro e indissolubile. Questo è un romanzo di formazione in cui viene descritta la crescita di John, da una fase iniziale dove tutto sembra possibile a una fase adulta dove i sogni s’infrangono facendo i conti con la realtà. In certi momenti credo che la pillola amara sia stata addolcita, e che i personaggi di Sparks siano più come dovremmo essere che come siamo in realtà, talvolta schiavi di vizi e desideri. In narrativa tuttavia è lecito aspettarsi profili ineccepibili che siano d’esempio e conforto.

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Il gioco del ragno un romanzo di Donatella Perullo

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Seguo questa autrice da diversi anni ormai e mi ha emozionato vedere la sua ascesa e trovare il suo romanzo sugli scaffali delle librerie. Donatella ha uno stile di scrittura semplice e raffinato allo stesso tempo. Mi ha colpito molto il folklore che emerge dai suoi dialoghi unito all’orgoglio per la sua regione che rende vivo il testo fino all’ultima pagina. Ho apprezzato i personaggi principali e tutta la vicenda che si articola in maniera difficilmente prevedibile, con diversi colpi di scena che vanno a rimescolare le fila della storia. Se di un ragno si parla nel titolo, anche Donatella tesse le trame di una storia interessante, con una morale e un messaggio importante, un manifesto contro il femminicidio e un monito di speranza dopo un’atroce sofferenza. Si parla di amore in maniera romantica, quasi sussurrata e vissuta privatamente dai due protagonisti, Mizar e Andrea, una coppia predestinata, la cui unione è scritta nelle stelle. Una serie di eventi porterà i due protagonisti a incontrarsi e a scontrasi. Molti i momenti di tensione in questo noir, che t’impedisce di lasciare la lettura. Toccante il ringraziamento dell’autrice, che a differenza di molti riserva una fetta importante ai suoi lettori, vero motore pulsante della carriera di ogni scrittore.  

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Recensione del “Il gioco del re” un romanzo di Flavio Passi

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Il gioco del re

Fabio, uomo di successo, 33 anni titolare di diverse agenzie immobiliari, conduce una vita agiata, tra  piaceri e divertimento. I soliti amici di sempre e un grande successo con le donne. La felicità per alcuni, tuttavia pare essere una chimera, l’anima sembra essere sempre inappagata e alla ricerca di qualcosa di diverso. Dopo l’incontro con una misteriosa donna la vita di Fabio riceve una scossa che farà crollare le sue certezze come un castello di carte. Erotismo, perversione, una realtà celata negli angoli più oscuri e sinistri dell’animo umano. Prende così vita un gioco sempre più spinto, tra ossessione, desiderio e passione. Amore oppure solo un gioco crudele  dove scindere tra realtà e manipolazione diventa difficile e doloroso? 

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