I Am Mother un film di Grant Sputore

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Una realtà distopica, in cui l’umanità è solo un ricordo. Un laboratorio, un androide e lei, l’unica della sua specie, l’ultimo essere umano. Figlia e Madre. Nessun nome,  tanta disciplina, studio ma anche una parvenza di reale e disinteressata dolcezza. Figlia cresce rapidamente e come insito nell’animo umano inizia a risentire della forzata solitudine e comincia a dubitare e a sperare di non essere l’unica. Figlia inizia a sospettare che Madre non le abbia raccontato la verità sulla fine degli uomini così decide di contravvenire alle regole del droide e prova a uscire dalla sua prigione, fatta di metallo e luci intermittenti, in cui tuttavia non mancano cibo e sicurezza. Un film con un inizio interessante e promettente, coinvolgente e a tratti lievemente ansiogeno. Una lezione di diffidenza e di condanna verso una specie egoista e parassitaria come la nostra. Il finale, sfortunatamente si fa un pò confuso e il ruolo di Hilary Swank è poco credibile e scarsamente definito. In pratica l’attrice sembra messa lì come specchietto per le allodole per richiamare l’attenzione del pubblico. Il cast, sebbene ridotto all’osso comunque non mi è dispiaciuto ma è proprio la storia che si allunga su punti non essenziali e taglia dove sarebbe stata necessaria una spiegazione maggiore. 

Segnalazioni – Non posso innamorarmi ancora un romanzo di Liz Mac Tea

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SINOSSI: Ellie Chester è la classica ragazza perbene, con una famiglia che la ama, due simpatici amici pelosi piuttosto vivaci con cui condivide una palazzina nel cuore di Notting Hill e un lavoro che adora: wedding planner nella caotica capitale britannica. Un giorno, rientrando dal lavoro, trova per l’ennesima volta la casa messa a soqquadro, così decide di assumere una dog-sitter che si occupi dei suoi amati “distruttori”. Alla sua inserzione risponde però Arvy, un ragazzo simpatico, divertente e molto sexy, che ben presto inizia a guardarla con occhi diversi. Riuscirà l’intraprendente dog-sitter a scalfire il cuore dell’imperturbabile Ellie? Tra scene divertenti e imbarazzanti, matrimoni buffi e qualche intoppo, riuscirà finalmente Ellie a innamorarsi ancora?

Uscita il 15 luglio in ebook 2,99 e cartaceo 7,90

 

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JUPITER – IL DESTINO DELL’UNIVERSO UN FILM DI Lana Wachowski & Lilly Wachowski

L’aberrante dietro gli effetti speciali 

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Ho avuto delle perplessità fino a metà di questa pellicola però poi mi sono ricreduta. Ho letto pareri contrastanti su questo film. Sicuramente la storia è troppo articolata per essere compressa nei 127 minuti di durata. Una nuova realtà va sviluppata, la sospensione di incredulità va mantenuta, nel vago con nomi buttati a caso, tecnologie eccelse non spiegate è chiedere al pubblico di fare il lavoro dell’autore. Detto ciò trattandosi di una realtà alternativa che fa della superficialità, del cinismo e dell’assenza di empatia dei valori, può per certi versi essere tollerato un lavoro banale sui contenuti compensato da sfavillanti effetti speciali, un cast di altissima fascia costretto in un scheggiatura da b-movie ma comunque capace  di renderlo accettabile. Di Jupiter salvo tuttavia il contenuto più profondo, che a differenza di molti film Marvel o di generi similari spesso è del tutto assente. Qui non si parla solo dell’inconsapevole principessa buona, che viene salvata dall’eroe solitario, ma di qualcosa di differente. Per chi crede negli alieni o anche per chi non ci crede, il film parla di dove si sta dirigendo la nostra società, di questa piramide dove solo i più importanti vincono e gli altri sono bestie da macello. Parla dell’importanza del tempo che dagli Abrasax è vista come la ricerca dell’immortalità, che tuttavia non porta felicità ma alla lunga solo voglia di morte, poiché non è vivere per sempre la soluzione, ma vivere con il cuore.