Come sposare un miliardario diretto da Carla Bianchi

 

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“Non sapete chi è Warren Buffet? Meno male che ci sono io a dirvi chi sono i buoni partiti! Sennò sareste tutte li a sposarvi per amore!

Non sia mai infatti che nella società di oggi si dia valore a qualcosa di obsoleto come i sentimenti, una cosa veramente da poveri! Fortunatamente Giorgia prima di abbandonare la sua deludente vita d’attrice ha l’idea giusta, “dopo tutto basta pensarci”. Decide così di sposare un miliardario e come ultimo omaggio ai poveracci da cui lei si eleverà, grazie al più classico “colpaccio” al femminile, regala un vademecum a chi questa fortuna ancora non c’è l’ha.
Al pari di un docente universitario con tanto di lavagna illustra alla platea di poveracci una vera e propria strategia per assicurarsi un futuro sereno. Tra musiche e giochi di luci, si assiste a un one-woman show satirico e pungente che attacca il maschilismo e i perversi giochi di potere che ci hanno portato al baratro economico e a un vero e proprio impaludamento del sistema. Come se al parco le biglie con cui giocare finiscano tutte in mano a una ristretta selezione di bambini e in pochissimi possano ancora giocare.  

Carisma, effervescenza e una buona dose di umiltà crea empatia tra l’attrice e il pubblico. Grande il successo in Francia dell’autrice di questa commedia, Audrey Vernon, poi tradotta e portata in Italia dalla frizzante, avvenente e carismatica Giorgia Sincroni nella suggestiva sala Caffè Rouge del Teatro Franco Parenti di Milano.

Oggi l’ultimo giorno dello spettacolo andato in scena a partire dal 4 luglio!

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