Perché Gemma, perché?

La recensione del film ” Hansel & Gretel – Cacciatori Di Streghe”

di Tommy Wirkola

(Voto 1 su 10)

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Da vedere? Assolutamente NO!

Il sequel di una fiaba famosa può essere un ottimo punto di partenza per un film, nessuno si è mai chiesto che fine avessero poi fatto Biancaneve, Cenerentola, Cappucetto Rosso o Hansel e Gretel?

Se l’idea iniziale non era male la sua realizzazione è stata a malincuore molto, ma molto scadente.

Tommy Wirkola ha fatto un film orrendo con attori che possono dare decisamente di più.

Un cast con Gemma Arterton (una delle mie attrici preferite), Jeremy Renner e Famke Janssen (nota per il ruolo di Ginger nella trilogia di Xmen) aveva le potenzialità di essere un gran bel film, ma l’attore segue il copione e il regista ha toppato alla grandissima!

Partendo dal presupposto che stiamo parlando di un film Steampunk (ovvero un film fantascientifico che introduce tecnologie moderne all’interno di un’ambientazione storica), il regista ha la possibilità di dare spazio alla fantasia, non dovendo più rimanere fedele ad un epoca o ad un tempo preciso, libero di non doversi documentare per rendere la storia specchio di un epoca. Questo tipo di scelta agevola molto il lavoro di stesura di un film, non serve nemmeno avere particolari conoscenze storiche eppure la trama fa acqua da tutte le parti. Le streghe vogliono diventare ignifughe quando esistono un’infinità di modi per ucciderle? Non ha alcun senso, un conto se questo le avrebbe rese immortali ma a cosa serve non poter essere bruciati se si può essere decapitati, strozzati, pugnalati ecc. ?

Inoltre la storia d’amore inserita alla carlona, il trol dal cuore buono e le streghe così brutte da sembrare un incrocio tra gli zombi di Walking Dead e gli orchi del Signore degli Anelli rendono il film ridicolo.

L’unica domanda che mi suona in mente è: perché Gemma, perché?

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Un oscuro potere

 “Lo Hobbit – La Desolazione Di Smaug

di Peter Jackson

(Voto 4 su 10)

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Non sono una fan di Tolkien e nemmeno della saga cinematografica del “Signore degli Anelli”, benché il fantasy non mi dispiaccia in generale. Vedere questi film è come giocare un giorno intero a Warcraft, (chi ci ha giocato non può proprio darmi torto, mancano solo i non morti).

Al di là di questo sarebbe innegabile non ammettere che la prima saga è veramente ben realizzata a partire dal cast fino al più insignificante effetto speciale.La saga de Lo Hobbit per me è solo una mera trovata commerciale, un libro che potrebbe essere il prologo della trilogia vera e propria diviso in tre film?

Il primo film “Lo hobbit un viaggio inaspettato” poteva essere intitolato “Un viaggio desolante” o “Il viaggio più noioso dei nani”, un film dove non succede niente, mi ricordo solo che non vedevo l’ora che finisse.

In questo film finalmente qualcosa si muove, ma tutto già visto tra i ragni giganti (perfino in Harry Potter ci sono sti ragni e IT non diventa un ragno gigante? Insomma cambiamo insetto …) e le foreste misteriose. L’unico personaggio che ho trovato piacevole è il Drago Parlante, arrogante, permaloso e onnisciente, che nonostante il suo letargo interminabile sapeva tutto di tutti. Ma la cosa che colpisce di più è il finale … che non c’è perché chiaramente rimanda al prossimo episodio, insomma come vedere una puntata di Voyager dove non viene svelato nemmeno un mistero.

Un potere sicuramente l’anello ce l’ha, magari non fa diventare invisibili nella realtà però ha fatto incassare un sacco di bei soldini a tante persone, più oscuro di così!

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Speciale senza trucchi

“Il ragazzo invisibile” di  Gabriele Salvatores

(Voto 6 su 10)

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L’impiego di giovani attori in un film di supereroi lo rende un film per adolescenti. Il fatto di avere una trama che fila, emoziona teneramente e tratta un genere innovativo per il cinema Italiano e già una grandiosa vittoria. Forti sono gli influssi di serie come Dark Angel o Heroes e di Smallville (con la questione dell’adozione) e stranamente ci ho visto anche un po’ di Alias, grazie al coinvolgimento della temibile e spietata organizzazione segreta russa. A dispetto del fatto che tutto è stato già visto, c’è da dire che a differenza delle produzioni oltre oceano i nostri mezzi (nonostante il numero impressionante di produttori e sponsor coinvolti nel progetto, che portano via circa 5 minuti di film), sono molto limitati, quasi invisibili. Il cast non mi entusiasma, fatta eccezione per i giovani protagonisti Noa Zatta e Ludovico Girardello (ci vuole coraggio a girare buona parte del film completamente nudo, ad ogni età) e il personaggio di Andreij interpretato da Christo Jivkov che inizialmente fa un po’ ridere ma alla fine è molto piacevole e misterioso. I due bulli e il piccolo genio della matematica sono troppo sopra le righe per risultare credibili, come Valeria Golino (noto volto della tv Italiana) che non interpreta in maniera convincente il suo ruolo.

L’uso dei costumi per una volta è azzeccato, in particolare la costumista di Noa Zatta (Stella) ha fatto un ottimo lavoro, i suoi abiti sono sempre di impatto ed esaltano al massimo la dolce e acerba bellezza della piccola attrice. Poteva essere evitata la scena del Bat segnale, ma credo che il regista preso dall’emozione ha voluto inserire di tutto e di più (posso capire che sia facile farsi prendere la mano). Gli effetti speciali sono molto elementari, credo fatti interamente con la tecnica green screen a giudicare dalle poche immagini del set a fine pellicola. Il trailer non rende giustizia a quella che poi è la pellicola.

Per un primo esordio tuttavia non c’è male, Gabriele Salvatores ha dato prova che anche qui si può fare qualcosa di diverso dalle solite commedie o film amari basati su ciò che non va nel nostro bel paese.

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