L’aberrante dietro gli effetti speciali


Ho avuto delle perplessità fino a metà di questa pellicola però poi mi sono ricreduta. Ho letto pareri contrastanti su questo film. Sicuramente la storia è troppo articolata per essere compressa nei 127 minuti di durata. Una nuova realtà va sviluppata, la sospensione di incredulità va mantenuta, nel vago con nomi buttati a caso, tecnologie eccelse non spiegate è chiedere al pubblico di fare il lavoro dell’autore. Detto ciò trattandosi di una realtà alternativa che fa della superficialità, del cinismo e dell’assenza di empatia dei valori, può per certi versi essere tollerato un lavoro banale sui contenuti compensato da sfavillanti effetti speciali, un cast di altissima fascia costretto in un scheggiatura da b-movie ma comunque capace di renderlo accettabile. Di Jupiter salvo tuttavia il contenuto più profondo, che a differenza di molti film Marvel o di generi similari spesso è del tutto assente. Qui non si parla solo dell’inconsapevole principessa buona, che viene salvata dall’eroe solitario, ma di qualcosa di differente. Per chi crede negli alieni o anche per chi non ci crede, il film parla di dove si sta dirigendo la nostra società, di questa piramide dove solo i più importanti vincono e gli altri sono bestie da macello. Parla dell’importanza del tempo che dagli Abrasax è vista come la ricerca dell’immortalità, che tuttavia non porta felicità ma alla lunga solo voglia di morte, poiché non è vivere per sempre la soluzione, ma vivere con il cuore.