Le inutili morti dell’odio

Non posso esimermi dal parlare di quello che sta accadendo in queste ore, profondo è il dolore per i caduti in questa guerra impari e sleale. Straziante l’idea di perdere un figlio, un genitore, un amico o un parente in questo modo assurdo. Niente giustifica questo. Il fondamentalismo genera sole morte e miseria. Mi crea sgomento come i giornali riempiano le prime pagine con i loro terroristici articoli. Mi disgusta il come DOPO si debba correre ai ripari e alzare i livelli di sicurezza. Dopo è tardi …

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Crimson Peak un film di Guillermo Del Toro

Oscuri segreti di famiglia

Crimson-Peak

(Voto 7 su 10)

Da vedere? Si

Una storia di fantasmi è sempre una storia di fantasmi, non c’è molto da capire e poco importa se la trama qua e là fa acqua come il tetto della terrificante e favolosa villa Sharpe. Del Toro in questo film centra il suo obbiettivo costruendo un horror godevole in grado di incantare e spaventare. Una giovane aspirante scrittrice, intelligente e dolce, Edith Cushing donna di un inizio ‘900 cupo e gotico. Una perdita improvvisa e dolorosa, un monito raccapricciante ed inquietante che stride con la bellezza della giovanissima Edith da bambina, in una casa già poco adatta ai sogni lieti. Edith diventa donna ed inaspettatamente si innamora dell’intrigante e maledettamente brillante Thomas Sharpe. Una morte inaspettata e truculenta lascia Edith sola al mondo e stordita dalla sua nuova ed oscura passione decide di lasciare la sua città e il buon dottore Alan McMichael, per il più stuzzicante baronetto. Da qui lo spettatore viene accolto nella spettrale ed inquietante villa Sharpe, una dimora grottesca al limite del surreale, che la terra stessa vorrebbe inghiottire per celarne gli oscuri segreti. Un susseguirsi di immagini d’effetto al limite tra l’incantevole ed il terrificante, tra oscuri rumori e la scarlatta e straripante argilla di Crimson Peak, che come sangue sgorga copiosa in ogni luogo. Un film che non ha deluso le aspettative, un cast formidabile ed intrigante. Spettacolari le location ed i lussuosi abiti che creano un piacevole contrasto con i tetri e spettrali scenari, regalando all’occhio immagini di forte impatto. Nel complesso un po’ carenti gli effetti speciali usati per la realizzazione degli spettri. Impeccabile l’interpretazione di Jessica Chastain nel ruolo di Lucille Sharpe, che assieme alla bella Mia Wasikowska hanno centrato i loro personaggi, un po’ meno convincente quella di Tom Hiddleston che perde di carisma e magnetismo con l’evolversi della storia. Una pellicola che fa il suo sporco lavoro ma che tuttavia pecca di una pesante sensazione di déjà-vu e di poca originalità.

Crimson Peak

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L’arte del fumetto

VOTATE PER LUCIO IL RAMMARRO

SE NO …

 POI CI RESTA MALE POVERINO

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Sono tra i 10 finalisti del concorso Fiction & Comics 2015 

CHE EMOZIONE … NON SI ERA MAI VISTO UN RAMARRO CAMPIONE

Mi sarebbe piaciuto da sempre saper disegnare ma ahimè sono più portata per l’arte astratta. Sul mio libro.it ho scoperto invece qualcuno che sta facendo fruttare bene il suo talento: sto parlando di Daniele Giolito che in collaborazione con Fabio Massa hanno dato sfogo alla loro fantasia. I dolci occhioni di Lucio il ramarro, mi hanno conquistata, allora ho voluto saperne di più. Giolitto non usa la sua arte solo per divertire, ma anche per scopi importanti.

UN IMMAGINE SPESSO VALE Più DI MILLE PAROLE

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I disegni di Daniele trasmettono vitalità e passione. Un po’ mi rivedo nella sua esperienza, capita che gli autori stressino tutti con le loro storie e farci dell’ironia mi ha divertita moltissimo. In questo caso poi sembra che il detto, “chi trova un’amico trova un tesoro” non è mai stato più vero dato che dalla creatività di due menti artistiche (ognuna a modo suo) sono nati tantissimi personaggi con molte storie da raccontare. Come tutti i personaggi moderni anche Lucio e i suo amici hanno un sito che aspetta solo di essere visitato.

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CORRETE … 

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Tutti i disegni ovviamente sono stati realizzati da Daniele Giolito! 

SCHEGGIA 8 – USCITA NEI PRINCIPALI STORE ON LINE

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USARE

Dopo una lunga attesa e il dubbio amletico fra auto-pubblicazione e ricerca disperata di un editore, ha vinto ancora una volta la prima strada e SKEGGIA 8 è ora disponibile per tutti i formati standard sui principali ebook store online, a fare compagnia ai suoi fratellini “Un male immenso” e “Come il ghiaccio d’estate“.

SKEGGIA 8 è per me un romanzo di rottura, il titolo ha infatti diversi significati, che starà a voi scoprire. Cambia il genere e lo stile narrativo, sono passata dal romance contemporaneo alla fantascienza e dalla prima alla terza persona narrante. Scrivere questo libro è stato un vero spasso, un’occasione unica per giocare con la realtà costruendo un mondo che fino a qualche tempo fa esisteva solo nella mia mente.

Spero che Didi e le sue avventure possano conquistarvi e rapirvi nel suo universo, tra corse clandestine e improbabili missioni. Ho in mente di scrivere ancora di lei e di creare nei prossimi anni una vera e propria saga, sperando che appassioni chi deciderà di volare con me in questa nuova avventura.

Non posso far altro che lasciarvi ai commenti di chi già lo ha letto, augurandomi che diventino sempre più numerosi!

Lo so che la passione non basta e non si può vivere scrivendo, ma ciò non ha comunque impedito a Didi di spiccare il volo non solo per me ma per chiunque la vorrà seguire…

Fratelli unici un film di Alessio Maria Federici

Solo attori belli

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( Voto 1 su 10)

Da vedere? Assolutamente NO

A volte, come in questo caso, mi chiedo il perché di certi film. Se non si hanno delle idee, non si dovrebbe fare cinema, ma purtroppo chi potrebbe averle ha non ha i mezzi per farle fruttare. Al di là di questo sfogo, il film non sta in piedi, questa è una delle prime volte in cui ho interrotto la visione di una pellicola senza grande rammarico. Ho visto di peggio, ma almeno in quei casi erano si trattava di film americani di fantascienza dove il rischio di fare un pasticcio era dietro l’angolo. Qui parliamo della solita commedia italiana buonista, con annessi gli stereotipi del caso. I due fratelli bonazzi, uno dedito al lavoro e l’altro impunito play boy e poi una strana amnesia che fa tornare uno dei due mentalmente bambino. Non potevano poi mancare le bonze, come se il mondo fosse una sorta di parco giochi di Barbie e Ken. Un film vuoto, senza contenuti, almeno fino a dove mi sono fermata nella visione. Piatto e prevedibile, senza nessun colpo di scena e comunque basato su un avvenimento che proprio non sta in piedi. Insomma Raoul Bova e Luca Argentero dovevano proprio essere in bolletta per aver preso parte ad un film del genere.

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