SKEGGIA 8 – EPISODIO I — RECENSIONE DI EMANUELA

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La storia che la scrittrice, Eleonora Panzeri, ci regala, arriva dal futuro. Una città immaginaria in cui millenni fa, gli umani hanno trovato rifugio,  inventando una nuova vita. Una fantascientifica Atlantide, popolata da una moltitudine di personaggi, resi quasi palpabili da una abile penna. Una per tutte, Lentina, la cui esse azzetata evoca quella sibilante della zanzara, ricordandoci che è un essere metà donna metà insetto. La storia scorre fluida in una accattivante serie di avventure che hanno come filo conduttore la dissolutezza. Perché il lupo perde il pelo ma non il vizio, gli umani ancora una volta non hanno saputo imparare dai loro errori e hanno distrutto anche l’ennesima possibilità di redenzione. Geniale la trovata dell’ unguento pernicioso, un medicamento antico, efficace  come il balsamo tigre ma in grado di innalzare lo spirito, e non solo, come il viagra.

Non resta che iniziare la lettura di Skeggia 8 e farsi trasportare su altre galassie.

OGGI CON NOI – Silvia Devitofrancesco

Protagonista di oggi della rubrica OGGI CON NOI di Maria Donata Tranquilli è l’autrice Silvia Devitofrancesco con il suo romanzo:

LO SPECCHIO DEL TEMPO

Prima di lasciarvi all’intervista vi confesso che è stato il primo libro ad essere recensito su questo blog!

Link alla recensione 

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  1.  Com’è nato il tuo romanzo, e soprattutto da cosa trai le maggior ispirazioni?

Traggo ispirazione dagli eventi che accadono intorno. “Lo specchio del tempo” è nato durante lo studio matto e disperatissimo per la tesi di laurea, mentre “Ultimo accesso alle…” è nato in una calda giornata di inizio estate, durante un momento di riflessione.

  1. In che luogo e periodo è ambientata la tua storia?

“Lo specchio del tempo” è ambientato a Bari tra Medioevo e giorni nostri. “Ultimo accesso alle…” è ambientato nell’epoca della comunicazione via chat, quindi non in un luogo geografico specifico.

  1. Cosa rende speciale i tuoi personaggi? Cosa li contraddistingue dagli altri?

Cerco sempre di creare personaggi reali. Non eroi o creature irrangiungibili, ma persone con pregi e difetti, debolezze e crisi proprio come tutti noi.

4.  Quali sono i punti di forza del tuo romanzo e i temi che tocca?

“Lo specchio del tempo” sviluppa la tematica della lotta per l’indipendenza femminile. Tematica importante e alla quale tengo particolarmente, considerati gli eventi di cronaca. Punto di forza credo che sia nel manoscritto che snoda la trama.

“Ultimo accesso alle…” sviluppa la tematica della vita sempre più legata al virtuale, quando tutto passa attraverso una chat. Suo punto di forza è indubbiamente l’ironia che conduce alla riflessione.

5.  Tra i tuoi romanzi già pubblicati, a quale sei legata/o in maniera particolare?

Sicuramente a “Lo specchio del tempo” è stato il mio primo pargoletto!

6. Self o casa editrice? Parlaci delle tue esperienze in merito?

“Lo specchio del tempo” è stato per un anno e mezzo edito da casa editrice. Purtroppo oggi questa casa editrice non esiste più e quindi ho regalato al romanzo una seconda vita da self. “Ultimo accesso alle…” è nato self. Avendo provato entrambe le esperienze posso dire che sono in un certo senso complementari. La casa editrice offre più l’idea di essere scrittori, mentre col self bastano cinque minuti per pubblicare la propria opera. Col self mi sento più libera, questo sì.

7.  Perché pensi che le persone dovrebbero leggere il tuo libro?

Innanzitutto per evadere e per rilassarsi. Poi penso che i giovani debbano avere un’opportunità.

