Birdman un film di Alejandro González Iñárritu

Un oscar che vale

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(Voto 10 su 10)

Da vedere? Assolutamente si

Riggan Thomson è una celebrità di Hollywood non più nel fiore degli anni, divenuto famoso grazie al ruolo del super eroe alato Birdman. Riggan vuole dimostrate a sé stesso e al mondo di essere molto di più che una star priva di talento. Decide quindi di investire tutti i suoi soldi in uno spettacolo teatrale diretto ed interpretato da lui. Il regista di Birdman riesce a mettere in scena uno spettacolo nello spettacolo, in cui la vita vera si confonde con la finzione e con l’immaginazione. Un viaggio non solo nei back stage teatrali, ma nella psiche umana. Assistiamo ad una lotta tra l’io ed il super io del protagonista, che nell’estenuante ricerca dell’ammirazione del pubblico perde e confonde la sua identità con quella dei suoi personaggi. Una presuntuosa e pungente critica verso il mondo dello star business e la spettacolarizzazione di prodotti cinematografici privi di trame, emozioni e sentimenti a beneficio di portentosi effetti speciali e pornografia a buon mercato in un mondo che punta alla fama e alla viralità sui social senza tuttavia trarne appagamento e gratificazione. Un film che riesce ad essere vivo, ironico, originale, brillante e stupefacente. Un cast molto capace su cui tra tutti spicca uno spettacolare e memorabile Edward Norton.

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The Danish Girl un film di Tom Hooper

Quando si dice amore …

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(Voto 8 su 10)

Da vedere? Si

Un film controverso e molto ben realizzato che descrive poeticamente l’altra faccia dell’amore, quella più preziosa e nascosta: la comprensione. La storia di Wegener non è solo quella di un uomo che realizza di essere prigioniero di un corpo che non rispecchia la sua essenza. Wegener ha la grande fortuna di avere al suo fianco una donna molto intelligente ed innamorata, che a dispetto della gretta ed arretrata società danese dei primi del ‘900 non crede nella pazzia del marito e tenta di capirlo. Sia Eddie Redmayne che Alicia Vikander danno un’interpretazione viva ed emozionante dei loro personaggi portando lo spettatore ad empatizzare con la loro difficile battaglia. Sebbene il grave disagio di Wegener ed il suo coraggio siano molto ben raccontati, ritengo che  la vera eroina del film sia la giovane e coraggiosa Gerda che resta accanto al marito in tutto il suo percorso di transizione. Un film capace di far luce su alcune verità “scomode” della nostra società così fedele alle sue regole morali e sessuali ed incapace di dare una spiegazione plausibile a ciò che è fuori dagli schemi.

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Monster un film di Patty Jenkins

QUANDO L’UNICO AMORE

CHE CONOSCI SI CHIAMA ODIO

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(Voto 9 su 10)

Da vedere? Si, ma molto impegnativo

Un film forte, crudo e cruento, una storia che probabilmente non si voleva conoscere, un grido d’aiuto che non sarà ascoltato da nessuno. Non è piacevole pensare al lato oscuro e perverso del mondo, è più facile far finta che non esista.  Un film del 2003 che non ho mai avuto il coraggio di vedere, nonostante Charlize Theron; un’interpretazione la sua che ha dell’incredibile. In questa pellicola diventano protagoniste la mediocrità e la bassezza, nonché l’ultima persona che la storia vorrebbe ricordare, una prostituta omicida che ci racconta la sua vita e ci introduce nel suo spietato e precario mondo. Vi sono in gioco molti temi etici: il bigottismo nei confronti dell’omosessualità, le perversioni degli uomini che affollano le strade in cerca di piacere a pagamento e la vita incompiuta di una donna che cerca il suo posto nel mondo senza trovarlo. Nel caso di Aileen Wuornos la giustizia ha fatto il suo corso ed in un modo imprevedibile e non lontanamente desiderabile le ha regalato una forma perversa di fama, quasi una beffa rispetto ai suoi romantici sogni infantili.  Per questo voglio concludere la recensione con il monologo di apertura del film, in cui una dolce bambina interrotta sognava solo di essere vista e amata.

“Sì, avevo un sacco di sogni. Forse voi mi prenderete per una vera romantica, però io credevo sinceramente che un giorno questi sogni si sarebbero avverati. E così stavo lì ore e ore.Con il passare degli anni ho imparato a non confessarlo più agli altri, dicevano: sono tutti sogni. Ma a quel tempo io ci credevo con tutto il cuore, e così quando mi sentivo giù mi nascondevo coi miei pensieri nell’altra mia vita dove ero un’altra persona. Mi piaceva l’idea che tutta quella gente non sapesse chi sarei diventata, tanto prima o poi l’avrebbero visto. Avevo sentito dire che Marylin Monroe era stata scoperta in un negozio a vendere bibite e pensavo che anche a me sarebbe potuto succedere, e così ho incominciato da giovanissima ad andare in giro a cercare segretamente la persona che mi avrebbe scoperto. Era questo. O magari quest’altro. Chi può dirlo? Anche se non potevano farmi arrivare fino in cima come Marylin, potevano comunque credere in me quanto bastava, mi potevano vedere per quello che ero in grado di diventare, pensare che ero bellissima come un diamante grezzo, potevano condurmi verso la mia nuova vita, il mio nuovo mondo dove tutto sarebbe stato diverso.Sì, ho vissuto tanto tempo in questo modo, nella mia testa, sognando così. Era bello ma un giorno è finito tutto.

I due volti di Charlize Theron

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