Recensione “Ricordati di guardare la luna” di Nicholas Sparks

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Sparks non ha certo bisogno di nuove recensioni, ma sono i grandi autori ad alimentare l’amore per la narrativa. “Ricordati di guardare la luna” ha una trama semplice. Parla di un colpo di fulmine tra mare, surf, e cieli stellati. I protagonisti John Tyree e Savannah Lynn Curtis sono i classici modelli di un’America per bene. Lui ex ragazzaccio di un piccolo paese decide di redimersi e d’iniziare la carriera militare. Lei, bella e brava ragazza casa, scuola e chiesa. Personaggi praticamente perfetti, con piccole fragilità compensate da grandi valori, in cui è difficile immedesimarsi.  Nelle parole di Sparks tuttavia c’è un magico magnetismo. La cura dei dettagli del quotidiano é minuziosa, tanto da rendere un personaggio di base poco interessante come il padre di Jhon, con le sue routine e le sua ossessione per le monete, speciale e amabile. Questo è il secondo testo di Sparks che leggo e ho la conferma che per l’autore il vero amore debba essere struggente, qualcosa di molto diverso da una banale infatuazione o dal desiderio fisico. Un sentimento che va al di là della logica e del benessere per sé stessi, anzi più l’amore è impossibile più diventa puro e indissolubile. Questo è un romanzo di formazione in cui viene descritta la crescita di John, da una fase iniziale dove tutto sembra possibile a una fase adulta dove i sogni s’infrangono facendo i conti con la realtà. In certi momenti credo che la pillola amara sia stata addolcita, e che i personaggi di Sparks siano più come dovremmo essere che come siamo in realtà, talvolta schiavi di vizi e desideri. In narrativa tuttavia è lecito aspettarsi profili ineccepibili che siano d’esempio e conforto.

amanti

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