 

  1. Piccolo estratto.

Da “Lo specchio del tempo” Noi donne non potevamo comprendere i meccanismi politici. Il nostro sentimentalismo era destinato a prevalere sempre. Non riuscivo ad accettare lo spargimento di sangue innocente. Se ci fosse stata la crociata, avrei visto gli uomini partire. Avrei visto madri, logorate dalle lacrime e dal dolore, invecchiare precocemente. Che senso aveva, allora, avere figli, sopportare i travagli del parto, se poi bisognava consegnarli a un triste destino? Probabilmente ragionavo da egoista, ma tutto quel dolore non volevo provarlo.

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A quel tempo esisteva una strana logica che governava il mondo umano: il destino di un individuo dipendeva dal suo sesso. Se fosse nato un piccolo uomo, questi, sarebbe stato destinato alla guerra, a un ruolo di prestigio, oppure a mestieri mercantili. Se, invece, fosse stata una piccola donna a nascere, questa sarebbe stata destinata all’oblio e a generare, a sua volta, nuovi piccoli uomini e donne. Io appartenevo a una famiglia di conti, una famiglia importante, vicina all’imperatore. Ero diversa dalle donne del popolo. Non soffrivo la fame, avevo bei vestiti, la servitù a mia disposizione, ma un cuore gelido e un destino infelice. Il mio palazzo era una gabbia dorata. Non avevo libertà e la malinconia era la mia migliore amica. I giorni e i mesi mi passavano accanto senza che me ne rendessi conto. Ogni nuovo giorno era identico a quello che l’aveva preceduto. E io ero sempre tanto sola. Avevo trovato una via di fuga dalla realtà nei libri. Ero una delle poche donne del territorio a essere in grado di leggere e scrivere. Mio padre aveva preteso che studiassi, ma che non m’interessassi della vita contemporanea. Leggere mi permetteva d’immaginare un mondo libero dalle convenzioni sociali, senza soprusi e prese di potere. Un mondo senza sangue gettato per le vie. Tenendo il rosario ben stretto in mano, chiedevo a Dio, ovunque Egli fosse, di ascoltare la mia preghiera. Lo invocavo con tutta la forza e la fede che trovavo in me. Basta sangue, basta pianti di bambini orfani: avrebbe potuto prendere me e risparmiare loro.

Da “Ultimo accesso alle…” Tutti noi oggi viviamo in funzione di Whatsapp; la prima parola che i bambini tra qualche anno impareranno a pronunciare non sarà più “papà” ma “Whatsapp”; persino la Terra gira seguendo l’orbita denominata “Whatsapp”. No, non sto esagerando.

Whatsapp è la nuova frontiera della comunicazione, capace di suscitare dipendenza tanto quanto un pacchetto di sigarette e lo dimostra il fatto che per strada basta un suono acuto per far scattare un controllo di massa al proprio smartphone.

In tempi di crisi, il prodigioso sistema di messaggistica consente un risparmio incredibile nel momento in cui una romantica storia d’amore raggiunge il capolinea. Addio SMS, i fidanzati adesso si lasciano su Whatsapp attraverso un messaggio vocale, decisamente meno freddo delle scontate parole di commiato, oltre che ricordo perpetuo della suadente voce dell’ormai ex partner.

Immaginiamo che una creatura proveniente da un altro pianeta un bel giorno decida di compiere un viaggetto sulla Terra. Cosa si troverebbe davanti agli occhi? Tanti umanoidi con la bocca attaccata al microfono del cellulare intenti a mandare messaggi vocali servendosi del mitico Whatsapp, che almeno, grazie a questa potentissima funzione, preserva le dita dal rischio tendinite. I medici applaudono, entusiasti.

Se con Facebook tutti erano stati colpiti dalla sindrome visualizzato alle…, con Whatsapp la sindrome è ancor più grave e deleteria.

Bravi, avete colto il nocciolo della questione. È tutta una questione di ultimo accesso alle…

     Una tragedia, un morbo pericoloso più dell’influenza aviaria, un’entità misteriosa sulla quale i filosofi del nostro tempo si stanno interrogando e alla quale verrà dedicato uno speciale di Superquark.

