GIRLS POWER


In linea generale non amo tantissimo i remake di storie già viste e già ben realizzate in pellicole precedenti. La moda di riadattare i cartoni della Disney in film non mi fa impazzire. Credo che dare spazio a nuove storie, nuove autori e talenti sia un dovere per i grandi registi, gli unici che hanno i mezzi e possono permettersi di osare invece che giocare in zona comfort. Al di là di ciò trovo che Ritchie abbia fatto un lavoro splendido con questo film. Bellissimi i costumi, le scenografie, gli effetti speciali, le nuove canzoni e il cast. In particolare amo la rivisitazione di alcuni personaggi, primo tra tutti quello di Jasmine, che Naomi Scott interpreta molto bene. In questo film non si parla solo dell’amore romantico (oggi quasi del tutto morto) ma anche del ruolo marginale della donna nella società. A una principessa paradossalmente, veniva chiesto solo di stare zitta e di ambire al massimo a essere bella e contrarre un buon matrimonio, costringendola così di fatto in una prigione dorata, priva di alcun potere decisionale persino sulla sua stessa vita. Nel cartone su questo non viene data risonanza, Jasmine è più la tipica principessa viziata e un pò annoiata, a cui interessa principalmente la sua libertà più che la serenità del suo popolo. Qui invece viene rimarcato molto bene come Jasmine ambisca a essere la luce nelle tenebre per un regno sull’orlo della rovina. Il tema del femminismo è molto importante, poiché se in Europa può sembrare raggiunta l’emancipazione femminile nei fatti non lo è poiché la svolta femminista ha preso una piega un pò ambigua. Alcune donne, per competere alla pari con gli uomini, sono arrivate a pensare che sia auspicabile rinunciare all’empatia, alla dolcezza, alla compassione, alla gentilezza e alla collaborazione, diventando persino peggio di quelli che avrebbero potuto essere i loro “carnefici”. La forza delle donne invece trovo sia proprio in queste virtù, esse sono il nostro valore aggiunto. Farsi la guerra tra donne e mettersi in competizione, per essere la più bella, la più brava, la più intelligente o la più desiderata favorisce solo il maschilismo. Usare invece le risorse che si hanno per perseguire nobili ideali, come un regno più giusto, privo di guerre e sofferenza inutile è chiaramente una cosa sana, giusta e meravigliosa. Jafar per contro è il peggio del peggio, l’esempio di come la competizione senza esclusione di colpi per essere i primi porti solo all’infelicità e all’autodistruzione. Il genio interpretato dal formidabile Will Smith è straordinario. Interessante anche la rivisitazione degli animali guida, in particolare il pappagallo Iago, qui perde molto del positivo che aveva nel cartone diventando crudele e spietato tanto quanto il suo padrone. Interessante l’idea della doppia storia d’amore, che rende il personaggio del genio più amabile, meno permaloso e più saggio. In questo film più che nel cartone viene premiata la mortalità e l’umanità, viste come cose belle e desiderabili.
Sicuramente da vedere!!!!
