

Violette Toussaint è la perfetta eroina: orfana, prigioniera di un matrimonio senza amore e vittima della più atroce delle perdite. La trama, benchè tratti tematiche molto sensibili, non è originale se non fosse che Violette è anche la custode di un cimitero: scovare questa e altre realtà poco conosciute è stato uno di punti di forza di questo romanzo. Valérie Perrin parla con eleganza della morte, dell’amore e della disperazione attingendo alle varie e bizzare sfaccettature della vita. Puntuale la cura dei dettagli, genuina la voce narrante. Per contro mi hanno un pò infastidito i repentinti salti temporali e cambi di punto di vista, ma nel complesso è un romanzo molto ben scritto. La storia non è così credibile e la stessa Violette sembra troppo perfetta per essere vera, come molti degli altri personaggi, Sasha più di chiunque altro. Nel complesso mi pare una lunga fiaba, a tratti molto amara, che tuttavia porta in dono riflessione e speranza.