Perché il soggetto x, pur essendosi collegato, non ha contattato il soggetto y?

Le risposte a questa domanda sono molteplici e vanno dal vittimismo cosmico: “X mi odia”,“X preferisce altri a me” e “X parla con altre persone, ignorando me”, alle ipotesi più suggestive: “Si è verificata l’apocalisse ed io non ne sono al corrente” oppure “È iniziata la Terza Guerra Mondiale e x è stato chiamato al fronte tramite messaggio vocale”, fino a “X è asociale”, “Io contatto ogni giorno tutti i miei amici whatsappini” e “Io dispenso cuoricini e faccine sorridenti, poiché credo nei rapporti interpersonali”.

  1. Trama del tuo libro

Riporto le sinossi ufficiali: “Lo specchio del tempo” Due donne diverse dai destini intrecciati, l’una lo specchio dell’altra. Un manoscritto le farà incontrare mettendo così a confronto due epoche diverse e due donne simili, vittime di un padre padrone, ancorate a un amore romantico, capaci di lottare per la vita.
Due storie legate dallo specchio del tempo, dove il passato incontra il presente e in cui due donne lontane eppure vicine, lottano per rivendicare il diritto di scegliere il proprio destino e il loro sogno d’amore.

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Intervista a cura di Tranquilli Maria Donata

OGGI CON NOI – Lay Ramirez

 

Protagonista di oggi della rubrica OGGI CON NOI di Maria Donata Tranquilli è l’autrice

Lay Ramirez con il suo romanzo:

UNA RAGAZZA TRANQUILLA 

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  1. Com’è nato il tuo romanzo, e soprattutto da cosa trai le maggior ispirazioni?

Il mio primo romanzo “Una ragazza tranquilla” è nato molti anni fa, prendendo spunto da emozioni ed esperienze vissute realmente e poi ricamate di tanta fantasia. Non c’è nulla di più stimolante della realtà…Spesso rielaboro gli accadimenti della mia vita che più mi hanno segnata e coinvolta e li trasformo in storie, sogno ad occhi aperti e ricostruisco persone, luoghi e sentimenti.

  1. In che luogo e periodo è ambientata la tua storia?

La storia si snoda tra Staranzano e Trieste, la mia città. Non c’è una data precisa, ma è chiaro che si svolga ai giorni nostri, anche se qualche lettore mi ha confidato di essersi immaginato si svolgesse decenni fa…

  1. Cosa rende speciale i tuoi personaggi? Cosa li contraddistingue dagli altri?

L’umanità. Le mille sfumature e contraddizioni. Gli errori e la vitalità.

4. Quali sono i punti di forza del tuo romanzo e i temi che tocca?

Margherita, la protagonista, è alla ricerca di una identità e della vita, una vita piena di cui riappropriarsi. Questa ricerca la porterà ad affrontare sé stessa, quella che è veramente, le infrangerà il mondo dei sogni e le restituirà la realtà. Sotteso nel romanzo è anche un senso di solitudine e di isolamento, anche per il fatto che nessuna delle persone che la circonda la conosce veramente. Poi c’è anche il legame affettivo col cane, un sentimento limpido e spontaneo che le permetterà di affrancarsi.

5. Self o casa editrice? Parlaci delle tue esperienze in merito?

Per ora mi sono arrangiata in tutto da sola. Sono una selpublisher al 100%. E un po’ mi sono pentita, perché dietro c’è un grande lavoro e io mi sono tuffata in questo mondo alla cieca, senza sapere e senza programmare nulla. Non ho mai avuto contatti con CE ma in futuro credo che mi darò da fare.

6.  Perché pensi che le persone dovrebbero leggere il tuo libro?

Alcuni, leggendo velocemente la sinossi o dando un’occhiata superficiale qua e là, credono che il mio sia un romanzo rosa, dal finale ricco di fiori e cuoricini. Non lo è affatto. I protagonisti e il finale non sono affatto scontati e nulla è ciò che sembra realmente. Dimenticate le storie in cui tutto alla fine è facile e sereno.

