Tutti tolleranti, almeno a parole


Giovanni lavora in un gruppo di consulenza (Think Tank) ad un progetto per favorire l’integrazione e ridurre il degrado nelle periferie delle principali città urbane europee. Di ritorno da uno dei suoi viaggi scopre che la sua bellissima figlia adolescente, Agnese, ha trovato un ragazzo ed il giovane, ironia della sorte, viene proprio da una di queste realtà periferiche. Allarmato dalla notizia decide di pedinare la ragazza e nel tragitto ha un incontro/scontro con quella che si rivelerà essere proprio la madre di Alessio, Monica. Una commedia divertente e leggera, da un lato il falso perbenismo delle classi agiate, le quali salvano il mondo a parole dall’alto del confort dei loro uffici di design e dei loro abiti griffati e dall’altro lato le realtà popolari, in cui dietro a tatuaggi, delinquenza e violenza emerge una sorta di “pigrizia” verso il cambiamento. Come in ogni film italiano che si rispetti non si può fare a meno di un pizzico di sentimentalismo, nel caso in questione l’amore può sbocciare ovunque ed a tutte l’età, per quanto sfuggente ed effimero. Degni di nota i personaggi interpretati da Paola Cortellesi ed Antonio Albanese, ancora una volta insieme in una commedia che merita di essere guardata.

