Osservazioni ….

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L’ostacolo più grande? la paura
La cosa più facile? sbagliarsi
L’errore più grande? rinunciare
La radice di tutti i mali? l’egoismo
La distrazione migliore? il lavoro
La sconfitta peggiore? lo scoraggiamento
I migliori insegnanti? i bambini, gli ammalati 
Il primo bisogno? comunicare
La fedeltà più grande? essere utili agli altri 
Il difetto peggiore? il malumore
La persona più pericolosa? quella che mente
Il sentimento più brutto? il rancore,l’indifferenza 
Il regalo più bello? la carità, l’ascolto
La sensazione più bella? la pace interiore 
L’accoglienza migliore? il sorriso
La miglior medicina? l’ottimismo

(Cit. Madre Teresa di Calcutta) 

“Dispersi” diretto da Margherita Remotti

Teatro OutOff – dal 17 al 22 ottobre 2017

Prima nazionale

I dispersi

di Fernando Coratelli

regia Margherita Remotti

con Alberto Barbi, Donatella Bartoli, Marco S. Bellocchio, Ilaria Fioravanti, Margherita Remotti, Lisa Vampa

Produzione: Onion Square in collaborazione con Teatro Out Off,  Streghe&Fate, Fluid-o-Tech e Spazio Albatros

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Onirico e quasi surreale, la denuncia di una società in cui è sempre più difficile stabilire, tra il virtuale e l’illusorio, cosa sia la normalità. L’umanità appare dispersa, sempre più lontana dalla terra e dalla natura che la circonda, prigioniera in un mondo in cui la realtà è più un costrutto raccontato che un vero vissuto. In questo vagare capita così, sull’onda dell’inconsapevolezza che una giovane donna approdi per caso in una redazione giornalistica. Confusa, sconnessa e priva di un’identità propria tenta in tutti i modi di lanciare un messaggio. Per Elda Moroni, anchorman di punta di un nota web TV, pare essere una ghiotta occasione per accaparrarsi la notizia sensazionale, lo scoop senza precedenti. Scorrono così dinamiche allucinanti trainate da figure allucinate che denunciano ironicamente pregiudizi e mal costumi della net generation, priva di scrupoli e morale. Diversi i temi importanti trattati con sufficienza e superficialità, elementi propri di una società in cui tutto perde di valore. In questa realtà l’identità dei protagonisti appare fragile, pronta ad incrinarsi alla prima difficoltà mostrando profonde crepe ed un ampio margine di manipolazione. D’effetto la scenografia al pari dell’alternanza di musiche e monologhi fuori sincro. Realistica ed accattivante l’interpretazione degli attori, interessante e fonte di riflessione il messaggio dell’autore.

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VALERIAN E LA CITTÀ DEI MILLE PIANETI UN FILM DI LUC BESSON

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QUANDO UN MONDO NON BASTA 

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Ispirandosi al fumetto francese Valerian (Valerian et Laureline) scritto da Pierre Christin e illustrato da Jean-Claude Mézières, Besson dà vita ad un mondo fantastico ed affascinate. I protagonisti sono gli agenti intergalattici Valerian e Laureline, tra i quali c’è attrazione ma essendo il primo un noto rubacuori, Laureline non vuole cedere alle sue avance. I due si troveranno coinvolti in un’intricata situazione ai danni di una specie pacifica a cui gli umani hanno portato via molto. Al di là della trama il film colpisce in prima battuta per la cura dei dettagli e per la stupefacente riproduzione del mondo immaginato dall’autore, un mondo complesso con tantissime specie viventi diverse, bizzarre, curiose e talvolta raccapriccianti. Ho trovato molta originalità tanta ironia in questo nuovo universo e benché la specie bistrattata dagli umani assomigli molto ai Na’vi di Avatar, vi sono moltissimi altri elementi originali ed affascinanti a partire dal piccolo replicatore fino alla stupida e truculenta specie che rapisce Laureline.  La presenza di Rihanna è d’impatto così come il personaggio da lei interpretato. Curatissima la scelta dei costumi e degli scenari. Non ho provato grande simpatia per i protagonisti che appaiano sin da subito arroganti e spocchiosi ed a mio avviso hanno tratti somatici troppo adolescenziali che li rendono poco credibili ed artificiosi nel loro ruolo. Pessima l’interpretazione di Clive Owen, quasi una caricatura venuta male del colonnello Quaritch di Avatar. Un po’ delusa dal finale, confuso e tipico del colossal americano in grado di far perdere punti ad un lavoro che resta comunque di grande rilievo per gli amanti del genere.

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Cattivissimo me 3 un film di Pierre Coffin, Kyle Balda e Eric Guillon

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SQUADRA CHE VINCE
NON SI CAMBIA

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Ci troviamo ancora una volta catapultati nella famiglia, sempre più allargata, del famosissimo Gru che da super cattivo di fama mondiale, diventa un super agente   assieme alla sua dolce metà. Qualcosa tuttavia va storto ed il terribile Balthazar Bratt, sfugge alla coppia che per colpa del fallimento perde il lavoro. La vita di Gru tuttavia non è mai priva di colpi di scena ed infatti proprio nel momento propizio  scopre di aver un fratello gemello di nome Dru. Iniziano così le peripezie dei due fratelli e la lotta interiore di Gru contro la pericolosa ma invitante via del male, dal quale sembra essere richiamato come un magnate. I buffi ed imprevedibili Minions si danno alla fuga e le donne di casa imparano a conoscersi ed a volersi bene. Una trama migliore e di gran lunga più spassosa del film “Minions” ma nemmeno lontanamente paragonabile al primo film. Anche se ormai siamo abituati alle serie Tv e ai film seriali, non vado pazza per questi film che ripropongono ad oltranza gli stessi personaggi, benché simpatici ed adorabili. Del resto, come dice anche il detto “Squadra che vince non si cambia“, non ci resta che aspettare il prossimo episodio. 

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