7. Piccolo estratto

“Stava forse per urlare o per ucciderlo ma si ritrovò a baciarlo. Una bocca caldissima. Un sapore aspro. Le sembrava di affondare in lui come la lama del suo coltello.
Non baciava un altro uomo da anni e in quel momento credette di non averlo mai fatto prima.”

8. Trama del tuo libro

La ragazza tranquilla è Margherita, una giovane che vive un’estate infuocata tra Trieste e Staranzano. La sua non è una storia qualunque e nasce in una provincia addormentata dove il rumore della sera si posa sui prati e culla i sonni di una famiglia perbene, ignara dei veri sentimenti di Margherita e delle sue avventure . E’ anche la storia di una scoperta e di un cambiamento, quando uno sconosciuto si insinua nella sua vita e distrugge lentamente il piccolo mondo di consolidati affetti che circonda da sempre la ragazza. L’uomo non ha nemmeno un nome ma alla protagonista ciò non importa: sarà lei a chiamarlo, a conferirgli un’identità, in qualche modo quasi a crearlo, riempendolo delle sue aspettative e delle sue speranze. La loro comunicazione è prima di tutto sessuale e per questo nessuno dei due sente l’esigenza di porsi delle domande sul domani, o sulla vita dell’altro. Dopo il loro incontro nulla sarà più come prima e anche Margherita dovrà fare i conti con una sé stessa inaspettata e, a tratti, crudele.

 

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“Turbamento” di  Pierangela Bilotta

 Intervista a cura di Tranquilli Maria Donata

OGGI CON NOI – Diego Zappaterra

Protagonista di oggi della rubrica OGGI CON NOI di Maria Donata Tranquilli è l’autore

Diego Zappaterra con la suo raccolta di racconti:

L’ORO DEL PASSATO

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  1. Com’è nato il tuo romanzo, e soprattutto da cosa trai le maggior ispirazioni?

Il mio libro è fatto di più storie, slegate fra loro ma unite dal tema del sogno e da quello dei sentimenti. Su tutte “L’oro del passato” è di certo la storia più importante, oltre che la più lunga, e per questo anche quella su cui ho lavorato di più. Trattandosi di tante storie, ciascuna è nata in momenti diversi; credo sia questa la cosa che più adoro dei racconti e che mi ha portato a farne un libro, la capacità di vederli nascere in qualsiasi momento e da qualunque cosa ci sia intorno a noi. Direi che l’ispirazione per me è osservare al meglio ciò che mi circonda e interpretarlo in modo diverso, più fantasioso forse.

  1. In che luogo e periodo è ambientata la tua storia?

“L’oro del passato” è una storia raccontata in due momenti diversi ma nello stesso luogo, la Parigi anni 20 e quella attuale. Le due epoche si alternano l’un l’altra per seguire le vicende dei protagonisti fra com’erano allora a come sono adesso, uniti anche da un oggetto misterioso che, in qualche modo, li tiene “legati” al loro passato. Per gli altri racconti invece ho scelto luoghi immaginari o momenti nel tempo non sempre definiti.

  1. Cosa rende speciale i tuoi personaggi? Cosa li contraddistingue dagli altri?

Quando cerco una storia spesso e volentieri la cerco negli altri, nelle persone che mi circondano o che ho conosciuto in passato, che mi hanno comunicato qualcosa, permettendo alla mia mente di viaggiare su loro e sulle loro vite. Non saprei dire se i miei personaggi sono buoni ma cerco sempre di renderli veri, simili a coloro che ho conosciuto ma rendendoli unici, rendendoli miei.

