“Lei non era bellissima, ma era come arte.
E l’arte non deve essere bellissima deve farti provare qualcosa”






Ispirato ad una leggenda polinesiana, Oceania racconta la storia delle giovane principessa Moana e del suo viaggio di salvezza e speranza. Una storia semplice ma complessa, fatta da tante piccole lezioni, come la vita stessa. Una storia dove vita e viaggio corrono sullo stesso filo e dove il futuro è davvero appannaggio di chi sa osare e non ha paura di essere semplicemente sé stesso, a prescindere da tutto il resto e in cui l’eterna lotta per essere amati si rivela un’arma a doppio taglio capace di creare più infelicità che appagamento. Un film per tutte le età grazie alle canzoni orecchiabili e ad alcuni buffi personaggi, come il gallo Heihei. Spiazzante e fonte di riflessione il breve ma significativo corto prima del film, che in pochi minuti demonizza la nostra società industrializzata, che obbligandoci all’uniformità ci ruba la vita senza permetterci di viverla.



Protagonista di questo film l’Avalon, una nave intergalattica, con il compito di completare un lunghissimo viaggio. A bordo 5000 passeggeri, sospesi in un sonno criogenico in attesa di arrivare in una delle nuove colonie della Terra. Tutto sembra essere tranquillo nell’immensità dello spazio, tra stelle ed asteroidi fino a quando un guasto non causerà l’apertura accidentale di una delle capsule di ibernazione. Lo sfortunato Jim, si ritroverà solo, 90 anni prima del tempo, in una location tanto attraente quando fredda ed impersonale. Un film molto ben realizzato in termini di ambientazioni e di effetti speciali. Piacevole anche la trama, che si scosta dai classici film del genere, puntando molto sull’analisi psicologica dei personaggi. Per contro alcuni punti della storia traballano come la stessa astronave, popolata da macchine formidabili e completamente stupide, incapaci di prevedere la cosa più probabile tra tutte: un incidente. Idiota e presuntuosa sarebbe un’umanità che ancora una volta crea macchine con l’assurda fiducia che possano non avere intoppi. Trascinante e controversa la vicenda che coinvolgerà i due protagonisti, fino a metà film. Nella seconda parte della storia gli eventi diventano zoppicanti e confusi, per non parlare dell’epilogo, romantico ed originale, ma quando mai utopico e zuccheroso.
