Oscuro destino 

Non siamo nemmeno nati per essere veramente liberi, per essere noi stessi … non ci è mai stato insegnato come gestire la libertà, probabilmente perché è ingestibile e irrazionale. Ci servono, ancore, scogli e abitudini in questo mare di emozioni e contraddizioni. Di disturbi fisici ed emotivi … cerchiamo la fuga o ci gettiamo a capofitto negli impegni o restiamo preda di un indefinita confusione

Inferno un film di Ron Howard

NO SIGNAL

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L’ormai famosissimo professor Langdon, protagonista dei romanzi Best Seller di Dan Brown, si risveglia in stato confusionale, in preda a mistiche visioni apocalittiche in un ospedale di Firenze. Subito si trova protagonista di una rocambolesca fuga in compagnia dell’avvenente dottoressa Sienna Brooks. Da qui inizia una storia incomprensibile, senza un filo logico per almeno per 40 minuti di programmazione. Nomi di personaggi sconosciuti, visioni sconnesse, associazioni di intelligence misteriose, un inquietante versione low cost di terminator in divisa. Non so chi abbia perso il lume della ragione, se l’autore o il regista, fatto sta che Inferno sembra più una parodia che un film da prendere sul serio. A tratti, soprattutto nei momenti in cui si tenta di spiegare l’inspiegabile con situazioni al limite del ridicolo, si distingue una sceneggiatura degna di Maccio Capatonda. Per evitare spoiler preferisco non entrare nei dettagli ma ce ne sarebbero di cose da dire… Un vero peccato vedere location italiane tanto belle teatro di un film tanto mediocre. 

1271033 - THE WALK

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Belli e Dannati un film di Gus Van Sant

L’ILLUSIONE DELL’AMORE

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Belli e Dannati ovvero My Own Private Idaho racconta la storia di due ragazzi, Mike e Scott, giovani e bellissimi prostituti di strada. Un tema sempre più discusso quello dell’amore omosessuale, che in questo film punta la sua attenzione sul suo lato più amaro ed oscuro, in cui tra ribellione e disperazione gli uomini si vendono per soldi al pari delle donne. Un viaggio onirico, confuso e depressivo quello di Mike, che sopravvive senza amore, vittima non solo del suo destino di miseria ma di un’invalidante malattia, la narcolessia. Alla perenne ricerca della madre, che lo ha abbandonato da quanto era in fasce, Mike inizia un viaggio per ritrovarla con il suo amico Scott, prostituto per ribellione nei confronti del suo ricco padre. Un film lento e confuso, in cui come in un sogno ci si sveglia un po’ in un posto e un po’ in un altro. Una moderna Dorothy Gale, che cerca la sua casa persa nei sogni e nei ricordi, come un irraggiungibile ed ambito miraggio. Location teatrali come teatrale è la presenza di Bob Pigeon, il mentore di strada in un curioso rifugio di ragazzi sperduti, dannati ed incapaci di crescere, che ricorrono all’uso smodato di droghe per sfuggire alla cruda realtà che li circonda. La storia scorre lenta fra moderati colpi di scena, scottanti delusioni, amori non corrisposti e grandi amicizie che si perdono come sabbia nel vento. Stupefacente l’interpretazione di River Phoenix, che purtroppo non potrà più regalarci emozioni a causa della sua prematura dipartita. Meno imperscrutabile Keanu Reeves, interprete di un ruolo sicuramente non facile. Piatta l’interpretazione di Chiara Caselli. Appaiono artificiose l’interpretazione di William Richert ed in generale l’evoluzione di tutta la storia, quasi un dipinto in movimento, che trova l’apice artistico in immagini erotiche statiche, peccando in dinamicità, profondità  e veridicità della trama. Nota a favore del regista la capacità di trattare un argomento tanto spinoso con tatto ed estetismo senza mai cadere nel volgare o nell’osceno, un approccio evidentemente d’altri tempi, difficilmente replicabile al giorno d’oggi in una società abituata alla cruda sessualità.

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Bad Moms – Mamme molto cattive un film di Jon Lucas e Scott Moore

Donne sole più che mamme cattive 

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Amy giovane mamma lavoratrice di due figli in perenne lotta contro il tempo, sommersa da impegni noiosi ed estenuanti, senza il minimo supporto da parte del marito, che al pari di un terzo figlio si gingilla senza dare il minimo supporto alla gestione familiare. Una società quella di oggi molto strana, in cui abbiamo davvero tanto ma non ci è dato di goderne perché sempre alla ricerca di un’utopistica perfezione senza tenere conto di quello che vorremmo veramente. I registi danno voce a un quadro ironico e paradossale del mondo femminile, snocciolando pro e contro delle scelte che ogni donna decide di fare della propria vita una volta madre. Sicuramente essere madri oggi è sotto certi aspetti una sfida più ardua di un tempo, in cui era chiesto ai figli di compiacere gli adulti e non il contrario. Oggi è quasi una lotta a chi riesce a dare di più, tra cibi biologici e un lassismo che si maschera da buonismo, nascosto da un patinato sorriso che occulta solitudine, inadeguatezza e insoddisfazione. Non c’è più una struttura sociale, non esiste più la comunità ma solo un’ostinata competizione che non porta da nessuna parte se non alla triste consapevolezza di non essere mai abbastanza. Su queste basi si articola una commedia divertente e ingenua, in cui alla fine non si parla nemmeno di mamme cattive ma al massimo di donne sole un po’ troppo sboccate. Mi ha colpita l’interpretazione di Kristen Bell, in un ruolo schivo e remissivo opposto a quello in cui ero abituata a vederla in Veronica Mars. Un po’ troppo sopra le righe l’interpretazione di Kathryn Hahn. Nel complesso una commedia che si lascia guardare ma Jon Lucas e Scott Moore non riescono a raggiungere nemmeno lontanamente la comicità di “Una notte da leoni” che resta un cult ineguagliabile. 

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Il ministro un film di Giorgio Amato

Umanità senza né arte né parte

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Franco, un piccolo e borioso imprenditore, una vita decisamente sopra le righe e l’ultima spiaggia per evitare il tracollo. L’Italia dipinta da Amato, incarna in maniera anche troppo verosimile il vuoto di questa epoca che come un virus sta infettando tutto e tutti. Soldi, potere ed apparenza, appaiono come i soli veri valori a cui tutti tendono, incuranti di sentimenti, gentilezza e delle basi dell’umanità. Una trama semplice, il tutto sviluppato nell’arco di una cena. Un cast convincente e un dramma tragicomico che si snoda minuto dopo minuto, in cui labile è la distanza tra vittima e carnefice. Ognuno incarna lo stereotipo di un’umanità che non sa dove sta andando né tantomeno in che direzione andare. A partire dal succube e a tratti remissivo Michele, che si lascia manovrare in malo modo dal marito di sua sorella, fino ad arrivare a Rita, astiosa moglie di Franco che estremizza la sua lotta a favore di abusi e violenze sugli animali ma non ha la minima sensibilità ed umiltà nei confronti della sua domestica. C’è poi Jun, barellina ed escort di lusso, donna fastidiosa e saccente disposta a tutto in nome del Dio denaro. Conclude il teatrino il fantomatico ministro, uomo privo di scrupoli e moralità, schiavo di vizio e depravazione, che ha come sola virtù la sua posizione. Un mondo corrotto, in cui si perde il contatto con la realtà, con i sentimenti e le emozioni, in cui tutto ha un prezzo e niente a più valore.

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