  1. Quali sono i punti di forza del tuo romanzo e i temi che tocca?

Nelle mie storie cerco sempre di raccontare quello che è semplice. La semplicità nel sognare attraverso i pensieri di un bambino (“C’è un bimbo appeso alla luna”), la semplicità dietro il desiderio ossessivo di essere migliore di tutti, anche a discapito di qualcun altro (“Il canto del gallo della signora Delgado”), ma anche la semplicità di un rapporto padre figlio (“La teoria del cowboy”) o di un amore per un passato che, forse, non tornerà mai (“L’oro del passato”).

 

  1. Self o casa editrice? Parlaci delle tue esperienze in merito?

Fin’ora ho pubblicato solo in self con Youcanprint e ho trovato il loro servizio piuttosto buono. L’ho scelto per i miei racconti in quanto soluzione più adatta al tipo di libro, meno richiesto dagli editori e anche dai lettori, e quindi più vicina al mio esordio come scrittore in questo genere letterario.

  1. Perché pensi che le persone dovrebbero leggere il tuo libro?

Intanto perché leggere è la cosa più bella del mondo, ve lo dice uno che ci lavora nei libri, che li vende e li maneggia, e non credo ci sia nulla di più affascinante. E poi perché i racconti, anche se spesso vengono snobbati, molte volte dicono più di un romanzo di mille pagine o ti lasciano dentro anche un ricordo più forte. Nelle mie storie cerco sempre di metterci qualcosa che possa restare dentro al lettore, che si possa portare con se almeno per un po dopo che ha chiuso il mio libro.

  1. Piccolo estratto.

Dato che nel mio libro ci sono più storie, ho scelto due diversi estratti a cui sono particolarmente legato.

“Erano gli anni delle follie e dei grandi cambiamenti. La guerra aveva lasciato un segno profondo e si cercava di cancellarlo con ogni mezzo possibile, fosse utile o meno. Parigi, in questo, ne fu regina. Le sale da ballo, i locali e i ristoranti, le ville degli individui più influenti di Francia; non c’era angolo di Parigi che non offrisse divertimento e voglia di dimenticare. Il vino era una delle grandi fortune della Ville Lumiere, se ne importava di continuo e altrettanto se ne consumava. Per questo il quartiere Bercy, nonostante non offrisse alcun tipo di divertimento o distrazione, era divenuto così importante per tutta Parigi.

Quando molti anni prima Teresa mise piede per la prima volta nel XII Arrondissement non avrebbe mai pensato di trovarvi un amico, tanto meno di trovarvi qualcosa che fosse un minimo interessante per una giovane ragazzina per bene come lei in mezzo a tanta confusione…”

(da “L’oro del passato”)

“C’è un bimbo appeso alla luna.

Ha una bretella della salopette impigliata nella punta inferiore dell’enorme spicchio. Braccia e gambe ciondolano nel vuoto. Porta un cappellino blu scuro che ogni tanto gli scivola sulla fronte; quando succede se lo rimette a posto con un gesto tranquillo, per nulla spaventato dall’altezza o dal rischio di cadere. I suoi occhi sono celesti come il cielo di primavera. Sotto di se le strade del paese, gli ampi giardini delimitati da staccionate e siepi, le grandi piante e i lampioni che illuminano qualche vicolo. Lui lassù nel cielo fra le stelle, il resto del mondo sotto i suoi piedi.”

(da “C’è un bimbo appeso alla luna”)

  1. Trama del tuo libro

“In un immaginario museo di Parigi è custodita una misteriosa bottiglia che proviene dagli anni Venti. Al suo interno un roseo bagliore attira i visitatori più incuriositi. Di quel segreto tanto grande in pochi ne sanno qualcosa e fra loro c’è Pablo, il narratore di questa storia. Sarà lui a guidarci nel Musée de l’Or du Passé, per scoprire cosa si cela dietro quell’oggetto e ritrovare il proprio oro del passato.

E poi Almunda Delgado, una donna di famiglia e di fede, attenta e diligente, che forse non è soltanto quello che da a vedere. C’è anche un padre che fa il cowboy, un anziano burbero, una donna con la pettinatura pessima e un ukulele magico. Sono loro e molti altri gli ingredienti scelti per questa raccolta di racconti. Un’insieme di storie ambientate in svariati luoghi, periodi storici e contesti sociali, nei quali ricorre e sembra unirli idealmente il tema del sogno.”

