Lucky 77 e altri racconti di Simone Draghetti

NZO

Titolo: Lucky 77 e altri racconti

Autore: Simone Draghetti

Casa Editrice: Linee infinite

Genere: Horror

Numero Pagine: 264

Costo versione cartacea: 10,80 euro

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Una raccolta di racconti è un mosaico variopinto di storie che in poche parole deve riuscire a colpire il lettore. Tendenzialmente quello che lega una storia all’altra è un tema o un filo conduttore di fondo, mentre i personaggi e le cornici cambiano.In Lucky 77 e altri racconti il filo è il lato oscuro dell’umanità, tra demoni, incubi e menzogne. Forte l’impatto del grande maestro dell’horror Stephen King, che per stessa ammissione dell’autore è per lui fonte d’ispirazione. Le storie di Draghetti sono crude e pregne di una cruenza a volte fisica ma più sovente psicologica. Non mancano tematiche ricorrenti, come l’aspra critica contro la società moderna, il suo cinismo, la sua anaffettività e indifferenza.

“Le emozioni vengono sostituite dai beni di consumo e tutto scompare. Nei secoli passati gli esseri umani si affidavano ai sensi per godere la vita… La società moderna, corrotta fino al midollo, ha distrutto questo stile di vita. I sensi, le emozioni le sensazioni sono gradualmente sparite ed al loro posto gli uomini si nutrono di futile paccottiglia tecnologica che ci viene imposta attraverso la società. I nuovi Dei del nuovo millennio” – da L’oscura eternità

La sostituzione delle priorità nella vita, che marciano verso la ricchezza, il potere, l’illusorio benessere e il piacere perverso di schiacciare, umiliare e persino distruggere gli altri. In un mondo così sterile da apparire come “... un alveare umano che tutti i giorni brulica di persone indaffarate a guadagnare sempre di più, obnubilate ed accecate dal denaro e da tutto quello che esso comporta.” – da Mostri di Periferia

In questa realtà gentilezza e sensibilità sono debolezze nella lotta all’ultimo sangue per la sopravvivenza, è necessario spiccare ed innalzarsi dalla mediocrità con qualunque mezzo.

Mauro amava quello sport, era la ragione per cui si era iscritto al club. Cacciare gli conferiva un senso di supremazia, un senso di onnipotenza che con altre discipline non avrebbe provato… Mauro si avvicinò alla preda, la guardò negli occhi. Poi puntò la Beretta alla testa e fece fuoco. In breve la donna di colore smise di tremare.” da I cacciatori

Le storie nel complesso sono ben scritte ed è evidente che l’autore ha esperienza nel settore editoriale, tuttavia sono spesso presenti troppe parti raccontate e non mostrate, non vi è un giusto bilanciamento dello show don’t tell. Per questo motivo molti racconti sono meno coinvolgenti di quello che potrebbero essere, un vero peccato visto che Draghetti osa e presenta vicende originali, attuali e mai scontate.

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