Letture estate 2024

In questi mesi estivi mi sono dedciata alla lettura di tre romanzi completamente diversi tra loro.

Il primo, “Miss Foley e il dottor Ballard” di Rebecca Quasi (autrice self) . È ambientato nel passato e racconta la complicata storia d’amore tra una giovane ragazza con poche risorse economiche, ma grandi qualità personali, e un eccentrico medico di periferia. Il secondo romanzo, invece, è di un’autrice più nota, Alice Basso, e si intitola “Il morso della vipera” (romanzo scelto dal mio gruppo di lettura per l’estate). È ambientato nel primo dopoguerra e narra la storia di una ragazza in quel periodo storico, esplorando il suo rapporto con il lavoro, la letteratura e l’amore. L’ultimo romanzo, invece, di genere completamente diverso, è un’opera di fantascienza intitolata “L’ultima battaglia” scritta dal giornalista Aldo Maria Valli. Racconta dell’involuzione della religione cattolica, fino al punto di una ritrovata verità, ormai perduta tra le pieghe del tempo e della tecnologia.Per la prima volta mi trovo a fare una recensione collettiva, poiché nessuno dei tre romanzi mi ha colpito particolarmente.

Il primo, Miss Foley e il dottor Ballard alla lunga, si è rivelato davvero tedioso, irrealistico e scontato. Prolunga inutilmente l’inevitabile e costruisce un dramma amoroso basato sul nulla. Nel complesso un romanzo che anche se ben scritto rivela profondi vizzi di trama e intrdouce elementi del tutto fiabeschi e per nulla probabili.

Il romanzo della Basso, Il morso della vipera è sicuramente il migliore dei tre, ma l’epilogo netto, da episodio di una serie TV, non mi ha convinto. In un romanzo credo si debba almeno tentare l’autoconclusione. Il punto di forza del testo è la ricostruzione storica del periodo, anche se il tipo di scrittura, per quanto scorrevole, risulta a tratti bizzarro e un po’ snervante, con paragoni anacronistici che, sebbene possano essere utili al lettore, spesso diventano ridondanti.Inoltre, la trama è piuttosto debole, basata su motivazioni superficiali e sviluppata attraverso eventi improbabili.

L’ultimo romanzo che ho letto, intitolato “L’ultima battaglia“, è un’opera stranissima. L’autore denuncia il progressivo lassismo della Chiesa cattolica verso la tolleranza interreligiosa, considerata in una luce negativa e descrive la via verso la fine della fede, con una forte nostalgia per il latino e per certi dogmi vetusti. Interessante la ricostruzione futuristica e scorrevole la scrittura, ma non condivido la morale un po’ astratta e contorta che l’autore cerca di trasmettere. In particolare, non mi è chiaro come possa essere possibile che, mentre le altre religioni rimangono invariate, quella cattolica non possa fare lo stesso. Se si fosse trattato di una religione universale unica, avrebbe avuto più senso. Inoltre, l’avvento dell’edonismo, in cui “l’uomo è Dio”, c’è già stato con il mito del superuomo di Nietzsche, quindi non capisco quale sia la novità in questa distopia terrificante. I protagonisti sono una coppia omosessuale, il che mi è sembrato positivo, se non fosse che poi l’autore li sottopone a sofferenze inimmaginabili. Infine, il motto “Dio non osi separare ciò che l’uomo unisce”, sintesi del degrado totale della Chiesa, non mi trova del tutto in disaccordo, poiché credo che l’uomo debba smettere di usare la religione come strumento divisivo e come scusa per fare del male e prevaricare il prossimo. Se ogni uomo di fede perseguisse davvero i valori di pace e amore previsti dalle varie religioni, allora sì che ci sarebbe un a vera rivoluzione. Ma certo, questa è un’altra storia; questa sì che è fantascienza.

Nel complesso pertanto un esatate letteraria fiacca. Speranzosa di imbattermi in letture migliori nei prossimi mesi.

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