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Intervista a cura di Maria Donata Tranquilli

 

OGGI CON NOI – Monica Gatto

Oggi per la prima volta Le infinite vite di un’autrice apre le porte ad una collaborazione con il sito Passione LibriAll’interno della sezione A TU PER TU CON L’AUTORE, verrà riservato uno spazio alla rubrica OGGI CON NOI redatta da Maria Donata Tranquilli.

La prima intervista nata da questo nuovo gemellaggio è riportata di seguito e vede come protagonista la scrittrice Monica Gatto ed il suo libro:

Solo una storia d’amore e di troppe paturnie

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  1.  Com’è nato il tuo romanzo, e soprattutto da cosa trai le maggior ispirazioni?

Sono banalissima, da un sogno sul primo incontro tra due ragazzi… Da lì in poi gli ho costruito intorno una lunga storia che, da unico volume che doveva essere, è diventata una trilogia. Prendo ispirazione da molte cose, film, libri, canzoni, racconti di amiche raccolti nel corso degli anni, ma tante vicende sono tratte dai miei ricordi personali. È stato bello riviverli vivendoli dall’esterno. I tre romanzi sono una sorta di diario, seguono passo a passo lo svolgersi del rapporto tra Giulia e Davide, dal loro primo incontro a… Beh, questo aspetto a dirtelo perché il volume conclusivo deve ancora uscire.

  1. In che luogo e periodo è ambientata la tua storia?

Mi piace scrivere di ciò che conosco, quindi l’intera storia si svolge ai giorni nostri e nella mia città, Milano. Ci sono anche alcune capatine a Londra e New York, entrambe città che adoro.

  1. Cosa rende speciale i tuoi personaggi? Cosa li contraddistingue dagli altri?

Credo che a renderli speciali sia la loro normalità, volevo creare dei personaggi coi quali entrare facilmente in sintonia e sono quasi certa di esserci riuscita. Vero che Giulia si fa spaventare da molte paturnie, ma questo non la frena mai dal raggiungere l’obiettivo. E’ dolce, romantica, sensibile, ma anche battagliera e orgogliosa quindi, anche se innamorata alla follia di quel ragazzo, non significa che gli renderà la vita facile. Lui, Davide, e’ protettivo, affettuoso, spiritoso, bellissimo… E ha una buona dose di difettucci che lo allontanano dalla perfezione. Insieme fanno scintille fin dall’inizio e i bisticci sono in escalation con l’evolversi del loro rapporto, indubbiamente le parti che più mi sono divertita a scrivere. Un gruppo di amici ruota intorno a loro, ognuno con le proprie caratteristiche e ognuno pronto a fare ciò che ci si aspetta da un amico.

4. Quali sono i punti di forza del tuo romanzo e i temi che tocca?

Ne sono convinta, il punto di forza della “mia” storia d’amore e’ quello di essere simile a quella che tante di noi abbiamo vissuto. Il filo conduttore sono le paturnie, perché anche la più tosta delle ragazze, quando incontra il grande amore, si tormenta per la paura di perderlo. Ti dirò, e’ una soddisfazione enorme quando, tramite le varie recensioni, scopro che quasi tutti si immedesimano in esse.

5. Tra i tuoi romanzi già pubblicati, a quale sei legata/o in maniera particolare?

Sono usciti due volumi di questa lunga storia d’amore e, se proprio devo, dirò che sono più legata al primo. Ma solo perché è stata la realizzazione di un bel sogno, l’inizio di una bella avventura.

