Recensione Supersex

Supersex è una miniserie italiana del 2024 diretta da Matteo Rovere, Francesco Carrozzini e Francesca Mazzoleni. Racconta dagli albori l’ascesa al successo di Rocco Siffredi. Rocco nasce a Ortona in una famiglia molto umile e vive avendo come modello suo fratello maggiore, Tommaso, che con l’ambizione di “fottere il mondo” s’inserisce ben presto in giri loschi. Rocco raggiunge il fratello a Parigi, dove scoprirà la gioia del sesso libero e muoverà i primi passi verso quella che sarà la sua carriera. Ho trovato i primi due episodi abbastanza ridicoli, in quanto paragonare un pornoattore a un supereroe mi sembra davvero troppo. Dopo il terzo episodio e il più che maldestro salto temporale in cui Rocco invecchia (solo lui) tutto di colpo, la trama mi è parsa più interessante e trovo che l’interpretazione di Alessandro Borghi abbia dato profondità ed eleganza al personaggio. Il cast nel complesso è ben scelto, in particolare mi hanno colpito positivamente Gaia Messerklinger nel ruolo di Moana Pozzi, Vincenzo Nemolato nel ruolo di Riccardo Schicci e Tania Garribba nel ruolo della madre di Rocco. In questa serie viene messo l’accento sui retroscena della vita di un personaggio molto chiaccherato ma anche invidiato e su come il porno possa non essere, nemmeno per un uomo, la carriera ideale. Una serie interessante che si sofferma anche su dinamiche intime, come il rapporto di succubanza che Rocco aveva con la madre e di come certi affetti non passano mai, anche se ci hanno danneggiato. Detto questo sono dell’idea che esistano personaggi più nobili che meritano visibilità. Rocco benché testimonial del liberismo sessuale ha sempre pensato solo al suo piacere e ai suoi scopi e in questo non ci vedo nessun superpotere ma l’ennesimo pedone in mano al capitalismo in cui tutto diventa lecitamente di uso e consumo.

Recensione Damsel

Damsel è un film del 2024 diretto da Juan Carlos Fresnadillo. Racconta la storia di Elodie, principessa di un regno aspro e duro. La giovane, per salvare il suo popolo dalla miseria, acconsente a sposare il principe di una terra lontana. Tutto sembra andare per il meglio, ma la nuova famiglia di Elodie ha in serbo per la ragazza una amara sorpresa. Non ho apprezzato molto questo film, prevedibile, scontato e irrealistico. Fresnadillo dichiara che voleva introdurre un personaggio di rottura, ma per chi, come me, è nato alla fine degli anni ’80 ed è cresciuto con Xena, non credo che noterà questo intento. Millie Bobby Brown fa del suo meglio, persino non usare controfigure, ma essendo la trama così misera da sembrare la brutta copia di un episodio del Trono di Spade, non si possono fare miracoli. Oggi come oggi, non basta un brutto drago parlante per impressionare il pubblico.

Recensione One Day

One Day è un film del 2011 diretto da Lone Scherfig, che vede come protagonisti Emma e Dexter, interpretati rispettivamente da Anne Hathaway e Jim Sturgess. I due sono molto diversi: Emma è intelligente, sveglia e sagace, ma non particolarmente attraente, mentre Dexter è un bel ragazzo cresciuto in una famiglia abbiente a cui sembra venire facile ogni cosa senza il minimo sforzo. Emma aveva già notato il ragazzo in giro per il campus ma non voleva essere l’ennesima conquista usa e getta poiché per lui provava sin dal principio dei sentimenti. Dexter, dal canto suo, si stupisce che la ragazza non si conceda a lui come hanno sempre fatto tutte le altre e trova la cosa bizzarra e curiosa. I due conseguono entrambi una laurea umanistica che non garantirà a nessuno uno sbocco lavorativo. Dexter non sembra minimamente preoccuparsene e inizia la sua vita da adulto con dei viaggi in Europa. Emma, invece, si scontra subito con la durezza della realtà non avendo le spalle coperte dalla sua famiglia e si ritrova a lavorare in uno squallido fast food messicano. Nonostante le loro differenze, tra i due nasce una sincera amicizia benché entrambi provino una forte attrazione reciproca. Dexter, tuttavia, non è pronto per una relazione seria; essendo un narcisista patologico, lui ama solo se stesso e la sua vita esagerata. A dispetto delle scelte sbagliate, le cose sembrano andare meglio a lui, mentre Emma consegue risultati mediocri. La durezza della vita, però, inizia a trapelare anche nella realtà dorata di Dexter e le cose inizieranno a ribaltarsi. Ho trovato questo film particolare e romantico, ma anche molto triste. Ricorda che la vita non è eterna, che certe scelte sbagliate si pagano ma che si può sempre ricominciare, anche se il destino può essere crudele e che in certe situazioni sembra impossibile trovare la forza per andare avanti.

Recensione di Dune (parte due)

A distanza di tre anni dal primo episodio, finalmente anche in Italia esce il secondo capitolo della spettacolare saga di fantascienza nata dalla penna di Frank Herbert e diretta da Denis Villeneuve. Durante l’attesa, ho letto i romanzi, che, se da un lato hanno privato la visione della sorpresa, mi hanno aiutato a comprendere la trama. Il regista cerca di rimanere fedele ai romanzi e il cast è ben scelto. Timothée Chalamet è stato eccezionale e il suo carisma, unito a una certa dose di umiltà, rende il suo personaggio davvero epico. Un plauso anche all’antagonista nel ruolo di Feyd-Rautha Harkonnen, interpretato da Austin Butler, è stato impressionante. La fotografia, gli effetti speciali e la ricostruzione di Arrakis sono stupendi, trasportandoci direttamente nella mente di Herbert e dando vita al suo mondo con grande precisione. Tuttavia, ci sono alcune parti che generano confusione; se da un lato si spiega che non vi è nulla di veramente mistico in Paul, dall’altro vi sono troppe cose misteriose, come l’uso della voce e i poteri premonitori, che non possono essere imputati solo all’acqua della vita. Villeneuve avrebbe potuto colmare questi vuoti di trama per conferire alla storia una maggiore coerenza interna. Nel complesso, è stato un bel film, più o meno come me lo aspettavo.

Recensione di Orion e il Buio

Orion e il buio è un film d’animazione distribuito dalla piattaforma Netflix. Racconta la storia del piccolo Orion che convive quotidianamente con una lunga serie di paure che lo paralizzano e gli impediscono di godersi la vita e di fare nuove esperienze. La vita di Orion tuttavia cambierà grazie a un amico impensabile: il Buio. Non mi aspettavo un granché da questo cartone ma devo dire che l’ho trovato veramente originale. La paura del buio è una delle più comuni soprattutto nei bambini e dargli una voce è stato esilarante, come simpatici sono stati gli altri personaggi. Inoltre anche l’evoluzione della trama non è stata scontata. Nel complesso è un cartone godibile e che consiglio, anche perché come dice Ipazia i piccoli non richiedono particolari giri pindarici o significativi per amare una storia. Per fare l’avvocato del diavolo però trovo che benché il conflitto tra luce e buio sia plausibile alcuni degli altri personaggi seppure buffi non hanno utilità, in particolare Insonnia e Rumori notturni. Il ruolo di Dolci sogni è un po’ mal gestito visto che non sempre i sogni sono piacevoli e non è stato prevista un’entità dell’incubo. La trama inoltre non prevede un vero e proprio cattivo se non la paura stessa e l’introduzione dell’ultimo personaggio Tycho è fatta una un po’ frettolosamente e fà un pò l’effetto deus ex machina.