6. Self o casa editrice? Parlaci delle tue esperienze in merito?

Io sono self, e ti confesso che non ho neppure provato a contattare le case editrici. Pensa che ho pubblicato quasi per sbaglio, volevo delle copie per me e i miei amici e mi sono ritrovata in tutti i book store. L’esperienza direi che è positiva, potendo preparare io i file mobi ho abbattuto i costi, e youcanprint e’ solerte nel darmi i consigli che chiedo. I guadagni sono pressoché nulli, in parte anche perché sono del tutto incapace di pubblicizzarmi. Comunque, i riscontri positivi che ricevo da persone sconosciute ripagano alla grande le mille ore passate sulla tastiera.

7. Perché pensi che le persone dovrebbero leggere il tuo libro?

Perché è una storia frizzante e divertente. Perché si affezioneranno ai protagonisti come ho fatto io. Perché è bello scoprire che il grande amore e’ a portata di mano.

  1. Piccolo estratto.

“Giulia…”, mormora soffocando un ghigno, “…tu veramente non hai idea di quello che dici. Ti prego, non dirmi che ti sei fatta paranoie per questo”.

Hey ragazzo! Sono mesi che mi faccio paranoie a causa tua, mica posso smettere di colpo solo perché mi fai il grande onore di amarmi. Mi concentro sui miei disegnini e bisbiglio:

“Forse giusto un pochino”. In fondo è solo da stamattina che ci rimugino sopra in modo serrato, nei giorni addietro era classificabile come bozza di paturnia.

  1. Trama del tuo libro “SOLO UNA STORIA D’AMORE E DI TROPPE PATURNIE”

Giulia e Davide, due ventenni di Milano, così genuini eppure a modo loro tanto complicati, aprono e chiudono questo romanzo fresco e ironico che li vede unici protagonisti. Il loro è un rapporto insolito fin dal primo sguardo, così intenso e assuefacente da spaventarli. Lo sconosciuto senso di irrinunciabilità che sentono l’una per l’altro, e la conseguente paura di perdersi, li spingono a nascondere, agli altri e soprattutto a loro stessi, quale sia il vero sentimento che li unisce. Solo il precipitare repentino delle cose, e l’immancabile batosta, li costringeranno ad aprire gli occhi. Impossibile non affezionarsi a questi due ragazzi e non immedesimarsi con i loro cervellotici ragionamenti, attraverso i quali tutti noi siamo passati almeno una volta nella vita.

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SOLO UNA STORIA D’AMORE E DI TROPPE PATURNIE – Volume 2

In Solo una storia d’amore e di troppe paturnie, Giulia e Davide si sono incontrati, sono diventati amici e, ognuno coi propri tempi, hanno scoperto di amarsi. In questo secondo capitolo della “Trilogia delle paturnie”, li vediamo gestire gli inizi del loro rapporto… una gestione che non sempre li trova sulla stessa lunghezza d’onda.

Solo una cosa potrebbe aiutarla nello scontro epico coi suoi timori, ascoltare senza filtri ciò che le dice Davide. Invece Giulia propende per i classici piedi di piombo imbrigliando sentimenti e impulsi, ma farlo con uno come lui si rivela presto impossibile. La schiettezza del pallanuotista, unita alle continue stoccate mirate a farle abbassare la guardia, la convincono ad abbandonare il lato oscuro delle paranoie. Peccato però che, nonostante lui ci si avvicini in modo quasi indecoroso, il ragazzo perfetto non esista. Detto ciò, alzi la mano chi non ha scambi di vedute col proprio innamorato, chi non ci litiga, chi non ha avuto una crisi… autorizzata o meno che fosse. Riuscirà il caratterino caparbio e frizzante della nostra protagonista a sostenerla nel tenere testa a quel turbine senza freni che è il suo fidanzato?

Il punto di vista di Davide ha qui un po’ più spazio, per permettervi di comprendere come ragiona e farvi aumentare l’infatuazione per lui… oppure la voglia di prenderlo a calci, chissà. Anche gli amici sono più presenti, pronti a intervenire bruscamente o meno quando il cervello dell’una o dell’altro rischia di implodere causa sovraccarico di emozioni.

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Intervista a cura di Maria Donata Tranquilli